interior design

Come ristrutturare un grande appartamento per affitti brevi

Abbattere il corridoio tradizionale per dare più spazio ai bagni o all’area living. Le proposte online di architetti e designer sulla piattaforma Gopillar

di Emanuela Furone

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Abbattere il corridoio tradizionale per dare più spazio ai bagni o all’area living. Le proposte online di architetti e designer sulla piattaforma Gopillar


2' di lettura

Grazie all’interior design moderno, che ci fornisce decine di diversi strumenti per organizzare al meglio piccoli spazi in modo che siano non solo perfettamente vivibili ma anche confortevoli, i grandi appartamenti sono sempre meno usati come abitazione principale e sempre più usati come fonte di reddito alternativo. Che sia un immobile situato in una grande città turistica o in un piccolo centro universitario, metterlo a rendita è spesso l’idea vincente grazie soprattutto ad un mercato degli affitti brevi sempre più fiorente.

Molto spesso bastano solo alcune modifiche al layout interno per trasformare un appartamento da abitazione tradizionale a spazio ideale per gli affitti di breve periodo. Vediamo il caso di un concorso di progettazione architettonica recentemente conclusosi sulla piattaforma online per la progettazione architettonica e di design GoPillar.com in cui il cliente chiedeva appunto la trasformazione di un immobile di circa 140mq in un appartamento da affittare con almeno 5 camere matrimoniali con bagno a servizio.

Tra le 49 proposte ricevute, il cliente ha scelto come vincitrice quella dell’architetto Carmela Rosano, premiandola per l’organizzazione migliore degli spazi interni. L’architetto ha infatti deciso di ridurre al minimo il corridoio centrale presente nell’appartamento tramite la creazione di semplici tramezzature, per ricavare spazio in più da dedicare ai vani da affittare. Questo escamotage le ha permesso di allargare una delle cinque stanze da letto per renderla ancora più confortevole, aggiungendo uno spazio divano con TV e realizzando un bagno-en suite più grande completo di doccia a due piazze; in questo modo è stato possibile creare una camera “luxury” da poter affittare a chi ha una possibilità di spesa più elevata.

Il secondo posto è stato assegnato all’architetto ucraino Elena Tulinova che ha, invece, optato per sacrificare parte dello spazio dedicato alla zona notte per creare all’ingresso dell’appartamento un confortevole living open space con parete cucina e un lungo bancone corredato di sgabelli dove gli ospiti possono socializzare, magari consumando un breve pranzo o la colazione. Così facendo, la designer ha reso la casa adatta non solo agli affitti di brevissimo termine rivolti ai turisti, ma anche alla possibilità di ospitare studenti o giovani lavoratori per periodi un po’ più lunghi di tempo. Anche qui, ogni camera ha il suo bagno a servizio, che è stato ridotto all’osso per scelta, in modo che abbia tutti i servizi più essenziali ma al contempo rubi meno spazio possibile alle camere da letto.

Un’altra soluzione da analizzare è quella proposta dal designer Teodoro Borzacchiello che ha trovato una soluzione architettonica degli spazi in cui è possibile ricavare una camera da letto in più, portando il numero totale di camere a 6, inserendo un tramezzo in una delle camere più grandi in modo da dividerla in due camerette singole e spostando l’ingresso da una parete all’altra, in modo che si affacci direttamente sulla stanza che funge da sala pranzo con angolo cottura. In questo modo si eliminerebbero quasi tuti gli spazi dedicati al vivere comune ma si potrebbe incrementare certamente la rendita dell’appartamento a fronte di una perdita molto limitata di comfort da parte degli inquilini, soprattutto nel caso di affitti a brevissimo termine.

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