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Questo articolo è stato pubblicato il 25 luglio 2012 alle ore 07:56.

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«Temo per la mia vita. Ho paura di essere ucciso». La voce di Hervè Falciani è un suono lontano ma il tono delle sue parole arriva deciso e sicuro. Dal carcere di Madrid, dove è rinchiuso dopo il suo arresto il 1° luglio a Barcellona, l'ex ingegnere informatico della Hsbc parla per alcuni minuti e racconta la storia di un uomo che si sente in pericolo.

Ma la sua è anche una denuncia verso chi – dice – avrebbe dovuto prendersi cura della sua vita: «Nessuno mi protegge. Voglio andare in Svizzera e chiudere questa storia là dove è iniziata», scandisce.

Il 5 luglio le autorità di Berna hanno chiesto l'estradizione di Falciani, dando seguito a un mandato di arresto internazionale che lo accusa di furto di dati bancari. E adesso la corte di Madrid ha 40 giorni di tempo per decidere se accogliere la richiesta.
Nel computer di Falciani, sequestrato dalla giustizia francese nel 2009, sono racchiusi tutti i segreti della Hsbc, una delle più grandi e potenti banche del mondo. Mescolate tra loro ci sono operazioni lecite ma anche operazioni sospette, come quelle rivelate dalla commissione d'inchiesta permanente del Senato americano, che in un rapporto di 335 pagine ha elencato centinaia di transazioni compiute dai narcotrafficanti messicani e da una banca saudita considerata vicina ad Al Qaeda, tutte avvenute attraverso i canali della Hsbc.

Falciani è arrivato a Barcellona in traghetto la mattina del 1° luglio proveniente dalla Francia ed è stato subito arrestato dalla polizia catalana. Poi, alcuni giorni fa, è stato trasferito in un carcere alla periferia di Madrid, dove attende le decisioni della giustizia spagnola. «Temo per la mia vita», ripete Falciani. Ma perché?
La storia dell'ingegnere informatico, nato a Montecarlo ma con passaporto italiano e francese, è più complessa di quanto sia finora trapelato sui giornali di tutto il mondo, perché complessa e intricata è la quantità di informazioni contenute nel pc che è oggi in possesso delle autorità francesi.

La filiale di Ginevra dove Falciani lavorava era il quartier generale mondiale della Hsbc Private Bank e dalla sede Svizzera dipendevano tutte le filiali sparse nel globo, a cominciare da quella di Montecarlo, del Lussemburgo e delle Bahamas, tutte aree inserite nel circuito dei paradisi fiscali offshore. La lista che contiene i nomi di migliaia di presunti evasori fiscali giunta in Italia riguarda, però, soltanto i correntisti della sede centrale di Ginevra.

Dunque, esistono altre migliaia di nomi, finora rimasti segreti, relativi a investitori che hanno portato il proprio denaro a Montecarlo, in Lussemburgo e nelle altre filiali. Chi sono questi presunti evasori fiscali? Forse soltanto le autorità francesi sono a conoscenza di questi segreti, ma nessuna delle oltre cento procure italiane che indagano sulla lista Falciani, tra le quali c'è anche quella di Milano, ha mai chiesto a Parigi di ottenere l'intero materiale sequestrato. Soltanto la procura di Torino guidata da Giancarlo Caselli ha inoltrato una richiesta formale. I documenti, però, non sono ancora arrivati a Torino.

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