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Addio a Casaleggio, profeta del M5S

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aveva 61 anni

Addio a Casaleggio, profeta del M5S

I suoi avversari ironizzarono molto su quel cappellino con cui si affacciò dal palco di Piazza san Giovanni la sera del 23 maggio 2014, in occasione della chiusura della campagna elettorale per le europee. Non si trattava di una messa in scena, dell’acconciarsi all’etichetta di guru che gli avevano già imbastito: Gianroberto Casaleggio quella sera indossava un cappello semplicemente perché doveva difendere la ferita provocata dall’intervento al cervello subito un mese prima, che impose una svolta alla sua vita – conclusasi ieri a soli 61 anni – ma anche quella di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle, che assieme avevano fondato. Certo non è un caso che in coincidenza con l’inizio della malattia di Casaleggio, il M5S abbia vissuto la sua fase più difficile, caratterizzata da una serie di espulsioni e guerre interne, che si concluse, nell’autunno del 2014, con Grillo «un po’ stanchino» e la decisione dei due cofondatori di dar vita al direttorio dei Di Majo, Di Battista, Fico, Ruocco e Sibilia. Gli stessi che adesso saranno chiamati a gestire anche il dopo-Casaleggio assieme al figlio Davide, che ha ereditato l’azienda del padre, e che in questi due anni è stato sempre più introdotto nella vita del M5s. Si vedrà.

Fino a domani, quando si terranno i funerali nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, protagonista sarà il lutto. A dare l’annuncio ufficiale della morte è stato ieri mattina lo stesso Grillo, che appresa la notizia ha lasciato Napoli dove in serata era in programma un suo spettacolo. «Gianroberto ha lottato fino all’ultimo», scrive il comico genovese che poi riporta le parole con cui Casaleggio si descrisse in una lettera al Corriere: «Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive». La notizia ha ovviamente avuto il sopranto anche sull’attualità politica. I grillini, che si erano preparati all’ostruzionismo per ritardare l’approvazione della riforma costituzionale, saputo della scomparsa di Casaleggio hanno deciso di abbandonare immediatamente i lavori evitando microfoni e telecamere. Nonostante l’aggravarsi dello stato di salute, la morte ha preso tutti alla sprovvista.

Di Majo è subito volato a Milano mentre già le agenzie comincivano a diffondere i messaggi di cordoglio di tutto il mondo politico-istituzionale. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ne ricorda l’ impegno civile che lo ha reso «protagonista politico innovativo e appassionato» mentre i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, si uniscono al dolore dei familiari e dei grillini. Anche Matteo Renzi, da Teheran, esprime il suo cordoglio: «Abbiamo avuto un radicale dissenso su molte cose ma davanti al dolore esprimiamo un sentimento di prossimità mia e del governo». E tutti – da Maria Elena Boschi a Rosato, da Salvini a Giorgia Meloni, da Rosi Bindi a Bersani, da Brunetta a Verdini – riconoscono a Casaleggio il suo peculiare «contributo innovativo» all’impegno politico e civile. Dario Fo, vicino al M5s e amico di Casaleggio, sottolinea non solo la perdita ma anche gli interrogativi per il futuro del M5s («Non so immaginare quali conseguenze possano verificarsi»). Non manca neppure una nota polemica, di cui si rende protagonista il vignettista Vauro che disegna un Beppe Grillo burattino con i fili tagliati, senza più il burattinaio. Chissa se basterà a smentirlo l’ultimo post di Casaleggio: «Non si può battere la persona che non molla mai».