Cinema Toast

Come rimontare una pellicola in una storia nuova

di Gianluigi Rossini

Quiet illness. Uno degli episodi di «Cinema Toast»

2' di lettura

Gli effetti della pandemia sulle serie tv sono stati molto visibili in questa stagione: produzioni posticipate, annullate, oppure andate avanti tra le grandi difficoltà causate dalle norme di sicurezza anticontagio, tanto indispensabili quanto problematiche da gestire su un set. Alcune serie hanno cercato di fare di necessità virtù: Solos o il recupero di In Treatment, ad esempio, nascono anche come storie pandemic-friendly, che richiedono pochi personaggi e pochi ambienti.

Tra i vari esperimenti televisivi generati dai vincoli del distanziamento sociale, Cinema Toast è forse uno dei più interessanti, anche se è stato notato da pochi. Jeff Baena (regista che gli amanti della serialità conoscono almeno come marito di Aubrey Plaza) ha setacciato il web e gli archivi alla ricerca di vecchi film e altro materiale video privo di copyright, per poi affidarli a una schiera di altri sceneggiatori e registi. L’idea era fare qualcosa di simile al primissimo Woody Allen di What’s Up, Tiger Lily ?, ovvero rimontare film esistenti, sovrapponendo un nuovo doppiaggio e cambiando la musica, in modo da far raccontare alle stesse immagini una storia completamente diversa.

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Si tratta di un’antologia, ogni episodio dura 30 minuti ed è del tutto slegato dagli altri: nel primo, Baena stesso rimonta una commedia romantica del ’39, Made for each other e la trasforma in un mumblecore in cui una giovane coppia deve far andare liscia una cena per il Ringraziamento alla quale parteciperanno entrambi i genitori di lui, divorziati, con la madre ormai trumpizzata e il padre risposato a un altro uomo. Si spazia dalla surrealtà comica al drama: Report on the canine auto-mechanical soviet threat rimonta filmati aziendali anni ’50 per descrivere un complotto sovietico contro gli USA che coinvolge cani resuscitati e automobili parlanti; After the end ribalta un horror del ’59, Beasts from haunted cave: si inizia dall’uccisione del mostro e si immagina ciò che succede dopo la fine, seguendo i personaggi nel lungo ritorno a casa, inscenando le rivalità interne al gruppo di avventurieri e le conseguenze della sindrome post-traumatica da stress; Attack of the Karens riprende un classico come La notte dei morti viventi, ma gli zombie diventano bianchi dei suburbs colpiti da una sindrome che trasforma i razzisti in cannibali: mentre avanzano con le braccia tese, mugugnano All lives matter e Voglio parlare con il gestore.

Come in ogni antologia ci sono episodi più riusciti e altri meno, ma nel complesso si tratta di un’esperienza divertente, allucinata, estremamente creativa, da fare preferibilmente a tarda sera.

Cinema Toast
Jeff Baena
Showtime (USA)

Riproduzione riservata ©

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