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Il volontariato si fa «liquido» e ritrova energie

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Il volontariato si fa «liquido» e ritrova energie

  • –di Elio Silva

«Nomen omen», scriveva il commediografo Plauto nel secondo secolo a.C., convinto che ci sia corrispondenza tra nome e destino, significante e significato. La cultura latina ci credeva seriamente e anche oggi, fatte le debite proporzioni, l’affermazione può offrire validi spunti di analisi.

Quando si dice volontariato, per esempio, si fa riferimento a un’attività esercitata liberamente e gratuitamente da persone che si presuppone scelgano in maniera convinta di dedicare del tempo a una buona causa. Il problema, però, è che il volontariato di oggi non è più quello di una volta: è più globale, perché i movimenti di uomini e idee hanno ormai come orizzonte il mondo intero; è più tecnologico, perché largamente influenzato dalla Rete e dai suoi strumenti di condivisione; è soprattutto più discontinuo, perché cambiano le aspettative, la disponibilità di tempo e le sfide personali con cui i singoli volontari si mettono in gioco. Di conseguenza, se da un lato resiste l’assonanza tra il volontario e il volentieri, dall’altro non è più certo come un tempo che l’affinità persista a lungo.

Questo mutato atteggiamento esprime una positiva voglia di protagonismo e rappresenta un bacino di energie che possono solo arricchire, sia quantitativamente che qualitativamente, le dimensioni del fenomeno. È innegabile, però, che molte organizzazioni, soprattutto dell’associazionismo più tradizionale, possano essere frastornate dal trend emergente e, non riuscendo a intercettarlo, finiscano con il trovarsi in difficoltà. Fortunatamente, tra le esperienze di “nuovo volontariato” ci sono già delle best practices che possono aiutare a costruire solide relazioni, da innestare con l’innovazione ma da consolidare, poi, all’interno degli schemi classici del Terzo settore.

Un caso da manuale è, per esempio, “Volontari per un giorno”, la campagna nata nell’autunno del 2012 a Milano per iniziativa di Ciessevi, Sodalitas, Comune e delle società di consulenza Kpmg e Un-Guru, che in tre anni ha “reclutato” oltre 12mila persone e che rappresenta a oggi l’unica iniziativa di promozione del volontariato che riunisca sfera pubblica, imprese private e organizzazioni non profit. Il punto di forza della campagna è che permette a chi voglia impegnarsi in un’attività di volontariato di scegliere online il progetto, l’associazione, il giorno e l’ora in cui dedicarsi a questo impegno. Per chi lo desidera, inoltre, è possibile mettere a disposizione le proprie competenze, che vanno ad aggiungersi al valore del tempo donato. L’iniziativa, alle soglie del quarto anno, è passata dalla dimensione provinciale milanese a quella nazionale. Da Alessandria a Salerno, da Venezia a La Spezia, e anche da piccoli centri come Afragola (Napoli) o Casalecchio (Bologna), sono già online le richieste di nuovi volontari da parte delle associazioni.

Il fenomeno viene spiegato così da Antonella Tagliabue, managing director di Un-Guru e promotrice della campagna: «Nel volontariato di oggi si assiste ormai a una sorta di divaricazione. Da un lato, aumentano le diverse forme di volontariato breve; dall’altro, cresce anche la partecipazione di lungo periodo. L’esempio più tipico è quello che, traducendo un neologismo, si può identificare come “volonturismo”, e che prevede di dedicare la propria vacanza a un progetto con finalità sociali o ambientali. La flessibilità e la capacità di cogliere queste forme di sensibilità rappresentano un’opportunità senza precedenti per coinvolgere molte nuove persone. Ed è quello che la campagna di Volontari per un giorno si propone di fare».

Le organizzazioni non profit apprezzano. «Dopo tre anni di collaborazione – conferma Domenica Mazza, referente della raccolta fondi di Mani Tese - possiamo dire che “Volontari per un giorno” è un portale aggiornato e facile da gestire. Un esempio di vera innovazione nel volontariato». E Nadia Pellacani, responsabile delle attività territoriali del Touring Club Italiano, ricorda che «anche chi non può garantire un impegno continuativo e prolungato può vivere un’esperienza di volontariato culturale con il Touring, grazie all’iniziativa “Aperti per voi”, che vede la collaborazione di oltre 800 volontari a Milano per l’apertura di luoghi d'arte e di cultura che altrimenti sarebbero chiusi».

Da segnalare anche il contributo delle imprese: sono già cento quelle che, dal 2012, hanno partecipato, contribuendo con i propri dipendenti e con le rispettive competenze al bilancio complessivo di 1.025 progetti, realizzati in oltre 400 associazioni nazionali o territoriali.

Insomma, il volontariato tecnologico e “liquido” dei nostri giorni si ricarica e fa il pieno di energie.

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