House Ad
House Ad
 

Commenti e Inchieste

Obama primo tempo: non è un film «dell'errore»

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 26 ottobre 2010 alle ore 07:45.
L'ultima modifica è del 26 ottobre 2010 alle ore 08:37.

Credo che sia giusto, dati i tempi, fare realisticamente il punto sull'America di Obama, anche dall'Italia. Entrato in carica a fine gennaio 2009, la prima legge che ha firmato è stata quella relativa alla parità salariale uomo-donna. Subito dopo si è trovato ad affrontare la tragica crisi finanziaria ed economica che si è aperta nella primavera del 2007 con la crisi dei mutui subprime, fino al varo del provvedimento, detto Tarp, predisposto da parte dell'amministrazione Bush per il salvataggio delle banche.

Obama ha continuato il salvataggio, inevitabile per evitare il crollo, il Tarp non è stato totalmente utilizzato, credo che una parte sia stata successivamente inserita nel piano "stimoli all'economia". Già da quest'anno le banche hanno ricominciato a fare profitti, e l'amministrazione ha preteso ovviamente la restituzione che in più di un caso sta già avvenendo.

Successivamente Obama ha affrontato il percorso disagevole del passaggio al Congresso di una storica riforma sanitaria. Qualcuno dice troppo presto, ma bisogna anche considerare che di norma un governo, quando promette, deve poi fare e perché magari 45 milioni di americani mancano all'appello della copertura sanitaria, e certo una riforma del genere la si può ottenere al Congresso solo nei primi due anni della legislatura americana.
Ovviamente gli effetti della riforma si vedranno tra mesi, nel frattempo le lobby del settore hanno subito un giusto ridimensionamento vista la spesa crescente nella giungla del settore. Certo, c'è un'aspra lotta in atto molto pregiudiziale alimentata dalla Fox di Murdoch e dai Tea Party, conosciamo del resto la forza delle lobby americane... E anche qui la coerenza credo valga qualcosa.

Subito dopo c'è stato il programma per l'economia che ha dato luogo a una lenta recovery, comunque superiore a quella dell'Europa, salvo la Germania quest'anno. Non crea occupazione, perché vige ancora un sistema fiscale che consente alle aziende private di puntare più sul capitale e meno sul lavoro, e perché la spesa pubblica è condizionata dal deficit e dal debito inesorabilmente cresciuti. Il presidente ha inoltre affrontato con una task force la crisi dell'auto, cambiando i vertici e predisponendo un forte intervento dello stato. Lo sa bene Marchionne che ha trovato alla Chrysler come interlocutori sia il governo sia il sindacato unitario, a cui è stata affidata una quota azionaria prevalente. Questo è importante perché negli Usa è proprio il sindacato che può giocare su vari strumenti che gli sono propri: fondi pensione e fondi sanitari aziendali, salario, regole e occupazione, azionariato.

L’articolo continua sotto

Tags Correlati: Bce | Bush | Chrysler | Cina | Germania | Marchionne | Medio Oriente | Milton Friedman | Nomine nelle società | Obama | Paul Krugman | Prodi | Pubblica Amministrazione | Russia | Stati Uniti d'America | Task Force

 

Successivamente c'è stata la riforma finanziaria che agirà nei prossimi anni con i suoi decreti di applicazione. L'Europa parla di regole ma tuttora non se l'è date. L'economia in Europa è lenta, la Germania si oppone a favorire le esportazioni rispetto alla domanda interna. L'America se ne lamenta e reagisce con la svalutazione e un po' d'inflazione, soprattutto si rivolge alla Cina per ottenere un equilibrio monetario mondiale che non si trova ancora. Il quadro è complesso, solleva dubbi per il futuro, è possibile che ci sia pure qualcuno con la volontà d'indebolire l'America alla vigilia delle elezioni, non saprei dire a quale fine.

L'Europa è stata traumatizzata, forse oltre ogni misura, dall'attacco al debito sovrano greco. Le parole della Bce sembrano a volte come se fossero pronunciate, come qualcuno ha detto, da monsieur de La Palisse, fatto sta che adesso la disoccupazione è troppo alta.
Il disastro della Louisiana è stato affrontato, credo, con adeguata incisività, visti i primi risultati, la moratoria sulle estrazioni di petrolio in mare è stata soppressa per evidenti ragioni, ma il presidente ha in mano qualche carta in più per far passare in Congresso l'imponente legge sulle energie alternative.

Sul fisco, dopo i crediti d'imposta, spero che Obama si accinga a fare l'unica cosa giusta: annullare i tagli di Bush a redditi personali più alti e ridurre invece le tasse ai datori di lavoro e ai dipendenti con i redditi sotto i 250mila dollari al fine di aumentare i livelli dei consumi e il mercato immobiliare.
Infine la politica estera. Sapevamo o no che non avrebbe camminato sulle acque?! Ha appianato la radicalizzazione verificatasi nell'Est europeo tra la Russia e gli altri provocata dallo scudo spaziale di Bush e ha firmato il nuovo patto nucleare. La Russia e in parte la Cina sembrano meglio convergere con l'Occidente sull'Iran e il discorso del Cairo non può non aver avuto riflessi sulla "Rivoluzione Verde" che comunque ha reso meno monolitico e più isolato quel sistema.

Ha infine riavviato il negoziato in Medio Oriente. La speranza è che un uomo intelligente come Netanyahu, alla fine, si decida a porre le condizioni per un governo nazionale con Kadima. In Iraq e Afghanistan esegue il programma elettorale: chiusura in Iraq e impegno militare più forte ai confini con il Pakistan, nuova strategia diplomatica e negoziale con le forse talebane disponibili, possibile inizio uscita estate 2011.

Ascolto anche da noi alcune effervescenze negative nei confronti di Obama in qualche caso giustificate: probabile che perda le elezioni, ma nella corta legislatura americana i primi due anni sono essenziali per attuare le riforme più importanti. Qualcuno dice che perde anche i collaboratori, questo è tutto il contrario di quello che accade da noi, che non cambiano mai... Di fronte al mutare delle fasi, in America è tradizione che mutino anche le task force, specialmente a metà mandato.

Infine vorrei dire che nell'America dei premi Nobel con impostazioni spesso diverse e contraddittorie, un presidente che deve governare le onde non può perdersi appresso ai ventennali guasti della "Teoria dell'Offerta" di Laffer, della scuola di Chicago di Milton Friedman o agli odierni eccessi del neo-keynesismo di Paul Krugman.
L'autore è stato sottosegratrio alla presidenza del Consiglio dei ministri nell'ultimo governo Prodi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Shopping24

Da non perdere

L'esempio di Baffi e Sarcinelli in tempi «amari»

«Caro direttore, ho letto (casualmente di fila) i suoi ultimi tre memorandum domenicali. Da

L'Europa federale conviene a tutti

Ho partecipato la scorsa settimana a Parigi a un incontro italo francese, dedicato al futuro

Non si può privatizzare la certezza del diritto

In questa stagione elettorale, insieme ad un notevole degrado, non solo lessicale, ma anche di

Le sette criticità per l'economia Usa

Quale futuro si prospetta per l'economia degli Stati Uniti e per quella globale, inevitabilmente

Sull'Ilva non c'è più tempo da perdere

La tensione intorno al caso dell'Ilva non si placa. Anzi, ogni giorno che passa – nonostante i

Casa, la banca non ti dà il mutuo? Allora meglio un affitto con riscatto. Come funziona

Il mercato dei mutui in Italia resta al palo. Nell'ultimo mese la domanda di prestiti ipotecari è


Jeff Bezos primo nella classifica di Fortune «businessperson of the year»

Dai libri alla nuvola informatica: Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato di Amazon,

Iron Dome, come funziona il sistema antimissile israeliano che sta salvando Tel Aviv

Gli sporadici lanci di razzi iraniani Fajr-5 contro Gerusalemme e Tel Aviv costituiscono una

Dagli Assiri all'asteroide gigante del 21/12/2012, storia di tutte le bufale sulla fine del mondo

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da