primo parere

Comitato di bioetica, suicidio assistito distinto dall’eutanansia

Il riferimento è al caso di Marco Cappato e alla sospetta illegittimità costituzionale dell'articolo 580 del Codice penale

2' di lettura

Il Comitato nazionale di Bioetica ha pubblicato il primo parere sul suicidio medicalmente assistito, distinto dall’eutanasia. Nonostante all’interno del Comitato i pareri siano difformi, il documento intende «svolgere una riflessione sull’aiuto al suicidio a seguito dell'ordinanza n. 207/2018 della Corte costituzionale». Il riferimento è al caso di Marco Cappato e «alla sospetta illegittimità costituzionale dell'art. 580 del codice penale».

Nel testo i pareri diversi dei componenti, ma sei raccomandazioni comuni.

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Il parere del Comitato, si legge nel documento, intende «fornire elementi di riflessione a servizio delle scelte di una società che intenda
affrontare una questione, come quella dell'aiuto al suicidio,
che presenta una serie di problemi e di interrogativi a cui non
è semplice dare una risposta univoca». Di qui l'esigenza di fare chiarezza, distinguendo il suicidio assistito dall'eutanasia e fornendo elementi utili ad affrontare un dibattito molto difficile e delicato insieme all'esigenza di «conciliare i due principi, così rilevanti bioeticamente, della salvaguardia della vita umana da un lato, e dell'autonomia e dell' autodeterminazione del soggetto dall'altro».

L'eutanasia viene definita nel documento come un atto il cui obiettivo è «anticipare la morte su richiesta al fine di togliere la sofferenza» e in questo senso «è inquadrabile all'interno della fattispecie più generale dell'omicidio del consenziente». Il suicidio assistito si distingue dall'eutanasia perché «è l'interessato che compie l'ultimo atto che provoca la sua morte, atto reso possibile grazie alla determinante collaborazione di un terzo, che può anche essere un medico», ma non necessariamente. Il problema, si rileva nel parere, è che «nell'ordinamento italiano è assente una disciplina specifica delle due pratiche», ossia eutanasia e suicidio assistito, trattati entrambi come «aspetti delle figure generali dei delitti contro la vita».

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