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Questo articolo è stato pubblicato il 10 agosto 2012 alle ore 06:39.

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A cura di Renato Brunetta
La moneta unica in Europa è una costruzione incompleta. Lo scudo dell'euro e la credibilità della Bce nel perseguimento della stabilità monetaria sono i plus. I minus sono rappresentati dalle carenze dei meccanismi di aggiustamento delle posizioni competitive dei singoli paesi e, soprattutto, dalla perdita di sovranità monetaria senza integrazione fiscale, economica e, in ultima analisi, politica.
La fragilità dell'Eurozona e il perverso intreccio destabilizzante tra debito sovrano e rischio bancario dipendono sia da errori di costruzione, sia da errori di revisione dei meccanismi finanziari in Europa dopo la crisi del 2007-2009. L'Eurozona è una costruzione insoddisfacente, che richiede profonde modifiche motivate dal fatto che ad alcuni Paesi dell'Unione è consentita una politica monetaria e di cambio indipendente, a partire dal Regno Unito.
Contrariamente alla saggezza convenzionale, che si sofferma sui costi degli interventi per la Germania, i Paesi periferici dell'Eurozona contribuiscono significativamente al benessere della Germania stessa in base a due canali principali: impediscono all'euro di apprezzarsi troppo, assicurando la forte competitività tedesca, e sospingono i tassi di interesse tedeschi su livelli molto bassi, negativi in termini reali, con evidenti vantaggi per il finanziamento del debito pubblico e degli investimenti privati.
Il problema del debito nell'Eurozona
Da quando è stato introdotto l'euro, i governi nazionali emettono debito in una moneta di cui non hanno il controllo. Inoltre, quando non c'è una banca centrale che dichiara che intende fungere da prestatore di ultima istanza, come è sin qui accaduto nel caso dell'Eurozona, salvo in situazioni particolari, a causa dei veti dei rappresentanti tedeschi, i mercati finanziari acquisiscono un potere tale da poter spingere gli Stati al fallimento. Si intrecciano, pertanto, i problemi di illiquidità con quelli di insolvenza (self-fulfilling prophecies).
Quanto sopra concorre a spiegare, ad esempio, perché oggi il costo del debito pubblico nel Regno Unito, che non fa parte dell'unione monetaria, è su livelli vicini a quelli tedeschi, pur in condizioni di fondo di finanza pubblica - e di indebitamento privato - molto fragili. Le politiche che la Germania impone all'Europa, senza risolvere la fragilità della costruzione monetaria, sono inevitabilmente recessive e allontanano la stessa prospettiva di durevole risanamento fiscale.
La situazione italiana
In Italia le variabili fondamentali indicano una posizione di forza relativa: il saldo primario e il deficit complessivo di finanza pubblica, il risparmio e l'indebitamento privato, la bilancia dei pagamenti, il valore attuale della ricchezza del Paese sono tutti elementi che pongono l'Italia in condizioni di forza.

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