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Nel nuovo mondo la periferia sarà il centro

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Questo articolo è stato pubblicato il 12 novembre 2010 alle ore 08:54.
L'ultima modifica è del 12 novembre 2010 alle ore 06:39.

Spesso sulle pagine di questo giornale ci siamo interrogati su come saranno i prossimi decenni, azzardando previsioni e panorami di speranza sul futuro. Ieri e mercoledì, a Bassano del Grappa, nelle "Bolle" realizzate nel 2004 da Massimiliano Fuksas per la distilleria Nardini, in un Veneto sofferente per i problemi del presente, un gruppo di studiosi ha immaginato il mondo che verrà.

L'ex direttore di Foreign Policy Moisés Naím, il presidente dell'Istat Enrico Giovannini, l'imprenditore Guido Barilla, lo storico Miguel Gotor, lo scrittore Bill Emmott, i demografi Jack Goldstone e Francesco Billari e l'architetto Luca Molinari, coordinati dal direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta, hanno prospettato i trend e le problematiche che ci aspettano. Con un po' di profezia e un po' di utopia - per usare le parole di Miguel Gotor - ma soprattutto con una buona dose di realismo. Quelle che oggi ancora si chiamano, più per comodità giornalistica che per verità descrittiva, i paesi emergenti diventeranno il centro dell'economia mondiale. Mentre l'Europa s'interrogherà su come fornire assistenza sanitaria e pensionistica agli anziani che popoleranno le sue città, in Cina, Pakistan, Messico la futura forza lavoro sarà protagonista dei mercati mondiali e della produzione di idee. Quello del XXI secolo sarà un mondo segnato da megalopoli e nanotecnologie, dove il cibo sarà sempre di più un valore prezioso e l'acqua una risorsa scarsa. Nonni europei leggeranno il Rosario mentre giovani musulmani di Parigi, Bangkok, e Miami useranno i loro iPad del futuro per scambi commerciali o per minare la democrazia dei paesi. Dalle scelte politiche ed economiche di oggi dipende se il capodanno del 2050 sarà un Blade Runner multietnico o un giorno meraviglioso.

1 POPOLAZIONE La crescita sui consumi un lontano ricordo Billari: «La felicità decisiva per avere bambini» Se ci sono ancora dei dubbi su quanti saremo nel 2050, due punti sono certi: il 90% della futura forza lavoro, sarà concentrata nei paesi emergenti o in quelli caratterizzati oggi da una grande fragilità politica ed economica. La scarsa natalità europea produrrà un paese di anziani dove, secondo Jack Goldstone, il problema principale sarà quello di creare un sistema sostenibile - pensioni, sanità, trasporti - per gli over 65. Il modello di crescita basato sul consumo dei paesi ricchi sarà un ricordo mentre flussi di capitale e idee interesseranno sempre di più i paesi emergenti. Per quanti riguarda l'Italia, Enrico Giovannini ha spiegato che gli over 65 saranno il 30% della popolazione (oggi sono il 20%) e gli over 80 il 15% (oggi il 6%).

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Tags Correlati: America | Barilla Holding Spa | Blade Runner | Bocconi | Carlo Petrini | Enrico Giovannini | Fondazione Nardini | George Mason School | Guido Barilla | Il professore | Imprese | Istat | La Rete | Luca Molinari | Massimiliano Fuksas | Roberto Saviano | Rosarno | Sud | Veneto

 

Francesco Billari, demografo alla Bocconi di Milano, ha segnalato un'inversione di trend nei paesi a sviluppo avanzato destinata a consolidarsi nel 2050: la natalità sarà maggiore nelle città ricche. Addio all'equazione più povertà uguale più natalità: i figli si faranno dove si sta bene. E la felicità diventerà sempre di più una condizione indispensabile per la procreazione.
2 ALIMENTAZIONE Più informazione e cura su quel che si mangia Barilla: «Addio ai fast food e al consumo al ribasso» Nonostante visioni molto diverse, il patron di Slow Food Carlo Petrini e il presidente della Barilla Holding Spa, Guido Barilla, sono giunti alla stessa conclusione: il cibo nei prossimi anni ritornerà a essere un valore. Addio risparmio, fast food e alimenti intesi come merce: nel 2050 i consumatori saranno sempre di più produttori. Il che non significa per Petrini comprare un orto e coltivarlo. Ma agire sull'informazione, chiedendo e dando sempre più notizie su cosa arriva nei piatti dei cittadini e interrompendo la politica di sussidi per tornare a coltivazioni che non rispondano a bisogni di portafoglio ma alle caratteristiche del territorio.
Allo stesso modo, Barilla ha affermato che se oggi l'incidenza della spesa alimentare nelle tasche delle famiglie è molto bassa, in futuro le persone saranno consapevoli che mangiare bene costa. Nell'agenda politica dei governi il tema del cibo non sarà più legato alla nutrizione ma alla "food security" e diventeranno necessarie la presenza di un'Authority di vigilanza sulla speculazione alimentare e una fiscalità più vantaggiosa per le materie prime.
3 ITALIA MERIDIONALE A Rosarno ci sarà un sindaco africano Giovannini: «Il Sud rischia di essere svuotato» Il Sud Italia si svuoterà. I flussi migratori dei prossimi decenni, naturalmente tesi verso le aree più produttive del paese, spinegeranno le masse del Meridione a emigrare verso il Nord dell'Italia e del mondo.
Per Enrico Giovannini la scommessa per il Sud dell'Italia si concentra proprio su come verrà utilizzato quel "vuoto" territoriale: sarà la base per la creazione di una nuova Italia o, al contrario, l'area che da Roma arriva fino alla Sicilia diventerà un'enorme spiaggia di sbarco per le popolazioni africane?
In questo bivio s'inserisce la visione proposta dallo scrittore Roberto Saviano: solo "città multietniche" riusciranno a far risorgere il Sud. Saviano ha ricordato che le più recenti rivolte contro la criminalità organizzata nel Sud, a Rosarno e a Castelvolturno, hanno avuto come protagonisti proprio gli africani. Sono loro la vera chance del Sud: se Rosarno nel 2050 avrà un sindaco africano ci saranno più possibilità che gli africani trovino nel Sud una nuova patria da curare e far prosperare. Al contrario se, come avviene oggi, sarà la camorra ad accoglierli, quella terra sarà devastazione e crimine.
4 ISLAM La sfida dei musulmani nuova forza lavoro Naím: «Lotta tra chi s'integrerà e chi avverserà le altre fedi» Nel 2050 nel mondo ci saranno un miliardo di musulmani in più. La sfida dei prossimi decenni è secondo Goldstone rendere questa futura grande forza-lavoro pronta ad affacciarsi ai mercati internazionali un fattore positivo per l'Occidente.
Il professore della George Mason School crede sia possibile solo a patto che i governi occidentali si assumano il compito di educare i giovani musulmani alla globalizzazione, non solo nelle città che li ospitano, ma anche nei luoghi di nascita. Nella visione di Goldstone - convinto che i valori liberali su cui è nato l'Occidente siano la guida per il futuro - il Medio Oriente potrebbe diventare un grande laboratorio di esperimenti di convivenza e democrazia.
Anche per l'ex direttore di Foreign Policy, Moisés Naím, il futuro della popolazione musulmana è un tema fondamentale per immaginare come sarà il mondo nel 2050. Naím si chiede se gli islamici riusciranno finalmente a integrarsi nel mondo occidentale e a convivere con le altre fedi o se, al contrario, la religione si radicalizzerà sempre di più.
5 TECNOLOGIE Finalmente sarà svelato il cuore del cyber-spazio Emmott: «La Rete più veloce degli aerei nel 900» Se il XX secolo è stato la prova generale delle opportunità e delle contraddizioni delle nuove tecnologie nel mondo, il XXI sarà il prodotto delle grandi attese legate a Internet e all'high-tech. È fondamentale che la "seconda parte" della rivoluzione sia guidata da principi di democrazia e di sviluppo economico.
Per Moisés Naím, il 2050 svelerà la vera natura del cyber-spazio, oggi ancora stretto tra la possibilità di diventare luogo e strumento di democrazia e di sviluppo e lo spettro di passare al servizio di terrorismo e disinformazione.
Secondo Bill Emmott, la forza del progresso tecnologico è destinata ad aumentare nei prossimi anni, e dal 2010 al 2050 occorrerà sviluppare le nuove tecnologie pulite molto più rapidamente di quanto sia stato fatto con motori, aerei e tecnologia nucleare tra il 1910 e il 1950.
Guido Barilla ha auspicato un massiccio investimento pubblico e privato sul tema delle biotecnologie, che - insieme a informazione ed energia - è uno dei tre campi in cui, secondo Emmott, l'impatto delle nuove tecnologie sarà più notevole.
6 MEGALOPOLI Un'unica città conterrà il pianeta Goldstone: «Grandi slum e piccole enclave per i ricchi» Il mondo nel 2050 sarà una grandissima città. La crescita esponenziale dell'urbanizzazione che ha caratterizzato il Novecento è destinata ad aumentare a un ritmo ancora più elevato nei prossimi decenni. Se nel 1900 solo il 10% della popolazione mondiale viveva nelle città, un secolo dopo il numero risulta quintuplicato, e nel 2050 la popolazione urbana raggiungerà il 70 per cento. Il rischio paventato dal professor Goldstone è che le nuove città diventino sempre più simili a quelle narrate da Dickens in versione XXI secolo: grandi agglomerati urbani con slam sempre più vasti e zone ricche sempre più isolate. Per evitarlo bisogna pensare a un "nuovo urbanesimo" che faccia "pulizia" degli errori e degli eccessi del secolo passato. I pilastri, secondo l'architetto Luca Molinari, sono: il ritorno a un'architettura civile a misura d'uomo; più attenzione allo spazio pubblico, la rottamazione delle periferie, nanotecnologie al servizio dei cittadini. Lo spettro futuro della megalopoli sudamericana può essere arginato con grandi modelli di architettura sostenibile e con progetti "dal basso" frutto dei bisogni e delle visioni della comunità.

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