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Basta contrapposizioni ideologiche sul delitto accaduto a Fermo

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Basta contrapposizioni ideologiche sul delitto accaduto a Fermo

Le prese di posizione sulla tragica morte del nigeriano a Fermo -vicenda ancora tutta da chiarire- potrebbero considerarsi una decisa conferma delle tesi del filosofo Vandeville (La favola delle api) sulla morale. In particolare se è vero, come riportato dai mezzi di informazione, che Laura Boldrini avrebbe evocato una nuova “resistenza” contro il razzismo, si avrebbe l’esempio plastico di come le classi dominanti manipolano, per poterle controllare, le menti dei cittadini. Creano modelli e miti (resistenza, appunto, omofobia, onestà, trasparenza, dal lato opposto, razza ariana, status sociale) sui quali cercano di ottenere la condivisione degli individui attraverso l’adulazione, nel senso che solo coloro che riconoscono valore e si identificano con certi principi e/o comportamenti vengono considerate persone stimabili, intelligenti e razionali, mentre tutti gli altri, scettici o indifferenti, vengono classificati poco al di sopra del mondo animale, governati solo da istinti e passioni. Chi sceglie i modelli cui ispirarsi è, però, il problema dei problemi. Di sicuro si può dire che il sistema dell’adulazione è la fonte fondamentale del conformismo e dell’omologazione sui quali si mantengono al potere le elite mondiali (e nostrane).

Enrico Venturoli

«Adulazione come fonte del conformismo e dell’omologazione...». Non saprei, caro Venturoli. Magari è lei che coglie nel segno, magari no: di sicuro diffido delle ricostruzioni con finale sociologico a presa rapida. Starei a qualche fatto. Il primo è che la vicenda di Fermo, come scrive lei, è ancora tutta da chiarire nella dinamica che ha portato alla morte (dopo un violento colpo al volto sferrato da un ultrà della cittadina marchigiana, che in precedenza aveva apostrofato con “scimmia africana” la sua compagna) un giovane nigeriano di 36 anni. La stessa Fermo “dove tutti hanno già capito tutto” si è divisa in due, come ha scritto sul sito Lettera43 il cronista Massimo Del Papa: di qua il “razzismo non esiste”, di là le manifestazioni antirazziste. Si annuncia una grande battaglia tra avvocati, con tanto di testimonianze opposte. Provocazione, reazione, controreazione: è tutto chiaro? Aspettiamo che sia la magistratura a parlare, evitiamo i processi sommari in un senso o nell’altro e la solita contrapposizione ideologica e preventiva. Quanto alla presenza delle massime istituzioni pubbliche ai funerali del giovane nigeriano, perché no? Ma sarebbe stato bene che una presenza del genere fosse stata assicurata anche nel caso dei funerali delle nove vittime italiane trucidate dalla violenza islamista a Dacca.

Le sofferenze bancarie secondo la Banca d’Italia hanno raggiunto i 200 miliardi nel maggio 2016, mentre nel 2013
erano 155 miliardi.

Se si analizzano le sofferenze di famiglie produttive e società non finanziarie, pari a 156 miliardi nell’aprile 2016, i settori più in difficoltà risultano essere le costruzioni con 42,7 miliardi, le attività manifatturiere con 36 miliardi, il commercio con 26,9 miliardi e le attività immobiliari con 20 miliardi. Il 40% delle sofferenze appartengono alle costruzioni e alle attività immobiliari. Le sofferenze per famiglie consumatrici hanno raggiunto i 37,5 miliardi, mentre nel 2013 erano 32 miliardi. Questi sono gli effetti delle politiche del rigore in periodo di crisi, ritenute da Keynes un’assurdità.

Nonostante ciò lo sforzo per rilanciare intere filiere in crisi sembra inadeguato a livello europeo, nazionale e regionale e c’è chi insiste sull’austerità.

Per il settore delle costruzioni c’è chi continua a proporre patrimoniali e aumenti di tasse sulle case, preoccupandosi di ridurre il consumo del suolo, obiettivo condivisibile soprattutto in alcune aree congestionate. Bisognerebbe puntare con equilibrio sullo sviluppo sostenibile, ma non favorire il blocco di investimenti pubblici e privati e di intere filiere produttive. Se non ci sarà una forte crescita non solo le banche saranno sempre più in difficoltà, ma mancheranno ancora di più anche le risorse per il welfare.

Vincenzo Gallo

Architetto - Cosenza

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