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Questo articolo è stato pubblicato il 18 novembre 2011 alle ore 08:02.
L'ultima modifica è del 18 novembre 2011 alle ore 08:31.

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Solo tre minuti dopo che Mario Monti ha preso la parola per spiegare al Senato il suo programma, il rendimento dei Btp comincia a scendere rapidamente e con esso lo spread sul Bund. Neanche 15 minuti dopo, l'euro risale e calano anche gli spread dei titoli francesi, spagnoli, austriaci (in ordine cronologico).

Gli scettici attribuiscono il mezzo miracolo alla Bce che sarebbe opportunamente scesa sul mercato a comprare titoli di Stato. Ma siccome la banca centrale aveva iniziato a intervenire già in mattinata, e senza esiti, preferiamo credere che l'inversione dei mercati, tra le 13.15 e le 13.30, sia dovuta soprattutto alle confidate virtù del nascente Governo italiano.
Ma, come sottolinea la nota di Fitch, anche le virtù di Monti sortirebbero scarsi risultati se non fossero «supportate da un'azione politica europea e da un intervento della Bce». Per funzionare, il mezzo miracolo ha dunque bisogno di una riflessione da parte della Germania e di una maggior duttilità da parte della banca centrale: cose che al momento appaiono ancor più ardue della pressione esercitata congiuntamente dai mercati e da Bruxelles nel promuovere il cambiamento politico italiano.

Siccome la Bce non può per statuto e non vuole per cultura comprare titoli di Stato a dosi massicce, come ha fatto la Fed e sta facendo la Banca d'Inghilterra, si sarebbe escogitata la bizzarra proposta di far comprare i titoli dal Fmi finanziato dalla banca centrale europea. Al di là del tentativo di aggirare (a fin di bene) le regole della Bce, c'è qualcosa di farisaico in questa idea: perché se il problema sono i regolamenti, tanto valeva trasformare il fondo di stabilità (Efsf) in banca; e se la questione è invece la paura di creare inflazione e moral hazard, non si vede come la sostanza possa cambiare. Avendo la Germania rigettato la proposta di trasformare l'Efsf in banca, non si capisce perché Berlino dovrebbe adesso accettare questo sotterfugio. La soluzione migliore sarebbe che i politici tedeschi si rendano conto che il fallimento dell'eurozona avrebbe costi e conseguenze più gravi che stampare eccezionalmente un po' di moneta.

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