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Come scegliere il vino giusto a una cena d’estate

Le parole e i concetti essenziali che dovete sapere per non perdere tempo e non sbagliare la scelta

di Cristiana Lauro

2' di lettura

Stiamo affrontando un'estate torrida un po' ovunque in Italia e le previsioni sulla vendemmia 2022, per ora, non sono incoraggianti. Se le cose vanno avanti così infatti - in assenza prolungata di piogge e importanti escursioni termiche fra il giorno e la notte - rischiamo di raccogliere vasetti di marmellata e uva passa per i panettoni di Natale. La stagione siccitosa è gravata inoltre dall'assenza diffusa di riserve idriche nei terreni, poiché anche l'inverno è stato troppo mite in molte regioni. Ad ora, quello che possiamo fare, è solamente sperare che la situazione migliori da qui alla fase vendemmiale, giacché stiamo entrando nel periodo più importante e delicato, quello che toglie il sonno ai produttori di vino.

Ma affrontiamo un problema alla volta, senza allarmismi. Organizziamoci sul da farsi (anzi sul da bersi) resistendo alle provocazioni di un andamento climatico fuori controllo, suggeritore di idee balzane sul futuro, tipo la conversione dei circa 600mila ettari vitati italiani in piantagioni di ananas e banane (chiedo venia per la facezia, in effetti c'è poco da scherzare!).La prima regola da seguire è quella di smettere di servire i vini rossi a temperatura ambiente, e vale per tutto l'anno. Chiaramente dipende dalla struttura dei vini, ma in generale non bisognerebbe mai superate i 16 gradi centigradi. Il caldo accelera l'evoluzione del vino, lo fa invecchiare precocemente e conferisce sentori tutt'altro che piacevoli.

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Dopodiché, liberatevi del pregiudizio tutto italiano nei confronti dei vini rosati. Se ne trovano di molto buoni e accompagnano bene diversi piatti, soprattutto quelli con una “macchiatura” di pomodoro spesso presenti nella nostra cucina di mare. Pertanto un buon vino rosato può funzionare non solo come aperitivo, ma anche a tutto pasto, tenetelo a mente.

Buone notizie anche per i consumatori di champagne e spumanti coi cubetti di ghiaccio. La “Vin Piscine” alla francese è ufficialmente sdoganata anche in Italia, quindi fate come vi pare senza sentirvi giudicati. Piuttosto, nel caso, occupatevi della qualità, della purezza e della consistenza del ghiaccio, elemento fondamentale nella mixology.

Siete bevitori di Spritz? E allora provate la ricetta originale a base di vino e acqua gassata. Oggi alcuni bravi barman lo preparano con qualche aggiunta creativa che personalizza una bevuta rinfrescante, piacevole e moderatamente alcolica. Non sto suggerendo di allungare il vino con l'acqua, giammai! Casomai il contrario, cosicché l'acqua guadagni quell'aroma in più, che non guasta mai.

Infine, per quanto riguarda i vini bianchi, potete anche freddarli più del solito, soprattutto se non hanno strutture molto impegnative. Per farlo, utilizzate il classico secchiello pieno di ghiaccio. Evitate di conservare le bottiglie in frigorifero per molti giorni perché il freddo prolungato riduce la percezione dei profumi e tende, inoltre, a cristallizzare le particelle in sospensione e lo scricchiolio dei cristalli sotto ai denti non è piacevole anche se il vino, nel caso, non sarebbe comunque da buttare.

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