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Come pagarsi gli studi? Con le degustazioni di grappa

di Giambattista Marchetto


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3' di lettura

AAA Cercasi studenti universitari interessati a pagarsi gli studi degustando grappa. L'annuncio non suona esattamente così, ma la Distilleria Marzadro ha davvero varato un progetto mirato a coinvolgere giovani (maggiorenni) brand ambassador capaci di trasmettere i valori e la ricerca della qualità nei distillati di casa.


Ambasciatori nell'horeca
«Circa 5 anni fa ci siamo resi conto che andare con l'agente nei punti vendita o nei ristoranti o negli alberghi a far provare o vedere il prodotto non aveva un ritorno adeguato e faceva perdere molto tempo - riferiscono dalla distilleria trentina -. Si è deciso allora di formare una squadra di giovani degustatori che potesse girare per ristoranti e alberghi a fare serate di degustazione». La cooperativa Norcoop di Rovereto è stata incaricata di “gestire” dal punto di vista contrattualistico 40 ragazzi, che oggi ricevono 50 euro per ogni degustazione (oltre a rimborso delle spese, contributi e tfr). Si tratta principalmente di universitari che vengono da un percorso di formazione coerente e che diventano degustatori/promoter di grappa. Coprono circa 1.200 degustazioni l'anno, durante serate affollatissime in cui si sperimentano anche gli abbinamenti culinari. E quattro volte l'anno i ragazzi vanno in azienda per formarsi sui nuovi prodotti. «Grazie a questi eventi nelle strutture horeca cerchiamo di costruire una relazione diretta e sincera con i consumatori – rimarca Alessandro Marzadro, brand ambassador della distilleria di famiglia –. In fin dei conti, dopo la guerra, in Trentino c'erano più distillerie che bar e dunque per noi la grappa è un prodotto prima di tutto culturale. Abbiamo coinvolto un centinaio di strutture alberghiere dal lago di Garda all'Alto Adige».

Focus sulla mixology
Le novità lanciate quest'anno da Marzadro strizzano l'occhio al mondo mixology. La linea Infusioni recupera l'antica tecnica della liquoristica del secolo scorso, che si basa sull'infusione precisa di erbe aromatiche, mentre il Luz Gin e il Vermut Altolago rappresentano un importante strumento di sviluppo in segmenti di mercato legati alla miscelazione e ai cocktail bar.
«Il consumo è cambiato – sottolinea Alessandro Marzadro -. La miscelazione rappresenta una parte importante del mercato e il consumatore è attento, conosce la storia e identifica la qualità del prodotto. Per questo abbiamo voluto puntare sulla riscoperta della liquoristica di alto livello. E poi abbiamo lavorato a lungo su un gin che potesse avere caratteristiche peculiari, dato che oggi le referenze si moltiplicano: è nato dalla collaborazione con il bartender Leonardo Veronesi e si concentra sulle botaniche del territorio». Su queste linee i numeri sono davvero piccoli e certo non cambiano le sorti di un'azienda, ma risultano utili per entrare in segmenti altrimenti difficilmente accessibili per la grappa.

La nicchia in terracotta
«La voglia di creare qualcosa di straordinario e originale è uno dei capisaldi della Marzadro», sottolineano da Brancolino di Nogaredo. Per questo la distilleria è l'unica ad aver affinato la tecnica di microssigenazione della grappa attraverso l'invecchiamento per 10 mesi in anfore di terracotta. La microssigenazione ammorbidisce il prodotto, fa scomparire gli aspetti più pungenti della grappa, mantenendo intatta la qualità e la gradazione. È una nicchia nella nicchia, dato che della grappa chiamata Anfora si producono solo 10mila bottiglie.

Successi passati e sfide future
Il 2019 segna un traguardo importante per Marzadro. La distilleria trentina – oggi nella top5 dei player italiani con 1,5 milioni di bottiglie prodotte e 20,9 milioni di ricavi - festeggia infatti i 70 anni dalla fondazione e lo fa raggiungendo l'obiettivo di produzione di un milione di litri di invecchiato.
Le nuove linee nascono infatti nel solco di una tendenza di mercato che mostra di apprezzare sempre più i distillati invecchiati, oltre alle grappe monovitigno e ai prodotti dedicati alla mixology. «Oggi il mercato si sta riposizionando sulla qualità: il consumo di superalcolici diminuisce, ma aumenta la cultura – afferma il presidente Stefano Marzadro -. Il distillato invecchiato è una categoria che compete con i grandi superalcolici: ha più appeal del distillato bianco, si associa al concetto di affinamento e del profumo del legno. Si apprezza perché dà un'idea di prestigio».

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