QUESTIONI DI STILE

Come indossare con disinvoltura una borsa a mano

Quando si tratta di accessori, il solo modo di portarli è considerarli creature viventi. Se poi si tratta di borse, gesti e scelte raccontano storie molto personali.

di Letizia Muratori

default onloading pic
Borsa “doppia” a mano in pizzo intarsiato su raso di seta con manico in pelle e dettagli in metallo dorato, GIORGIO ARMANI (3.200 €).

Quando si tratta di accessori, il solo modo di portarli è considerarli creature viventi. Se poi si tratta di borse, gesti e scelte raccontano storie molto personali.


4' di lettura

Ho sempre invidiato le donne che sanno portare la borsa a mano. La verità è che, al di là delle decine di norme imposte dall'etichetta, non c'è regola che tenga: è un dono, come essere intonati, come correre più veloci degli altri. Ma il piacere di possederle, e di indossarle, è altrettanto naturale. Dunque come si fa a superare certe goffaggini, la tentazione di incastrarsi sotto l'ascella o di appendersi addosso, manco fossimo alberi di Natale, certi preziosi scrigni? Molti anni fa, una signora che passava per essere la quintessenza dello chic, e lo era, mi illuminò a riguardo. A sentir lei, tutto stava nel dare ai nostri impacci un'aria disobbediente, in poche parole perfino ancorarsi alla spalla i manici corti andava bene, purché lo si facesse senza imbarazzo, senza pensarci, con un sano e, appunto, disobbediente, menefreghismo. “Non siamo manichini della Rinascente”, aveva concluso, tirando fuori da una pochette un accendino e le sigarette alla cieca. Perché, altro consiglio: “Non bisogna mai infilare il naso nella borsa, mai guardarci dentro”.

Borsa Iside MarVles in pelle con chiusura-decoro in marmo, design Patricia Urquiola con Budri per VALEXTRA (prezzo su richiesta).

Quest'ultima interdizione mi suggerì la verità, perché forse c'è, sulle borse: vanno trattate come fossero creature viventi, nostre alleate, affidabili, e mai nemiche. Anche quando sono rigide, lo spazio è limitato e non le portiamo spesso, dobbiamo fidarci di loro e non dare l'impressione, maneggiandole, di una sgraziata colluttazione. Ognuna di noi troverà, o ha trovato, la sua maniera di non litigare con una bella borsa che richiede più destrezza di un sacchetto a tracolla. Non sopportando, proprio fisicamente, l'ancoraggio all'avambraccio e non avendo il punto vita, il che esclude che le possa tenere al gomito senza risultare incartata, da sempre le afferro con la mano sinistra, poi distendo il braccio e cammino, qualche volta in modo disobbediente: come portassi in giro il cestino di Cappuccetto Rosso. Non sono sicura che sia un bel vedere, ma sono a mio agio, dunque il più è fatto. Le borse a mano danno spesso più problemi quando si sta ferme che quando ci si muove: come la metto? Dove? Sempre la stessa impagabile signora, mi diede un'altra dritta: “Se devi bere, mollala da una parte, perché non esiste il concetto di mano libera: entrambe vanno sacrificate all'impresa”. Osservandola chiacchierare con la giacca del tailleur sulle spalle e le braccia nude da cui, a sinistra, pendeva la borsa come una protesi naturale, mentre la mano destra stringeva il braccio sinistro appena sopra il gomito, mi resi conto che non si poteva interpretare quella parte di seduttrice, assennata, se non eri nata, come si diceva un tempo, indossatrice, se non eri la versione vivente del manichino della Rinascente.

Loading...

Borsa Matinée in pelle saffiano, con manico rimovibile, interno in nappa e piedini in metallo,PRADA (2.400 €).

Forse per via di questo modello che ho, altissimo, di portamento e coerenza stilistica, la borsa a mano un po' mi spaventa, malgrado il corso provvidenziale che ho ricevuto, e mi terrorizza se è di piccole dimensioni. Temo sempre che esploda, che mi cada, che a tavola precipiti dallo schienale della sedia, perché, come noto, non la si dovrebbe mai depositare a terra. Pare che quando la regina Elisabetta abbandona la fedelissima Launer nera su un pavimento, qualcuno del suo staff accorra immediatamente a liberarla da qualsiasi incombenza, e quando Elisabetta la solleva e la appoggia su un tavolo, beh, è davvero ora di andarsene. Le regine possono lanciare SOS con le borse, segnali e avvertimenti in codice, mentre le comuni mortali possono, a mezzo borse, seminare indizi sulla loro presunta personalità: è pieno di manuali che ti danno per spavalda, o viceversa, per timida e insicura, a seconda di come porti una borsa, che diventa così un'appendice del linguaggio del corpo. Qualsiasi sia il verdetto, a mio avviso, ci complica ulteriormente le cose. Eppure, la variante salvifica, che fa la differenza, esiste: se la borsa è bella, benfatta, e ben calibrata, è difficile portarla male, un po' come un abito.

Bauletto Boston in pelle, ispirato a un modello d'archivio, linea Horsebit 1955 GUCCI (1.450 €).

Quelle proposte in questa stagione hanno un'eleganza contagiosa, e una comune tendenza al ricamo, all'intarsio. La “doppia” Giorgio Armani in seta ricamata quanto la Sicily di Dolce & Gabbana in cordonetto e pelle, sono un omaggio all'artigianato sartoriale, per non parlare della Peekaboo di Fendi realizzata con un pizzo macramè rosa e intarsi in materiale vinilico. Curve organiche come formazioni rocciose, venature marmoree, sono l'anima della Valextra MarVles , dove si riconosce subito il tocco di Patricia Urquiola. Queste borse sono più che mai oggetti, ma indossabili, accessori che a una forma calibrata e rodata affiancano un lavoro sulla superficie: borse che hanno una loro pelle. Stesso discorso per gli apparentemente opposti modelli di Gucci , un bauletto in pelle ispirato a un modello d'archivio e di Prada , una Matinée con manico rimovibile, che usano la classicità del logo e il morsetto un po' come codici genetici. Si dice che lo sguardo che ti rivolge una borsa – perché non siamo solo noi che le guardiamo, quando la borsa è notevole capita anche il contrario – ti ridefinisca e ti sorprenda con l'estraneità di uno specchio in cui ci si imbatte per caso. Dunque - mi chiedo - a chi possono appartenere queste appena descritte? Sembrerebbero avere una sola proprietaria, e il potere letterario degli accessori è che suggeriscono a chi cerca una storia il suo ingrediente principale: un personaggio.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti