balle spaziali

Come si spiega l’incredibile successo dei «Terrapiattisti»

di Gilberto Corbellini


4' di lettura

Da qualche giorno in rete si discute più del solito dell'idea fantasiosa che la Terra sia piatta. Merito di un esilarante servizio delle Iene che ha documentato il convegno dei terrapiattisti ad Agerola. La gente crede a una quantità sterminata di cose ridicole, come conseguenza non tanto di ignoranza, arroganza o perversione, ma del modo in cui funziona il cervello umano. Si crede a omeopatia e agopuntura, alla biodinamica o che i vaccini causano malattie, e poi all'astrologia, agli Ufo, a una pletora di venditori di pseudo-cure, etc. Siamo una specie credulona e a ciò si deve il nostro successo sul pianeta. E c'è una logica ben precisa nella pseudoscienza e nelle superstizioni.

Nessuna credenza, forse, è più comica della teoria che la Terra sarebbe piatta. In questo caso il deragliamento della ragione tocca livelli importanti. E' interessante l'eziologia e la storia naturale della deviazione, ma anche come si diffonde. Non esistono rimedi contro le pseudo-credenze, e la loro fluttuazione nella popolazione generale dipende da dinamiche contingenti o dai danni che possono fare. Peraltro, credere che la Terra sia piatta non fa male a nessuno.
Stando ai dati di Google Trend, da metà 2015 c'è stato un aumento crescente di ricerche che avevano per oggetto “Flat Earth”, con un picco quasi fuori scala a fine novembre 2017. Non ci sono motivi per quel picco, a parte forse che il 20 novembre Nature pubblicava la prima descrizione di un oggetto interstellare che attraversava il sistema solare, e tutti i giornali riportavano la notizia. Il paese dove il termine è stato più googlato è la Nuova Zelanda, mentre l'Italia è al 38° posto, con un lieve incremento di interesse negli ultimi 4 anni.

Ma perché tanto interesse per un'idea così balzana (il 2% degli americani pare creda che la Terra sarebbe piatta e il 10 lo prende in considerazione), che si impara a confutare alle scuole elementari? Togliamo di torno che si tratti di passatismo. Gli antichi sapevano che la Terra è sferica. Viaggiatori e marinai per esperienza, in quanto vedevano prima le parti più elevate di un'isola o di una nave in avvicinamento. Aristotele scriveva che è un fatto accertato, mentre Eratostene ne misurò con sorprendente precisione la circonferenza nel III secolo prima dell'era volgare. Anche nel medioevo le persone istruite sapevano che la Terra è sferica: un trattato degli inizi del XIII secolo di Giovanni di Sacrobosco riassume le prove del tempo della sfericità del mondo (Tractatus de Sphera, circa 1230).

Dopo i viaggi di Cristoforo Colombo la teoria entrava in un cono d'ombra per riemergere nell'Ottocento come risposta alla diffusione della razionalità scientifica e in difesa del contenuto letterale della Bibbia, da parte dei frange religiose più integraliste. A fine Ottocento si consumò in Inghilterra una sfida tra il grande biogeografo Alfred Wallace e il terrapiattista John Hampden, che mise in palio 500 sterline per chi avesse dimostrato la curvatura della Terra. Wallace ci riuscì, ma Hampden fece di tutto per non pagare e minacciò Wallace, finendo in carcere. Tuttavia, la scommessa fu annullata e Wallace, che puntava solo ai soldi, dovette restituire la somma, subendo anche le critiche dai colleghi perché non avrebbe dovuto svilire la scienza in una scommesse per stabilire un fatto acclarato.

Le pseudoscienze non sono prive di “metodo”, come credono gli scienziati. Nell'ottocento in difesa del terrapiattismo era usato il metodo zetetico, cioè una forma di pseudo-scetticismo che si richiama al pensiero scettico radicale antico, per cui si deve partire da osservazioni e dati sperimentali per dedurre le spiegazioni, e non si devono assumere ipotesi o teoria in partenza da confutare attraverso le prove. Ergo, non si deve fare l'ipotesi che la Terra sia rotonda o piatta, ma partire dalle percezioni e dai dati sperimentali accessibili ai sensi da spiegare deduttivamente: tutto il resto sarebbero pregiudizio o inganni.
Nell'era dei viaggi spaziali, la credenza nella Terra piatta è stata alimentata soprattutto dalle teorie cospirative, insieme alla dissonanza cognitiva e a una forma di bias anticonformista. I terrapiattisti sostengono ci sia una cospirazione mondiale che, come nel film Matrix, ci fa vivere una realtà che non esiste ed è frutto di manipolazioni. E' inutile portare prove, perché i terrapiattisti possono anche credere in alcune prove e conservare le loro pseudocredenze. È la dissonanza cognitiva, che ci aiuta a tirare avanti con le nostre contraddizioni. Oggi, per esempio, molti terrapiattisti non mettono più in discussione l'evoluzione darwiniana, l'età della Terra, i dati dei satelliti che provano il riscaldamento globale, la gravità, etc.

Forse non è tanto importante credere che la Terra sia piatta, e in molti non ci credono davvero a livello inconscio, quanto aderire a una dottrina cospirativa. È la componente cospirativa che attrae verso molte pseudocredenze. Le teorie della cospirazione condividono il fatto di avanzare una teoria alternativa (altro che zetetica!) rispetto a qualcosa, ed elaborano vaghe (è importante che siano vaghe!) e contorte spiegazioni del perché qualcuno sta nascondendo quella versione “vera” degli eventi. I terrapiattisti sono ben più dogmatici sul fatto che la Terra sia piatta, di quanto noi lo siamo circa la sua rotondità. Per noi non c'è nulla da dimostrare più, e siccome le cose funzionano benissimo con la Terra rotonda, la diamo per scontata senza essere fanatici. Se si è predisposti a un bias di anticonformismo è difficile resistere all'influenza di gruppi di persone che pur avendo un punto di vista minoritario, lo presentano in modo astuto, sembrano molto ben informati e sono molto convinti di quello che sostengono.
La nostra capacità non solo di farci ingannare dai sensi, ma anche di farci influenzare dagli altri e di montare argomenti apparentemente razionali per difendere credenze e metodi sbagliati, è fantastica. E c'è chi ancora crede che il libero arbitrio sia una cosa reale! Forse le strategie per contrastare la diffusione e gli effetti dannosi delle pseudoscienze andrebbero ripensate.

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