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Ansa, 70 anni dentro la notizia

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il compleanno

Ansa, 70 anni dentro la notizia

I dispacci dell’Ansa hanno raccontato la parte finale dell’ultima guerra mondiale, la vittoria della Repubblica sulla monarchia, lo sbarco dell’uomo sulla luna, guerra in Vietnam, anni di piombo, i due pontefici (lo scoop delle dimissioni di Papa Benedetto XVI è stato proprio di una giornalista dell’agenzia: Giovanna Chirri).

Settant’anni di cronaca, ma anche settant’anni di storia. Questa è l’Ansa che ieri ha spento le sue settanta candeline. Era il 15 gennaio 1945 quando la neonata Agenzia nazionale stampa associata diramava il suo il suo primo take: gli aerei alleati stavano attaccando Berlino, capitale di un Terzo Reich ormai avviato all’epilogo.

È l’inizio di una lunga storia le cui radici sono nella Resistenza e in tre uomini: Giuseppe Liverani, direttore amministrativo de Il Popolo, Primo Parrini, direttore amministrativo dell’Avanti!, e Amerigo Terenzi, consigliere delegato della società editrice dell’Unità. Furono loro ad avanzare l’idea di un’agenzia di stampa come cooperativa di giornali, sottratta così al controllo dei governi come dei gruppi privati.

«Vi auguro il meglio. Settant’anni non è uno scherzo, perseverate nel servizio», ha detto Papa Francesco sull’aereo verso Manila. È fra i tanti messaggi di auguri indirizzati a quella che oggi una cooperativa di 36 soci editori dei principali quotidiani italiani, con 22 sedi in Italia (quella principale è a Roma, a due passi dal Quirinale), 81 uffici in 78 altri paesi e 700 dipendenti di cui 320 giornalisti “articolo 1”. Giulio Anselmi (direttore dal 1997 al ’99) è il presidente e Luigi Contu è il direttore di una realtà che sta pagando dazio alla crisi, ma con conti che nel 2014 sono attesi in ulteriore miglioramento rispetto al rosso di 736mila euro del 2013 (a fronte di un -4,3 milioni del 2012).

Italiano, ma anche inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, arabo, sono oggi le lingue dei notiziari di un’agenzia che com’è ovvio, si sta adattando ai tempi. E così, multimediale e internazionalizzazione (è del 26 agosto l’accordo con AP) sono i pilastri di un’attività che da cronaca si è inevitabilmente trasformata in storia.

Il libro “Casa Ansa” di Carlo Gambalonga, ex vicedirettore vicario dell’agenzia, è intriso di questa storia e di storie. Tutte con un fattor comune: professionisti, uomini e donne «spesso sconosciuti ai più - ha sottolineato Gambalonga - che lavorano per le notizie e non per la firma». Spesso, ma non sempre. Come nel caso di Riccardo Ehrman, corrispondente da Berlino, portato in trionfo durante le celebrazioni per la caduta del Muro perché riconosciuto come colui che fece in tv la domanda da cui scaturì l’annunciò dell’apertura delle frontiere.

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