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Come gestire il rischio fornitura in un’azienda manifatturiera

Il caso della bresciana Gefran, operativa a livello internazionale, aiuta a comprendere strategie e mosse operative da adottare

di Giampiero Volpi *

(REUTERS)

3' di lettura

Gli ultimi anni sono stati costellati da eventi che hanno reso sempre più problematica la gestione delle forniture, spesso fortemente dipendenti da filiere internazionali. Sono state adottate diverse soluzioni per proteggere la resilienza della supply chain aziendale, per esempio la flessibilità organizzativa, i team cross-funzionali di risposta immediata, la rinuncia temporanea alla metodologia lean per aumentare la ridondanza delle scorte e la qualifica di seconde sorgenti anche locali. Ma l’esperienza insegna che è sempre più necessario sostenerne l’efficacia con una solida mappatura dei rischi legati ai beni da acquistare e ai relativi fornitori.

Un interessante caso che può aiutarci a capire l’importanza della gestione del rischio di fornitura è quello di Gefran, realtà imprenditoriale del bresciano attiva nel campo dell’elettronica con un fatturato di circa 140 milioni di euro e operativa a livello internazionale. Abbiamo chiesto a Stefano Mazzola, Chief Procurement Officer di Gefran, di illustrarci le ragioni che hanno indotto l’azienda a progettare e sviluppare un piano di contrasto al rischio.

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«Già nel 2018 avevamo deciso di trattare questo tema, per proteggere la nostra produzione dal rischio di fornitura legato alla nostra materia prima. Abbiamo preso in considerazione 3 dimensioni: fornitori, categorie e codici, con particolare riferimento alla componentistica elettronica. Per dare un quadro della complessità, si tratta di qualche centinaio di fornitori, un centinaio di categorie e più di diecimila codici».

Quali sono state le strategie alla base del vostro progetto?

«Siamo partiti da un’indagine sui nostri processi aziendali per individuare quei fattori di rischio che potevano avere un impatto sulle forniture. Successivamente abbiamo attribuito uno o più di questi fattori di rischio ad ogni fornitore, categoria e codice. Infine, come indicatore per valutare gli effetti prodotti dal verificarsi di un rischio, abbiamo usato il fatturato annuo, inteso come potenziale danno per l'azienda per la mancata disponibilità di materiale. Sulla base di questo quadro di riferimento abbiamo cominciato a pensare alle strategie di mitigazione e contrasto».

Gefran, con un comportamento proattivo, ha dato avvio a questo progetto già nel 2018. Gli eventi “disruptive” verificatisi in questi anni, che hanno aumentato a dismisura i problemi di approvvigionamento, quale impatto hanno avuto sul vostro progetto?

«Il nostro progetto era stato impostato per gestire in maniera strutturata il rischio di approvvigionamento, con la consapevolezza che possono comunque verificarsi eventi difficilmente prevedibili in anticipo. Questo approccio ci ha permesso di adattarci velocemente agli sviluppi repentini delle diverse contingenze che si sono succedute. Parliamo naturalmente della pandemia, con i suoi riflessi prima sulla Cina, per noi un mercato di fornitura fondamentale, poi sul resto del mondo, fino alla cosiddetta “crisi dei microchip. Abbiamo reagito intensificando le collaborazioni interfunzionali, con confronti sistematici tra le funzioni di Procurement, Ricerca&Sviluppo e Produzione, per essere in grado di definire con tempestività le azioni da intraprendere. Un esempio su tutti: in mancanza di uno specifico chip, è stato necessario procedere alla ricerca di una alternativa disponibile sul mercato su cui la Ricerca&Sviluppo potesse lavorare per progettare una nuova scheda elettronica, che a sua volta la Produzione avrebbe inserito su una nuova piattaforma tecnologica”.

Un progetto di tale portata ha sicuramente coinvolto una notevole mole di dati da elaborare. Come avete affrontato questo problema?

«All’interno della nostra attuale piattaforma di e-procurement si è resa necessaria l’introduzione una nuova funzionalità di risk management, che permettesse di generare informazioni utili per indirizzare solide decisioni. Questo innovativo servizio, attraverso le tecnologie adottate, permette di incrociare dati provenienti dai sistemi aziendali, dalla piattaforma di procurement, da infoprovider di componenti elettronici, da agenzie di rating finanziario per produrre un indicatore per noi indispensabile: il rating del rischio di fornitura per ogni codice”.

Quali sono i benefici che avete ottenuto per migliorare la vostra operatività?

«Ora disponiamo di report statistici e di dashboard interattive che riassumono le informazioni utili per monitorare la nostra mappa di esposizione al rischio di fornitura, dai codici “single source”, a quelli a rischio obsolescenza fino a quelli prodotti in aree geografiche ad alto rischio. Queste dashboard, sistematicamente aggiornate, ci permettono di consolidare o modificare con tempestività le nostre decisioni operative e di monitorare nel tempo l’efficacia delle azioni di contrasto che sono state adottate. Un altro esempio semplice ma estremamente efficace riguarda la possibilità, a fronte di un evento “disruptive” avvenuto in una specifica regione del mondo, di sapere in tempo reale il livello di dipendenza di Gefran da quella regione e, nello specifico, il rischio di approvvigionamento, la lista dei fornitori e dei codici provenienti da quella regione e il loro potenziale impatto in caso di mancanza. Il prossimo obiettivo è quello di migliorare ulteriormente questo strumento per renderlo sempre più completo, integrato ed efficace”.

* Strategic Business Analist – Niuma

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