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Questo articolo è stato pubblicato il 24 luglio 2011 alle ore 14:00.
L'ultima modifica è del 24 luglio 2011 alle ore 15:55.

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Due fatti hanno catturato l'attenzione del mondo in questi giorni. Uno molto importante ma noioso, l'altro meno importante ma affascinante. Anche se non sembra, i due sono collegati. Il primo, quello fastidioso, è stato il rifiuto di permettere al Governo statunitense di continuare a chiedere prestiti. Il secondo, meno importante ma più divertente, è stata la comparizione di Rupert Murdoch e di suo figlio James dinanzi a una commissione del Parlamento britannico.
Com'è noto, i tabloid di Murdoch sono stati accusati di aver intercettato illegalmente conversazioni telefoniche di leader politici, principi, stelle del cinema, conversazioni su una bambina assassinata e sulle vittime dell'11 settembre a New York. Oltre ad aver pagato agenti di polizia per ottenere informazioni scandalose per riempire le prime pagine.
La comparizione dei Murdoch è stata pura televisione. Come non soffermarsi a guardare uno degli uomini più potenti del mondo mentre chiede scusa, mentre spiega che non sapeva nulla dei misfatti commessi dalla sua azienda e addossa la colpa ai propri dipendenti? Come scollarsi dallo schermo dopo che Wendi Deng (43 anni), l'attraente moglie cinese di Murdoch (80), si è lanciata contro un uomo che aveva cercato di tirare un piatto di schiuma da barba in faccia al marito? Imperdibile.
Mentre a Londra si svolgeva tale melodramma, a Washington i democratici e i repubblicani continuavano le loro noiose trattative per evitare che il 3 agosto il Governo della superpotenza non disponga del denaro sufficiente per pagare i propri conti. E l'unico modo di riuscirci è l'aumento, da parte del Governo, del limite legale dell'indebitamento pubblico. Alcuni deputati e senatori del partito repubblicano considerano questa trattativa come un'opportunità per tagliare la spesa pubblica e diminuire l'enorme deficit fiscale statunitense. I democratici condividono tale obiettivo e riconoscono che alcuni tagli sono necessari purché vengano aumentate le tasse ai più ricchi. Entrambi hanno ragione e, in termini generali, le riforme da loro proposte sono necessarie.
Coloro che non hanno ragione sono i deputati del Tea Party che hanno tentato di utilizzare la propria influenza in tali trattative per imporre cambiamenti radicali in materia di spesa e tasse. Le proposte sono state così estreme che hanno sorpreso i loro stessi colleghi del partito repubblicano. I nuovi deputati del Tea Party, che nel Congresso rappresentano in modo veemente le frustrazioni della classe media colpita dalla recessione, cercano anche di infliggere a Barack Obama una vergognosa sconfitta.
Il Tea Party, stridente, radicale e intransigente, non è una delle ali del partito repubblicano. Secondo un sondaggio del Washington Post dell'ottobre 2010, l'87% degli organizzatori di questo movimento riferiva che il sostegno che ricevevano era dovuto all'insoddisfazione nei confronti dei leader del partito repubblicano. Il loro problema non era il partito democratico, bensì, paradossalmente, i loro più vicini alleati ideologici: i repubblicani.
Il Tea Party rappresenta un'acquisizione ostile del partito repubblicano che racchiude il desiderio di soppiantarne i leader tradizionali. Rimproverano loro, tra l'altro, la disponibilità a raggiungere accordi con i rivali democratici. Ammettere che, in una democrazia, la politica richiede di scendere a compromessi non rientra nella dottrina dei numerosi parlamentari del Tea Party. A loro non sarebbe importato, per esempio, far fallire le trattative sulla soglia di indebitamento, forzare il Governo ad avviare una moratoria dei pagamenti per dipendenti, appaltatori e creditori, o tantomeno che questo potesse scatenare una crisi finanziaria mondiale.
Cosa c'entra tutto questo con Rupert Murdoch? Il Tea Party deve la sua rapida ascesa e attuale influenza a Fox News, la catena televisiva del magnate australiano. Fox News ha promosso il Tea Party quando, nel 2009, è nato come un microscopico gruppo di conservatori della classe media profondamente scontenti della situazione personale e di quella del Paese. La copertura, lo stimolo e la promozione che la catena di Murdoch ha dato a tali gruppi, il cui messaggio populista ovviamente gode di sostegno nel Paese, ha fatto sì che crescessero rapidamente e infine riuscissero a guadagnare un numero sorprendente di seggi nelle elezioni parlamentari del 2010.
Senza Fox News, il Tea Party sarebbe esistito comunque, ma mai con il peso che possiede ora. Sono i suoi deputati che hanno messo in pericolo un accordo indispensabile per la stabilità finanziaria del mondo. E sono inoltre un buon esempio di come una sola persona, Rupert Murdoch, può influire sul corso dell'economia globale. Il che non è assolutamente noioso.
(Traduzione di Cinzia Montina)

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