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Come ripensare le costruzioni in legno per un’edilizia sostenibile

di Laura Silva


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Villa Miriam a Monopoli (Bari): il metodo costruttivo holzius di Rubner Haus permette l'assemblaggio senza uso di chiodi e colle e si adatta a diversi tipi di clima

3' di lettura

Come può l’industria edilizia contribuire a risolvere il problema del cambiamento climatico? Secondo la multinazionale ingegneristica Arup è il legno quello che ci vuole. Il più recente report del gruppo, dal titolo “Rethinking Timber Buildings”, identifica infatti sette motivi che fanno del legno – o “timber” - e più specificatamente di una nuova tecnica di produzione denominata “mass timber”, una risorsa migliore, e decisamente più sostenibile, rispetto ai tradizionali cemento e acciaio.

Altri leader dello sviluppo urbano sono dello stesso avviso, e lo stanno dimostrando anche nella pratica. Per esempio, Sidewalk Labs - un’unità di Alphabet - e la città di Toronto stanno collaborando al pioneristico quartiere Quayside, includendo nel progetto edifici sostenibili e 100% in legno.

Secondo il report, l'industria edilizia contribuisce al 15% delle emissioni globali di Co2. L’uso estensivo di un materiale naturale come il legno nelle costruzioni potrebbe contribuire in maniera sostanziale a limitare questa percentuale, data la capacità, tipica delle piante, di assorbire anidride carbonica durante il processo di fotosintesi. Questo, a patto che si prevedano strategie efficaci – per il riuso o riciclo – al momento della dismissione. Inoltre, a rendere più vicino il raggiungimento degli obiettivi dell'accordo sul clima di Parigi, sarebbe anche il fatto che la diffusione dell'uso di questo materiale all'interno del settore edilizio porterebbe a una gestione più saggia dell'intera supply chain e delle riserve di legname a livello globale.
Enti pubblici e privati sarebbero infatti portati a collaborare più efficacemente alla creazione di processi e standard operativi, mirati a garantire la riduzione di emissioni nocive e la conservazione di importanti ecosistemi naturali.

Secondo Arup, un ulteriore vantaggio di questa risorsa rispetto alle concorrenti è la sua efficacia di fronte a problematiche emergenti e trend urbanistici. Per esempio, la sfida di ambienti urbani sempre più densamente popolati. Il peso ridotto del legno semplifica infatti la costruzione di edifici “in verticale” e consente più facilmente di apportare modifiche a stabili già esistenti. In aggiunta, comuni ed enti locali mirano alla creazione di spazi urbani sempre più “green” per migliorare benessere e qualità di vita, e l'utilizzo del legno ben si colloca nel contesto di tali aspirazioni.

Tuttavia, il legno di per sé non è una risorsa magica. Infatti, lo studio fa notare come molti benefici siano riconducibili non solo alla materia prima, ma anche alla sottostante tecnologia di utilizzo. Un aspetto cruciale è infatti che il legno è particolarmente adatto ad essere lavorato tramite processi di prefabbricazione. Le sue caratteristiche naturali lo rendono idoneo alla creazione di elementi edilizi standard, poi assemblati secondo un modello di produzione snella. Come afferma il report, tali elementi tendono ad essere creati al di fuori dei centri urbani, e per la loro modularità e il peso leggero, possono essere facilmente ed economicamente trasportati. Questa tecnologia di produzione dunque di per sé riduce elementi di disturbo urbani tipici dei progetti edilizi, in primis rumore e inquinamento.

In aggiunta, il ruolo della tecnologia nell'aumentare il valore di questo materiale non finisce qui. Da sempre il legno è una delle risorse sulle quali si è sperimentato di più e con maggiore successo. Oggi, gli investimenti di ricerca su questo materiale stanno aumentando – da nuovi metodi di studio delle fibre vegetali a nuovi procedimenti di integrazione con altri materiali edilizi – e potrebbero rendere questa risorsa ancora più cruciale nei prossimi anni.

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. Come sottolinea il report, il legno è anche un materiale complesso e mutevole. Il suo utilizzo all'interno di costruzioni deve essere quindi ben valutato, così come le sue implicazioni in termini di durabilità, rumore, sicurezza. In aggiunta, nonostante l'interesse per questo materiale ed il suo utilizzo siano rapidamente aumentati negli ultimi anni, i costi di produzione rimangono maggiori rispetto ai materiali tradizionali. Anche qui, però, è la tecnologia che può aiutare. Secondo Arup, l’utilizzo di tecniche innovative di prefabbricazione consente infatti di velocizzare drasticamente i tempi di realizzazione e quindi, in ultimo, di ridurre i costi.

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