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Questo articolo è stato pubblicato il 15 marzo 2014 alle ore 07:45.
L'ultima modifica è del 19 giugno 2014 alle ore 14:10.

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Il 31° lucido presentato dal presidente del Consiglio Renzi, nell'ultimo incontro con la stampa, ha mandato in fibrillazione il Terzo settore. Mezzo miliardo di euro in un fondo per l'impresa sociale e la prospettiva di alcune deleghe all ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Soldi e una riconfigurazione giuridico-politica che hanno conferito un senso particolare - da Stati Generali - al convegno "Impresa sociale: una chance per il lavoro e lo sviluppo", che si è svolto ieri alla Bocconi.

L'incontro è servito per provare a sottolineare i (molti) punti comuni di un comparto in cui si muovono realtà con profili culturali e atteggiamenti diversi verso, ad esempio, il concetto di mercato. «Dobbiamo superare la logica della marginalità e della testimonianza - ha detto in videoconferenza da Roma il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, a lungo leader della cooperazione - Il nostro compito è diventare uno dei motori del cambiamento del Paese, per riuscire a ottenere una società più armonica. Il Terzo settore traccia l'orizzonte di una società che lavora a partire dai protagonisti e che è contraddistinta dalla volontà dei cittadini di farsi carico di una parte delle esigenze della comunità».

In un momento complicato per l'Italia, il Terzo settore, pur con tutte le sue articolazioni, si propone come soggetto in grado di un'elaborazione culturale e capace di incidere su un sistema economico in difficoltà. «Questo capita da tempo - ha osservato l'economista della Bocconi, Giorgio Fiorentini - basti pensare che, secondo l'ultimo censimento dell'Istat, in dieci anni gli occupati in questo comparto sono aumentati del 39,4 per cento». Forse anche la lingua italiana dovrebbe modificarsi in funzione di questo nuovo stato di cose. «Viste le nostre potenzialità e le nostre capacità effettive - ha scherzato Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano - il nostro mondo non dovrebbe più essere chiamato Terzo settore, ma Primo settore».

L'evoluzione italiana è inserita in una dinamica internazionale, in particolare europea, di rilevante significato. «Il contesto comunitario - ha osservato Moratti - ha assegnato alla Commissione il ruolo di agente del cambiamento. Si sottolinea l'importanza del partenariato pubblico e privato e delle collaborazioni fra profit e non profit. Quindi, si insiste sulla questione della misurazione dei risultati». L'evoluzione del Terzo settore si gioca fra piano internazionale e nazionale. Ieri i parlamentari Stefano Lepri e Luigi Bobba hanno presentato gli elementi fiscali e finanziari del disegno di legge sull'impresa sociale che hanno appena depositato, per il quale sono in via di raccolta le firme al Senato e alla Camera.

A livello internazionale, il Terzo settore sembra contraddistinto dalla ricerca di policy in cui si vagliano le pratiche migliori - per esempio, nel campo finanziario, i social impact bond - senza però che si impongano atteggiamenti egemonici di un modello culturale sull'altro. «L'importante - ha affermato Giovanna Melandri, presidente di Uman Foundation - è che vi sia un paniere di strumenti: il social lending, l'equity sociale, il social impact bond». Anche se, in ogni caso, occorre essere realisti: a lungo la banca resterà il principale soggetto finanziatore del Terzo settore. «In questo momento - ha detto Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse-Bcc - nel credito cooperativo il non profit pesa per il 12,8% degli impieghi, le cooperative sociali si attestano al 15%. Con un tasso di sofferenza, peraltro, limitato all'1,7%». Il problema è rappresentato dall'inasprimento delle condizioni dettate dall'unione bancaria. Oggi, per dare un euro di credito, per queste imprese devo avere da parte un euro di patrimonio. «Dato che esiste un Pmi Supporting Factor, che con Basilea 3 consente di erogare un euro di fido ogni 76 centesimi di patrimonio, perché non pensare alla stessa equivalenza, con l'introduzione di un Social Supporting Factor?», ha concluso Gatti.

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