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Voglia d'Europa e vere cause del conflitto

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Scenari

Voglia d'Europa e vere cause del conflitto

Ogni guerra ha il suo arciduca assassinato o una Elena rapita che semplifichi le cause del suo scoppio. Quella ucraina ha l'Accordo di associazione con l'Unione europea.
A Est e a Ovest dei combattimenti, per molti è questa la vera ragione del conflitto.È su questa che i teorici della cospirazione hanno costruito la loro narrativa.

Una narrativa che divide verticalmente torti e ragioni. E sarebbe per questa che sono morte fino ad ora quasi 6mila persone.
La storia del conflitto ucraino è più complessa. Gli accordi di associazione sono figli della Politica europea di Vicinato (Pev), creata nel 2004. L'obiettivo non era la distruzione della Russia ma avviare un legame economico e politico con i Paesi che sono attorno alla Ue: con l'Ucraina c'erano altri 15 Paesi dell'Est, del Medio e Vicino Oriente. Era previsto anche un dialogo con la Russia. Gli europei che contano (Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia) compresero i potenziali rischi di quella politica applicata alla sfera geografica che fu un tempo Unione Sovietica. Per molte buone ragioni i rapporti con la Russia contavano più di quelli con Ucraina o Bielorussia.

Per questa ragione, appena approvata, la Pev fu lasciata alla Commissione europea che ebbe un approccio più tecnocratico che politico. Fu questo, probabilmente, il grave errore dei Paesi guida della Ue: lasciare che ci pensassero i burocrati. Fino a quando del Vicinato non si impossessarono i Paesi orientali della Ue, anti russi: Polonia, Baltici, Finlandia, Svezia. Sarebbe tuttavia corretto chiedersi come mai più i Paesi sono geograficamente vicini alla Russia, più le sono ostili. La storia darebbe qualche valida spiegazione.
Questo è il quadro che porta la Ue a dare vita e contenuti al suo Accordo di associazione con l'Ucraina, in fondo al cui lungo cammino la piena adesione all'Unione è prevista ma non obbligatoria. La firma era fissata al vertice europeo di Vilnius, fine novembre 2013. La Russia reagisce prendendo atto. Ma, dopo alcune difficoltà nel parlamento ucraino, il presidente Victor Yanukovich annuncia di volerli abbandonare. Certo per il bene dell'Ucraina, il 17 dicembre Vladimir Putin offre 15 miliardi di dollari e gas a prezzi stracciati.

Tutti capiscono il messaggio. Pragmaticamente l'Unione europea considera persa l'Ucraina, posto che la maggioranza dei Paesi membri ne avessero mai voluto l'adesione. Gli Stati Uniti di Barack Obama non hanno mai considerato l'Ucraina strategicamente importante, certo non più della Russia. Diversamente da Bill Clinton, Obama era più simile a George H. Bush che il primo agosto 1991 andò a Kiev a implorare gli ucraini di non uscire dall'Unione Sovietica alla vigilia del loro referendum sull'indipendenza. Il discorso, rimasto famoso col nome di “Chicken Kiev”, fu scritto da Condoleezza Rice, allora capo del desk russo alla Casa Bianca. Non tutti gli americani erano dei dottor Stranamore.

Ma accade qualcosa che il realismo della politica non aveva previsto. Il 19 gennaio 2014 migliaia di ucraini scendono in piazza Maidan a protestare contro Yanukovich e a invocare l'Europa; il 22 ci sono i primi due morti; nei giorni successivi sono occupati gli edifici governativi. La protesta si estende in tutto il Paese, anche nell'Est a maggioranza russa. Il 20 febbraio Maidan diventa un campo di battaglia con 77 morti, il 21 Yanukovich fugge. E Vladimir Putin? Osserva: a Sochi ci sono le Olimpiadi invernali, la sua prima vera vetrina davanti al mondo. Ma il 23 febbraio, lo stesso giorno in cui partono anche gli ultimi pattinatori - una coincidenza - a Sebastopoli la gente scende in piazza a chiedere l'indipendenza della Crimea; il 26 occupa gli edifici governativi e neanche un mese più tardi la penisola annuncia il ritorno alla Russia. Nel frattempo, il primo marzo, erano scesi in strada anche i separatisti di Lugansk e Donetsk. Dopo quasi 6mila morti, sono ancora lì.

Perché si è arrivati a questo e Putin ora è più un nemico che il partner commerciale e geopolitico d'un tempo? Forse, come sostengono i teorici del complotto, la Ue voleva annettere l'Ucraina e gli Usa distruggere la Russia. Forse il regista è stato Putin che voleva ricreare una Velikaja Rossia, un'ennesima grande Urss/Russia.
Quali fossero le forze che hanno spinto gli ucraini in piazza Maidan, l'Europa non poteva ignorare che in mezzo alla sua crisi economica, monetaria e identitaria, centinaia di migliaia di “altri” la invocassero e la desiderassero. Alla fine l'Accordo di associazione con la Ue, è stato firmato da Poroshenko il 25 maggio ed entrerà in vigore nel 2016.
Ma non è stata questa la Sarajevo dell'Ucraina. È l'Ucraina stessa: nazione irrisolta, conseguenza più drammatica fra le repubbliche ex sovietiche della dissoluzione dell'Urss.

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