Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 26 novembre 2012 alle ore 08:05.

My24

Lo chiedono a gran voce i cittadini-contribuenti, come unica arma in grado di combattere l'evasione. Ne discutono esperti e accademici, confrontandosi sulla sua reale efficacia. Ora anche il Parlamento si appresta a lanciare una storica crociata.

Il contrasto di interessi - vale a dire, la possibilità di detrarre dal proprio reddito (tutte) le spese regolarmente documentate con scontrino o fattura - troverà spazio nella delega fiscale, domani al voto del Senato. Tutti soddisfatti? Sì, ma attenzione a non cedere all'eccessivo ottimismo. Primo, perché, appunto, di delega si tratta e dovremo capire se, quando e come il Governo - ormai agli sgoccioli - vorrà attuarne i principi. Secondo, perché si coglie una pericolosa tendenza a sopravvalutare i potenziali benefici del contasto ignorando i problemi, in termini di gettito e di difficoltà applicative.

Terzo, perché quando è stato applicato (vedi ristrutturazioni) gli effetti sull'emersione sono stati importanti ma non esplosivi. Sia ben chiaro: il principio del contrasto di interessi è corretto. Ma è inutile illudersi sulla possibilità di una sua applicazione generalizzata. Chi, all'estero, lo ha fatto si è poi pentito. E chi invece è citato sempre a esempio come modello - gli Stati Uniti - non la fa assolutamente. Le detrazioni sono un semplice forfait, come più o meno accade da noi.

Shopping24

Dai nostri archivi