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Come risparmiare il 9% di energia nel settore dell’alluminio? La ricetta viene da Napoli

Il gruppo Laminazione Sottile (600 milioni di fatturato e 1200 dipendenti) è riuscito a tagliare 10.700 MWh anno su anno grazie a investimenti in ricerca e rinnovabili

di Vitaliano D'Angerio

2' di lettura

Tagliare il 9% di energia per tonnellata prodotta, operando in un settore come quello dell’alluminio. Come? Investendo in processi innovativi, in ricerca (con l’aiuto delle università) e utilizzando in modo massiccio le energie rinnovabili. È l’obiettivo raggiunto dal gruppo Laminazione Sottile, 600 milioni di fatturato e 1.200 dipendenti, con sede a Napoli e in altri sei Paesi. «Abbiamo risparmiato 10.700 MWh anno su anno – ricorda il presidente del gruppo Massimo Moschini –. E di questi tempi è veramente importante aver raggiunto tali obiettivi. Nonostante ciò anche per noi la bolletta energetica sta salendo molto: da 15 a 70 milioni di euro».

Le soluzioni contro il caro bolletta

Senza il percorso del risparmio energetico, la situazione poteva anche essere peggiore per un’azienda attiva nella lavorazione di prodotti semilavorati dell’alluminio, settore particolarmente energivoro. Ecco dunque i tre principali progetti messi in campo dal gruppo partenopeo per tagliare la bolletta.

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1) innanzitutto la realizzazione di un impianto di recupero del calore dei fumi di scarico della fonderia che ha consentito una riduzione dei consumi di gas naturale per il riscaldamento dei fluidi di processo, ottenendo un risparmio di circa 2.300.000 kWh/anno, di 600.000 Sm³/anno di gas naturale e di 2.300 tons/anno di CO2

2) L’installazione generalizzata di sistemi di combustione recuperativi per tutti i forni di riscaldo placche e trattamento termico del foil; tali sistemi nel 2021 hanno consentito una riduzione del consumo di gas naturale di circa 1.700.000 Sm³/ anno e conseguentemente una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 3.500 tons/anno

3) L’installazione generalizzata di sistemi di combustione rigenerativi su tutti i forni fusori, che nel 2021 hanno permesso una riduzione dei consumi di gas naturale di circa 7.000.000 Sm³/anno e una riduzione di emissioni CO2 di circa 14.500 tons/anno.

Taglio della CO2 e rinnovabili

Oltre alla riduzione dell’energia utilizzata, gli investimenti realizzati hanno consentito anche di tagliare 9.150 tonnellate di tonnellate di CO2, con un calo dell’8% anno su anno per tonnellata prodotta.

Un taglio della CO2 consentito dall’installazione di impianti fotovoltaici della potenza complessiva di 3.300 kW, con un risparmio di circa 4.125.000 kWh/anno e di circa 1.800 tons/anno di CO2. «Il nostro obiettivo è di aumentare ancora di più la potenza dei nostri impianti fotovoltaici – evidenzia Moschini –. Entro la fine del 2022, puntiamo a generare una potenza pari a circa 5.000 kWp, per una produzione annua di quasi 6,5 milioni di kWh. I pannelli saranno collocati sulla superficie utile di copertura degli stabilimenti di San Marco Evangelista e Pignataro Maggiore, per una metratura complessiva pari a oltre 25 mila metri quadri e un risparmio annuo di oltre 2.700 tonnellate di emissioni di anidride carbonica».

Una parte di questi pannelli sono già stati collocati e Laminazione Sottile è in attesa delle autorizzazioni per andare a regime. Nella speranza che stavolta la burocrazia dia una mano.


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