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Come funziona l’operazione «London Bridge» e l’ascesa al trono del nuovo sovrano

A Buckingham Palace sono pronti piani di funerali per la morte di ogni membro della famiglia reale che si trova sulla linea di successione e per l’ascesa al trono del nuovo sovrano

di Simone Filippetti

Pezzo aggiornato il 9 settembre 2022

"London Bridge": protocollo per la morte della Regina

4' di lettura

La morte di un Re è sempre un evento epocale. La corona inglese, poi, è l'ultima grande monarchia mondiale. Ed Elisabetta la più grande sovrana della storia del paese. La monarchia britannica, che regna ininterrotta da quasi 1000 anni, dai Plantageneti normanni agli Windsor attuali, ha pianto decine di sovrani e altrettanti ne ha incoronati. Ma nel caso di Elisabetta la corona vacilla, per il peso enorme della sovrana, la Regina dei record, donna di potere assoluto e carisma globale.

Ci vorranno decenni, probabilmente secoli, prima che il Regno Unito abbia un'altra regina e che ci sia un regno così duraturo. A Buckingham Palace sono pronti nei cassetti, da decenni, piani di funerali per la morte di ogni membro della famiglia reale che si trova sulla linea di successione. Questi protocolli hanno ognuno un nome in codice ispirato a un ponte: quello per la regina, il più imponente, è Operazione LONDON BRIDGE, in riferimento al ponte più antico della capitale. 

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Operazione SPRING TIDE è, invece, il nome in codice dato all'ascesa al trono del principe Carlo. Un anno e mezzo fa è scattata l’operazione Forth Bridge, per la scomparsa del Principe Filippo. Ma l'ultima cerimonia funebre di un sovrano, con successiva incoronazione dell’erede, risale a 70 anni fa. È quasi un secolo e cade proprio, ironia del destino, nell’anno del Giubileo di Platino, la celebrazione per l’ascesa al trono di Elisabetta.  

Operazione Ponte di Londra

 "London Bridge is down" – Il ponte di Londra è caduto. Con questa frase il Segretario Privato della Regina comunicherà  la morte di Sua Maestà al Primo Ministro, al Segretario di Gabinetto e al Privy Council, il consiglio privato della sovrana.
L’unità di crisi del Foreign Office, il ministero degli Esteri, invierà la notizia ai 15 governi al di fuori del Regno Unito, dove la regina è capo di stato, tra cui Gibilterra e le isole Falklands; e agli altri 38 paesi del Commonwealth. I ministri del Governo saranno immediatamente informati via e-mail della morte. Al ricevimento di questa e-mail, le bandiere di Whitehall, il complesso dove ha sede il Governo, verranno abbassate a mezz’asta (entro 10 minuti dal momento dell’annuncio).

Un inserviente attraverserà il piazzale di Buckingham Palace e appunterà la "Notifica ufficiale" della morte di Sua Maestà (emessa dalla Casa Reale) al cancello, o su un cavalletto. Il Parlamento di Westminster e quelli decentrati in Scozia, Galles e Irlanda del Nord saranno convocati in seduta straordinaria. Il sito internet della famiglia reale cambierà in una pagina nera con una dichiarazione che annuncia la scomparsa. Quello del governo del Regno Unito mostrerà uno striscione nero in alto. Il Primo Ministro sarà il primo a fare una dichiarazione pubblica. Verrà annunciato un minuto di silenzio nazionale. Subito dopo il premier medesimo terrà un’udienza con il nuovo Re, dando cosi il via all’Operazione SPRING TIDE.

Per Lizz Truss, diventata premier pochi giorni fa, sarebbe il primo impegno pubblico e un ruolo cruciale appena insediata. Il futuro Re Carlo, King Charles III, parlerà alla nazione la sera dopo del giorno del decesso. Contemporaneamente, si terrà una cerimonia spontanea” di Ricordo per il PM e un ristretto numero di Ministri presso la Cattedrale di St. Paul. 

Incoronazione 

Il giorno della morte della regina viene identificato come il D-Day. Ogni giorno successivo, fino al giorno del funerale, previsto l’undicesimo giorno, sarà D-Day+1, D-Day+2 ecc. Dopo la morte, il D-Day +1, ruoterà attorno all’incoronazione del nuovo sovrano. Uno dei temi della successione è quale nome il principe Carlo, dopo un’attesa di 74 anni, prenderà come re: il figlio di Elisabetta ha deciso di chiamarsi Carlo III.

L’ultimo sovrano a essere chiamato Carlo fu lo scozzese Carlo II, vissuto durante la Glorious Revolution del ‘600 mentre il paese era di fatto governato da Oliver Cromwell.

Il Consiglio di Successione si riunisce alle 10 del mattino seguente per proclamare Re Carlo nuovo sovrano. L’annuncio sarà letto al St James's Palace e al Royal Exchange, nella City di Londra, confermando Carlo come re. Il Parlamento si riunirà per concordare un messaggio di cordoglio. Tutte le attività parlamentari saranno sospese per 10 giorni. Il Primo Ministro e il Gabinetto, consiglio dei ministri, incontreranno il nuovo Re alle 15:30. 

La salma a Edimburgo

Il terzo giorno dal decesso (D-Day +2), la bara della regina tornerà a Buckingham Palace. Dovendo arrivare dal posto più lontano previsto dal protocollo, ossia la residenza del castello di Balmoral, in Scozia, è previsto un ulteriore piano, l’Operazione Unicorno. Il corpo verrebbe trasportato a Londra con il treno reale fino alla stazione internazionale di St. Pancras, la piu prestigiosa della città, dove la bara sarà accolta dal Primo Ministro e dal Governo. All’ultimo momento c’è stato un cambio nel protocollo: niente più Operazione Unicorno. La salma della Regina sarà esposta nella cattedrale di St. Giles, a Edimburgo, dove i cittadini potranno dare l’ultimo saluto. E da lì sarà trasportata in aereo nella capitale: niente treno reale che impiegherebbe troppo tempo. 

Funerale

Nei giorni successivi si susseguiranno cerimonie funebri in tutto il paese, con esposizione della salma nella camera ardente, fino ad arrivare all’undicesimo giorno: il D-Day +10 sarà proclamato giornata di lutto nazionale con la celebrazione del funerale di Stato che si terrà presso l'Abbazia di Westminster, dove avviene anche l’incoronazione dei sovrani. Ci saranno 2 minuti di silenzio a mezzogiorno in tutto il Paese. La salma sarà collocata al Castello di Windsor, nella King George VI Memorial Chapel (accanto a suo padre), e dunque non accanto al marito, sepolto nella St.George Chapel.

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