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Come reagiranno le Borse globali dopo il terremoto coronavirus

L’indice Msci World ha perso il 10,9% nella peggior settimana dal 2008. Il trend positivo di fondo non è ancora compromesso: ecco i livelli

di Andrea Gennai

Un operatore di Borsa a Wall Street (Afp)

2' di lettura

Un vero terremoto. Quello che è accaduto nell’ultima settimana sui mercati finanziari ha ribaltato completamente le prospettive dell’azionario, che sembrava incanalato in un rialzo senza fine.

Gli indici globali hanno vissuto la peggiore settimana dall’ottobre 2008, in piena crisi finanziaria post crack Lehman, con un’esplosione della volatilità senza precedenti. In 5 giorni sono stati annullati i guadagni accumulati in mesi.

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IN PICCHIATA

Andamento dell'indice Msci World nell'ultimo triennio con le medie a 50 e 200

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E ora cosa aspettarsi?
Per capire cosa è accaduto e le possibili evoluzioni è importante concentrarsi sull’indice Msci World, che sintetizza al meglio le dinamiche dell’azionario globale (con un peso degli Usa superiore al 50%). L’indice ha chiuso a 2.141 punti, tornando ai minimi da ottobre. La perdita settimanale è stata nell’ordine del 10,9%. Nell’agosto del 2011, un’altra settimana drammatica per i mercati, il calo fu dell’8,5%.

Da un punto di vista strettamente tecnico la discesa ha annullato l’impulso rialzista che aveva subito una forte accelerazione dopo novembre. In particolare è stata poi violata al ribasso in maniera netta la media a 200 giorni, cosa che non accadeva da un anno. Un segnale forte che non ha ancora del tutto compromesso il trend positivo di medio e lungo termine. Questa è una prima annotazione importante. Il mercato ha sicuramente scaricato degli eccessi.

Il livello critico da seguire
Gli occhi sono puntati sul supporto di 2.050 punti. Si tratta del livello che ha fatto da spartiacque negli ultimi anni tra trend rialzisti e ribassisti. Nei giorni scorsi l’indice si è spinto fino a un minimo di 2.087 poi sono scattate ricoperture. Una violazione al ribasso per due settimane di questa soglia potrebbe infliggere un duro colpo all’azionario globale e peggiorare il contesto tecnico.

Da lunedì sarà importante capire se e come il mercato reagirà con dei rimbalzi mettendo in conto che solo un ritorno settimanale sopra 2.250 (i precedenti massimi di gennaio 2018), dove transita la media a 200 giorni, potrà sancire l’uscita da questa fase di incertezza e il ritorno di un moderato ottimismo. Ora l’indice si trova a metà del guado.

L’esplosione della volatilità
Una caratteristica degli ultimi giorni è stato un ritorno imponente della volatilità sui mercati, tipico fenomeno che contraddistingue le discese violente delle quotazioni. La volatilità a due settimane è praticamente triplicata in poche sedute passando da 10 punti (di oscillazione media per seduta) a oltre 30. Si tratta di un picco che non vedeva dalla discesa dei mercati di fine 2018. I mercati sono nervosi e almeno per un certo periodo sono da mettere in conto ancora oscillazioni molto forti.

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