RICERCA

Come si informano i politici? Tra i tg vince Sky, ma la maggioranza M5S-Pd sceglie Mentana

Una nuova indagine di YouTrend/Quorum, in collaborazione con Cattaneo e Zanetto, ha provato a ricostruire la «dieta informativa» dei nostri parlamentari: i giornali più letti e i Tg più guardati su entrambi gli schieramenti. Il Sole 24 Ore sul podio dell’affidabilità

di Lorenzo Pregliasco


default onloading pic
(Fotogramma)

4' di lettura

Nel luglio di un anno fa Quorum/YouTrend aveva sviluppato, insieme a Cattaneo Zanetto & Co Informazione e social media secondo i policymaker, la prima analisi svolta in Italia su un campione rappresentativo di parlamentari (94 deputati e senatori di tutti i gruppi politici) per misurare e analizzare i mezzi d’informazione utilizzati dai parlamentari.

Si trattava del “numero zero” dell’innovativa metodologia Panel Decisori, pensata per permettere a aziende e organizzazioni di indagare orientamenti, percezioni e posizionamenti dei rappresentanti politici su temi di interesse.

LEGGI ANCHE / Politici e informazione: i dati del 2018

Oggi, all’esordio del governo giallo-rosso e con un quadro politico radicalmente mutato, abbiamo pensato di rimettere mano ai risultati di quella ricerca, aggregando da una parte le risposte dei parlamentari appartenenti all’attuale maggioranza parlamentare (Pd, Movimento 5 Stelle, Leu) e dall’altra quelle della “nuova” opposizione di centrodestra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia).

I risultati così rielaborati, che rispecchiano gli attuali assetti in Parlamento, disegnano innanzitutto una nuova “mappa” di fonti di informazione e canali social più utilizzati dai policymaker, e dunque più influenti tra le file di maggioranza e opposizione.

INFORMAZIONE E SOCIAL MEDIA SECONDO I POLICYMAKER

Quali di queste fonti di informazione televisiva ha utilizzato almeno una volta nell'ultima settimana?

Tra le tv SkyTg24 è al primo posto
Partendo dalle testate televisive, Sky TG24 era al primo posto (ben l’86% dei parlamentari intervistati dichiarava di averla guardata almeno una volta nell’ultima settimana), seguita dai tg Rai (79%) e dal TG La7 (77%). La novità interessante è che era proprio il telegiornale di Enrico Mentana quello più visto dai parlamentari dell’attuale maggioranza giallo-rossa, mentre deputati e senatori del centrodestra, dietro a Sky e Rai, erano molto più esposti ai telegiornali Mediaset (sia Tg4, Tg5 e Studio Aperto sia TGCOM24, entrambi sopra l’80%).

La mappa dell’informazione cartacea registrava come modalità di consultazione principale le rassegne stampa. Ma andando nello specifico delle testate, ai vertici tra i quotidiani in assoluto più consultati dai parlamentari trovavamo il Corriere della Sera al 45%, il Fatto Quotidiano al 40% e il Sole 24 Ore al 39%.

Il giornale più letto nell’attuale maggioranza? Non Repubblica, ma – a conferma della preponderanza della componente “gialla” su quella “rossa” nei numeri in Parlamento – proprio il Fatto, al 41%, seguito dal Sole 24 Ore (37%) e dal Corriere della Sera (36%). Nel centrodestra, oltre al Corriere, risultavano d’altra parte ai primi posti due quotidiani tradizionalmente vicini a quell’area politica, il Giornale (50%) e Libero (48%).

INFORMAZIONE E SOCIAL MEDIA SECONDO I POLICYMAKER

Quali di queste fonti di informazione cartacea ha utilizzato almeno una volta nell'ultima settimana?

L’Huffington Post è il portale online più letto
Venendo ai mezzi d’informazione online, notiamo un’altra linea di faglia molto profonda tra maggioranza e opposizione. Nella maggioranza Pd-M5S il sito d’informazione più consultato era l’Huffington Post (il 77% dichiarava di averlo consultato nell’ultima settimana), seguito dal sito del Fatto (72%) e poi Corriere.it, ANSA.it, Repubblica.it e ilSole24Ore.com. Questo risultato cela in realtà grandi differenze tra gli intervistati del M5S, che premiavano Huffington e Fatto, e quelli del Pd, che indicavano soprattutto i siti dei «grandi», Repubblica e Corriere. All’estremo opposto, la rielaborazione odierna dei dati ci dice che l’HuffPost si collocava solo al 40% tra deputati e senatori di Lega, Fi e Fdi, che indicavano invece di preferire fonti più generaliste quali Corriere.it, ANSA.it, Repubblica.it e LaStampa.it.

INFORMAZIONE E SOCIAL MEDIA SECONDO I POLICYMAKER

Quali di queste fonti di informazione online ha utilizzato almeno una volta nell'ultima settimana?

Le testate più affidabili? Ansa, Sole 24 Ore e Agi
Ma quali erano i media ritenuti più affidabili dai parlamentari, secondo i nuovi assetti di maggioranza e opposizione in Parlamento?
Per quanto riguarda le testate italiane, sia tra i ’giallo-rossi’ sia nell’opposizione il primato va all’agenzia Ansa (con un punteggio medio di 8,0 e 8,2 su 10 rispettivamente), seguita dal Sole 24 Ore (7,4 e 7,2) e dall’altra grande agenzia di stampa nazionale, l’Agi (7,2 e 7,1).

Avevamo già osservato un anno fa che l’ ecosistema informativo, e la natura del rapporto tra sistema mediatico e sistema politico, appariva in grande evoluzione . Ma qual era la percezione in Parlamento sul tema della dis-informazione e delle fake news, e quali cambiamenti si possono osservare analizzando i punti di vista degli attuali schieramenti di maggioranza e opposizione?

Abbiamo scelto di porre al campione di policymaker alcune domande modellate da questionari somministrati a campioni di popolazione generale nel Digital News Report del Reuters Institute for the Study of Journalism della University of Oxford , ma anche altre ispirate alle domande presenti nelle pubblicazioni periodiche del Censis sulla dieta mediatica e informativa degli italiani .

INFORMAZIONE E SOCIAL MEDIA SECONDO I POLICYMAKER

In una scala da 0 a 10, quanto ritiene attendibili le notizie provenienti da queste fonti di informazione?

Proprio questa parte della ricerca, che un anno fa evidenziava un’enorme demarcazione tra il polo “mainstream” rappresentato dagli eletti Pd e Fi e quello ’outsider’ giallo-verde, ci consegna oggi forse i risultati più eloquenti. Le posizioni sulla regolamentazione dell’informazione su Internet, le responsabilità di editori e giornalisti, la diffusione delle fake news appaiono oggi molto sfumate tra maggioranza e opposizione.

La spiegazione è che oggi “mainstream” e “outsider” sono mescolati e alleati, nella maggioranza (Pd con i 5 Stelle) come nell’opposizione (Lega e Fdi con Fi). Un anno fa la ricerca mostrava che secondo il 96% degli intervistati del Pd e il 98% di Forza Italia le false notizie favoriscono le tendenze populiste, contro appena il 4% tra i rappresentanti di 5 Stelle e Lega. Riaggregando i dati sulla base dei nuovi assetti parlamentari, questo cleavage scompare: si dicono d’accordo con l’affermazione il 34% dei parlamentari di maggioranza e il 43% di quelli d’opposizione.

LEGGI ANCHE / Politici “malati” di social: quanto tempo resta per il lavoro vero?

La (ri)lettura di questi dati, rilevati a luglio 2018 presso un campione rappresentativo di parlamentari di tutti gli schieramenti e oggi rielaborati aggregando le risposte della nuova maggioranza Pd-Cinquestelle e della nuova opposizione di centrodestra, ci mostra con chiarezza che anche nel rapporto con i mezzi d’informazione in questa nuova stagione della XVIII legislatura del Parlamento italiano vivono contraddizioni, mutano i punti di riferimento, alcuni media perdono centralità e altri la riacquistano, sullo scacchiere di alleanze e intese, coalizioni e schieramenti più o meno pro-tempore, maggioranze e opposizioni. La transizione politica è insomma pienamente in atto, insieme a quella del sistema dell’informazione

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...