Connessione veloce

Come passare alla fibra ottica? Ecco qualche consiglio per evitare errori

Per evitare errori fatali per il portafoglio e anche per l'attività lavorativa, ecco una guida per la migrazione fiber to the home

di Alessandro Longo

Italia digitale - Il valore della connettività e l'impatto sul territorio<br/>13 ottobre 2021<br/>

4' di lettura

Passare a una connessione fibra ottica completa (ftth, fiber to the home): ottima idea, ma da attuare con cautela e qualche accortezza. Per evitare errori fatali per il portafoglio e anche per l'attività lavorativa, data la necessità di una buona connessione internet, ormai in molti casi, per poterla svolgere. Ma bisogna essere attenti, nel passaggio, anche per preservare la pace domestica: partner e figli potrebbero avere qualcosa da ridire se non potranno giocare online o finire la serie tv perché manca internet, nella fase di transizione dalla nostra attuale connessione a quella più veloce.
Teniamo conto, in generale, che siamo in una delicata e tumultuosa fase di passaggio.

Sempre più connessioni fibra ottica

Le connessioni fibra ottica nelle case stanno diventando sempre più disponibili in Italia, grazie ai nuovi investimenti degli operatori e anche del Governo. Il ministro all'innovazione ha appena lanciato i bandi per coprire sette milioni di indirizzi civici con reti “gigabit” entro giugno 2026 e gran parte di questa copertura sarà appunto fatta con connessioni fibra, presumibilmente (il resto sarà con tecnologia fisso-wireless 5G).

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I dati Desi 2021 della commissione europea, usciti a novembre scorso, indicano che in Italia il 34% delle famiglie è coperto da connessioni gigabit. Sono dati che fotografano però una situazione dell'anno scorso. Si corre velocemente verso altri obiettivi. Open Fiber conta di raggiungere 20 milioni di civici al 2023 dagli attuali 12. FiberCop – società analoga a Open Fiber, di Tim, Fastweb e fondo KKR - ha aumentato la copertura del 22% nei primi nove mesi dell’anno e toccherà i 13,6 milioni di unità al 2026. I piani del Governo con i fondi pubblici anche europei completeranno la copertura dei 30 milioni di civici al 2026.

Tutto questo per dire che per molti più italiani si sta aprendo l'opportunità di passare a connessioni di livello “gigabit”, il meglio per lavorare, vedere serie tv e film a 4K, giocare online. Anche tutto assieme nello stesso tempo, nella stessa casa, su computer, smartphone e tv diversi.

Si tratta di offerte ora a un gigabit al secondo in download, di solito, anche se alcuni operatori come Vodafone e Fastweb già propongono i 2,5 Gigabit in qualche città. Vari, come Tim, sperimentano inoltre i 10 Gigabit – velocità massima con le attuali tecnologie domestiche - che lanceranno a breve su tutti gli utenti. Che siamo all'inizio di una rivoluzione, però, lo si percepisce anche per qualche aspetto negativo: le procedure degli operatori e le regole sono ancora da affinare, per tutelare al massimo gli interessi dei consumatori.

Meglio tenere due connessioni in parallelo

Così, «il più importante consiglio da dare a chi intende migrare a una connessione fibra completa è, ora, di non fare una procedura cambio operatore ma attivare la nuova linea in parallelo, indipendentemente», spiega Giovanni Cristi, esperto tecnologo per la multinazionale tedesca dei router Avm.Com'è noto, per i passaggi da connessione xDsl all'altra (inclusa le Vdsl, quindi quelle fibra fino all'armadio a 200 Mbps), conviene fare un “cambio operatore” per ridurre costi e tempi. Ossia, non fare noi la disdetta della nostra linea, ma chiedere al nuovo operatore l'attivazione della nuova. Sarà il nuovo operatore a gestire disdetta e passaggio fluido da una linea all'altra.

Ma un passaggio da xDsl a fibra completa è un cambio tecnologico. «In teoria gli operatori possono coordinarsi per fare un passaggio fluido, senza blackout del servizio, ma in pratica in questa fase non ci riescono», spiega Cristi. Il motivo è che devono mandare un tecnico a casa per l'installazione della porta ottica (in futuro, quando le case già avranno questa parte terminale della rete, non sarà necessario). I tempi del tecnico sono difficilmente coordinabili con quelli della chiusura della vecchia linea, quindi il rischio di trovarsi per giorni o settimane senza internet è concreto se si fa un “cambio operatore”. Allora il consiglio è chiedere la nuova linea e, dopo essersi accertati che tutto va bene, disdire la vecchia manualmente (lo si può fare ormai agevolmente, anche via call center; non serve più la raccomandata).

Svantaggi: per un mese dovremo pagare vecchia e nuova linea e i costi di disdetta potrebbero essere più alti. Perderemmo inoltre l'eventuale numero fisso abbinato alla linea, ma questo difficilmente, ormai, sarà un problema. Una soluzione per salvare capra e cavoli sarebbe di fare un cambio tecnologico con il proprio attuale operatore, che già ci offre Vdsl. Dobbiamo però sperare di essere coperti da quello e non solo da un suo concorrente. Non è detto inoltre che il nostro operatore ci faccia un'offerta conveniente, rispetto alle altre del mercato.

Il problema modem

Un'altra questione riguarda il modem. Molti degli attuali modem Vdsl vanno bene anche per la fibra ottica completa. Se l'utente ha un modem di questo tipo, di proprietà (comprato nei negozi o a rate dal proprio operatore), può valutare di tenerlo anche con la nuova connessione. In tal caso però dovrà accertarsi di spuntare, in fase di attivazione, l'opzione “modem libero”. Altrimenti l'operatore ci darà un suo modem; al momento Tim e Wind 3 ce lo fanno pagare a rate. Vodafone e Fastweb no – lo danno in comodato d'uso gratuito. Anche in questo caso, però, qualche utente evoluto potrebbe desiderare conservare il proprio modem, magari di fascia alta e con tutte le sue configurazioni di rete domestica e ripetitori già installati.

La scelta modem libero ha però un problema poco noto, ora, di cui gli utenti devono essere al corrente. Ossia Agcom ha concesso agli operatori, proprio per le connessioni fibra ottica complete, una deroga parziale all'obbligo di offrire la libertà di modem. L'utente modem libero lo potrà connettere via cavo lan alla borchia sulla parete, mentre i modem degli operatori sono connessi direttamente alla porta ottica. «La conseguenza pratica negativa è «che solo con i modem degli operatori ora possiamo navigare a una velocità superiore al gigabit con i dispositivi connessi al modem», spiega Cristi. Agcom fa sapere di stare analizzando la deroga – concessa dal precedente consiglio dell'Autorità – per una eventuale revisione.

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