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Un mondo dominato dalla burocrazia e dalle scartoffie

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Un mondo dominato dalla burocrazia e dalle scartoffie

Scriveva Ennio Flaiano nel 1969 della calata in Italia dei Timbri, un popolo barbaro più rovinoso dei Vandali e degli Unni. I Timbri erano apparentemente innocui ma con il tempo si erano impossessati della società e senza la loro benevolenza non si poteva né nascere né morire e tantomeno promettere, mantenere, andare a nozze o vendere. Non è infrequente - scriveva – che in un ufficio pubblico allorché ritenete di aver assolto i vostri obblighi verso i Timbri, che qualcuno vi dica: manca il Timbro Tondo, o Lineare o Secco o Punzone. Inutile protestare, occorre mettersi alla ricerca dell’assente, blandirlo, convincerlo, spesso corromperlo. In chiusura una previsione quanto mai azzeccata sul fatto che è dimostrato che i mutamenti eccitano i Timbri fino al delirio. Provate a fare oggi una pratica amministrativa online, sfruttando le meraviglie della tecnologia informatica. Certo siete comodamente seduti a casa vostra o nel vostro ufficio, non avete fatto nessuna coda e tutto vi sembra moderno e veloce. Ma ecco che compare l’erede legittimo del Timbro, cioè il Modulo. Con le sue righe precise, i suoi campi ben descritti, esso contiene tutte le domande alle quale dovete diligentemente rispondere per ottenere quello che volete. Eppure il trucco c’è: il Modulo è l’interfaccia rassicurante tra voi e l’algoritmo, cioè tra la vostra identità e libertà e il potere di colui che ha scritto la procedura informatica e ha deciso se, quando e come potrete avere la fatidica risposta: il sistema ha accettato la vostra domanda. Se per caso non avete compilato un campo obbligatorio o il vostro caso non sia tra quelli precedentemente valutati e classificati rassegnatevi, il sistema vi ricaccerà all’inizio della procedura come nel gioco dell’oca. La logica del Modulo è quella del sovrano assoluto e della dittatura, tutto ciò che non è previsto è vietato. La logica della democrazia e della libertà è all’estremo opposto, tutto ciò che non è previsto è libero. E la libertà delle forme è un principio fondamentale del diritto amministrativo e anche processuale dei paesi liberi e democratici. Abbasso il Modulo, viva la Libertà e i fogli bianchi.

Umberto Fantigrossi


Come sempre, ci vengono in soccorso i giganti del passato: mettendo in guardia (nel 1909!) dall’«esaltazione acritica della burocrazia», Max Weber osservava che la tendenza alla sua «meccanizzazione», lungi dal rendere più liberi, rendeva sempre più attuale, e inquietante, la prospettiva di ripristinare il modello burocratico più perfetto e totalizzante che l’umanità avesse conosciuto, quello dei faraoni. E aggiungeva: «Questo entusiasmo per la burocrazia è tale da far disperare. È come se in politica il solo spirito dell’ordine dovesse farla da padrone; come se noi scientemente dovessimo trasformarci in uomini bisognosi di “ordine” e di nient’altro, uomini... che rimangono indifesi se vengono strappati dalla loro esclusiva incorporazione a questo ordine».

Sono sicuro che al lettore, un riconosciuto studioso della materia, non dispiacerà trovarsi a fianco di Weber nel denunciare una china verso un mondo dominato dagli scribi: i quali, comunque, contribuirono a lasciarci le piramidi. I loro colleghi di oggi certamente le bloccherebbero, per accertata, e vidimata, mancanza delle uscite di sicurezza.

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