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Come funzionano le piattaforme logistiche dei supermercati

Un rodato modello che assicura l’approvigionamento dei prodotti sugli scaffali

di Enrico Netti

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Un rodato modello che assicura l’approvigionamento dei prodotti sugli scaffali


1' di lettura

Gli addetti delle piattaforme logistiche delle catene di supermercati stanno lavorando al massimo per rifornire i punti vendita dopo l’assalto nel week end che ha svuotato gli scaffali di generi alimentari, prodotti di prima necessità e igienizzanti. Ogni insegna dispone di uno o più Ce.Di. (centro di distribuzione sempre più automatizzati) sparsi per l’Italia in cui arriva e viene stoccata la merce, sia fresca che del largo consumo confezionato come, per esempio, detersivi, che arriva dai fornitori. Quasi sempre si lavora con ordini a programma, ovvero ogni settimana si ricevono 50 tonnellate di detersivo, per fare un esempio, perché ogni insegna dispone di strumenti di business intelligence che da anni monitorano l’andamento delle vendite. In questo modo è possibile fare fronte a un normale trend dei consumi. Nel caso di eventi straordinari come l’incontrollata corsa agli acquisti di questi giorni a causa dell’emergenza sanitaria i sistemi di controllo dei supermercati automaticamente hanno registrato l’esaurimento dei prodotti sugli scaffali e inviato le richieste al Ce.Di. di competenza. Qui vengono predisposti gli approvvigionamenti che andranno a rifornire i vari punti vendita che hanno esaurito gli stock. Sempre automaticamente i fornitori ricevono dalla centrale acquisti i nuovi ordini che andranno a rifornire prima il Ce.Di. e poi i punti vendita. Una macchina ben rodata e perfetta che riesce a fare fronte anche ai picchi delle richieste.

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