Commenti

Mille editori in cerca di un nuovo inizio

  • Abbonati
  • Accedi
salone del libro

Mille editori in cerca di un nuovo inizio

I numeri crudi dell’editoria raccontano indubbiamente la realtà del mercato librario, ma dal Salone del Libro di Torino, inaugurato ieri dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (applauditissimo nel suo giro per gli stand e ispirato nel suo discorso di apertura, che ha toccato temi ideali come la libertà e pratici come la difesa del diritto d’autore e l’Iva degli e-book) e con la Germania come ospite d’onore e fiore all’occhiello della kermesse, forse si fa un po’ più di fatica a prenderli con la dovuta serietà.

Vista soprattutto la marea entusiasta di lettori che hanno affollato già da ieri il Lingotto, mettendo gli operatori di buon umore. Così, tra i mille editori in mostra, si spera i numeri che verranno annunciati stasera siano quelli giusti per vedere la luce in fondo al tunnel degli anni con il segno meno.

Stasera l’associazione italiana degli editori mostrerà i nuovi dati delle tendenze nella consueta indagine commissionata a Nielsen e vedremo se anche in questo settore cruciale per la società italiana si inizia a vedere una piccola luce in fondo al tunnel. Stando a quelli più recenti disponibili sembrerebbe di sì: i pesanti segni meno degli ultimi anni su fatturati e produzione si sono andati assottigliando e non è improbabile che il 2015 alla fine si chiuderà con un piccolo segno positivo. Gli editori si possono già consolare (lo ha notato in un passaggio anche il presidente Mattarella) con il mattoncino del mercato dell’editoria per ragazzi che aveva incrementato il segno più del 2014, chiudendo con un + 5,7% complessivo (pari a oltre 168,2milioni di euro) rispetto al 2013 nei canali trade .

Lo scenario sembra prossimo a cambiamenti in qualche modo epocali: la possibile acquisizione della divisone libri Rcs (ieri, tra l’altro, nello stand Rizzoli si è visto anche il presidente di Fca John Elkann con i figli) da parte di Mondadori muterà gli assetti di mercato in maniera che preoccupa molti (e magari lascerà qualche piccolo marchio per strada), il Gruppo Gems, che festeggia dieci anni, si conferma nella sua solidità, mentre Feltrinelli fa bella mostra di sé con 12 Effe che sono un modo per ripercorrere la storia della casa editrice.

Soffrono i piccoli editori (ma non quelli più raffinati, come per esempio Henry Beyle, Aragno o Corraini) e le librerie indipendenti non se la passano benissimo, anche se la strada per la quale devono passare (sempre indicata nelle Scuole per Librai Mauri, la più importante in Italia) è quella della proposta e dell’assortimento mirato, in una ricerca di qualità costante che alla fine paga. L’esempio inglese, da questo punto di vista, è significativo: catene in crisi, grande distribuzione in via di sparizione, rifiorire di piccole librerie che selezionano il pubblico con la proposta. Certo, all’orizzonte i grandi venditori online sono sempre difficilissime da combattere.

In tutto questo, il Salone del Libro è un’isola felice che si rinnova e migliora, quasi per miracolo, ogni anno. Anzi, «il Salone è un Capodanno librario – ha detto nella conferenza d’apertura Rolando Picchioni, presidente dell’ente che organizza la manifestazione –, non solo una vivace kermesse della nostra industria e produzione editoriale, ma una bussola della cultura italiana di oggi». I numeri sono impressionanti: in cinque giorni oltre 1400 incontri con oltre 2mila autori, mille editori presenti, una costante attenzione all’innovazione attraverso gli editori al lancio (quest’anno sono 31, record) e la zona dedicata ai più giovani, una scommessa in più con la scelta di uscire anche dal Lingotto per diffondersi in tutta la città.

La 28a edizione con gli oltre 50 editori tedeschi presenti è una vetrina speciale per la produzione editoriale italiana che non teme confronti con le altre maggiori nazioni: ed è uno specchio “meraviglioso” di un Paese che vuole ripartire. Non è un caso che tra gli stand dei padiglioni sono diversi quelli di paesi stranieri che saranno ospiti prossimamente (Arabia Saudita, Kazakistan e Azerbaigian) o lo sono stati, ma mantengono presenze significative (Romania ecc.). Ma è tutta la regione a fare sistema, se è vero, come ha ricordato il sindaco Piero Fassino, che Torino coglie l’opportunità di qualificarsi sempre più come città culturale, anche in concomitanza di un avvenimento mondiale non troppo lontano come l’Expo di Milano. Non a caso nei giorni del Salone, Lingotto Fiere mette a disposizione dei visitatori l'opportunità di acquistare i biglietti di Expo Milano 2015, con pacchetti agevolati «Salone del Libro + Expo Milano».

© Riproduzione riservata