SOPRAVVIVERE AI TASSI NEGATIVI

Come investire per superare la barriere dei rendimenti zero

Oggi è impossibile puntare su delle asset class che offrano ritorni senza aumentare il livello di rischio. Solo in America il costo del denaro è oltre il 2 per cento

di Andrea Gennai


2' di lettura

Una situazione storica senza precedenti. L’ambiente in cui si stanno muovendo gli investitori europei e internazionali è caratterizzato oramai da tempo da tassi ai minimi storici, per molte aree e rendimenti dei titoli di Stato insolitamente compressi. A livello mondiale sono intorno ai 15mila miliardi di dollari le emissioni obbligazionarie con rendimenti negativi, un fenomeno particolarmente concentrato in Europa. Difficile immaginare quanto questa situazione, che molti etichettano come vera e propria bolla dei bond, possa continuare. Quello che stupisce è il perdurare. L’attuale contesto è figlio della crisi finanziaria del 2007-2008. Da allora l’atteggiamento delle banche centrali è stato molto compiacente, sono partite varie operazioni di acquisto titoli con l’obiettivo di tenere i tassi bassi e immettere liquidità nel sistema. La ripresa dell’economia globale e il rialzo dei tassi Usa nel dicembre del 2015, il primo dopo lo scoppio della crisi, aveva creato l’illusione che la situazione iniziasse a stabilizzarsi.

Il problema è che solo gli Stati Uniti hanno iniziato un ciclo restrittivo che ha portato il costo del denaro oltre il 2%. Negli Usa l’economia si è ripresa con vigore e la disoccupazione è scesa ai minimi da 50 anni. Nelle altre aree le banche centrali hanno mantenuto un atteggiamento molto prudente a fronte di segnali economici non particolarmente incoraggianti. Soprattutto in Europa la ripresa è stata a macchia di leopardo. Nell’ultimo anno e mezzo poi è comparsa la guerra dei dazi, con la strategie del presidente Trump di ridurre il disavanzo con la Cina. Questa nuova variabile ha avuto effetti tangibili sull’economia internazionale contribuendo ad alimentare segnali di rallentamento soprattutto in alcune aree come l’Europa.

La normalizzazione dei tassi è stata quindi rinviata. Oggi si parla di un rischio di recessione globale. Addirittura nel 2019 anche gli Stati Uniti hanno posto fine alla stretta monetaria avviando nuovi tagli al costo del denaro e riprendendo a far crescere il bilancio della Fed. Tutto questo ha spinto ancora di più i bond nel corso del 2019, con il Bund decennale in negativo in termini di rendimento da mesi. I rendimenti dei bond sono ai minimi e la liquidità sul conto corrente non rende più nulla. Per avere dei ritorni positivi occorre vincolare i propri soldi sui conti deposito e anche in questo caso strappare l’1% non è facile. Diventa sempre più complicato anche investire con le azioni, non particolarmente economiche. La ricerca delle strategie di investimento punta quindi su forme diversificazione più selettive come i titoli legati alle Pmi e su investimenti alternativi come private equity e private debt.

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