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Questo articolo è stato pubblicato il 12 ottobre 2014 alle ore 08:12.

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«Ergastolo della patente», anche in auto si fa strada la cultura delle legalità



L'approvazione da parte della Camera della legge delega sul nuovo codice della strada rappresenta una conquista in termini di sicurezza e civiltà in un Paese dove il mancato rispetto delle regole è diffuso in buona parte della popolazione che guida un autoveicolo. Nel recente congresso mondiale di diritto delle assicurazioni tenutosi a Roma, molti colleghi stranieri erano sorpresi del lassismo italiano nei confronti di violazioni odiose come l'omissione di soccorso delle vittime di incidenti stradali, la piaga dei veicoli non assicurati e l'incuria generale nel rispetto di limiti di velocità e segnaletica specie nelle grandi metropoli del centro-sud. Finalmente il Parlamento italiano ha dato una risposta adeguata, che pur dietro slogan come "l'ergastolo della patente", contribuirà a creare una cultura della legalità anche nel drammatico settore della circolazione stradale, come per certi versi è accaduto con la legge che ha vietato il fumo nei locali pubblici.
Alberto Gambino
Ordinario di diritto privato e direttore del Dipartimento-Cesda, Centro Studi di Diritto delle Assicurazioni dell'Università Europea di Roma.
Alluvioni e prevenzione
Ad ogni alluvione ci lamentiamo che in Italia non si fa prevenzione e manutenzione del territorio.
Occorrerebbe prendere in considerazione che a tale scopo potrebbero rendersi utili, anziché stare a casa a fare niente, tutti quei lavoratori che percepiscono un sussidio di mantenimento a carico dei contribuenti.
Franco Scaglione
Collegno (Torino)
La Calabria non è solo mafia
Molti ritengono che la Calabria sia solo una terra di mafia e di anime nere, dove c'è un deserto imprenditoriale, scientifico e culturale. Si registrano indubbiamente dati drammatici su molte filiere in crisi, sulla disoccupazione, sulla povertà, sulla diffusione della criminalità organizzata e della corruzione, sul'incapacità di spesa, ecc. che meritano interventi urgenti. Ci sono però anche altri dati positivi, a volte del tutto ignorati. Varie imprese hanno superato questo difficile periodo di crisi e in questi anni sono riuscite a competere sui mercati internazionali. Nel 2014 risultano iscritte alle Camere di Commercio calabrese oltre 200mila imprese. In base a dati del Gruppo Cerved, le società di capitali che hanno registrato nell'ultimo anno una crescita di fatturato superiore al 10% sono state oltre mille. Vari grandi gruppi italiani e a partecipazione estera hanno investito e continuano ad investire in Calabria in più settori. In Calabria ci sono tre importanti università e centri di ricerca e innovazione, con laboratori che riescono spesso a competere a livello internazionale e collaborano con Pmi e grandi gruppi. Molti laureati hanno una preparazione eccellente e non solo emigrano, ma creano nella nostra regione anche imprese innovative. In alcune di queste aziende hanno investito più fondi di venture capital e agenzie estere di attrazione di investimenti se li contendono e li invitano ad operare anche nei loro Paesi. Sono ancora poche, ma ci sono le condizioni perchè possano diventare molto di più. D'altra parte l'elenco dei calabresi illustri in tutti settori è lungo, ma poco conosciuto. La Calabria è una delle regioni più belle del mondo, con 700 km di coste, tre parchi nazionali, centri storici, aree archeologiche ed altri giacimenti culturali che costituiscono il nostro petrolio e che hanno già permesso di attrarre importanti investimenti turistici italiani ed esteri.
Spero pertanto che aumenti l'attenzione da parte dei media e dell'intera classe dirigente regionale, nazionale ed europea sui punti di forza e sulle opportunità esistenti in Calabria, che meritano di essere adeguatamente valorizzare.
Vincenzo Gallo

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