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«Rendere più attraente l’emersione dei contanti»

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Parla l’avvocato paolo bernasconi

«Rendere più attraente l’emersione dei contanti»

«La voluntary disclosure dei contanti? Il legislatore italiano ha già deciso di realizzarla ma la misura è poco attrattiva. Perché se qualcuno ha già organizzato il suo contante all’estero e non l’ha ancora dichiarato, che motivo ha per farlo emergere?». Paolo Bernasconi, capo della Procura di Lugano dal 1971 al 1986, e oggi avvocato presso lo studio legale Bernasconi Martinelli Alippi & Partners, crede nella necessità di far emergere il contante, ma non si nasconde le difficoltà.

Perché la regolarizzazione è così difficile?

Lo ribadisco. Perché qualcuno dovrebbe dichiarare oggi il contante che ha portato all’estero, specialmente se questo denaro è stato acquisito in modo illecito? L’imprenditore o il professionista che hanno evaso il fisco, che interesse possono avere a far emergere il contante? Chi non ha approfittatto della prima voluntary disclosure, perché dovrebbe farlo con la nuova? Queste sono domande di difficile risposta. Bisognerebbe rendere la misura più attrattiva.

A proposito di contante, in Canton Ticino proliferano le cassette di sicurezza messe a disposizione da società non bancarie. Il cash non dichiarato abbonda...

È vero. In Ticino tra il 2014 e il 2015 le cassette di sicurezza fuori dalle banche si sono moltiplicate. Al punto che avevo anche chiesto di sottoporre queste entità a un regime di autorizzazione o, perlomeno, di controllo. Purtroppo il governo ticinese, che parla continuamente di sicurezza, non ha fatto niente.

Il problema è che queste cassette sono un vero buco nero...

Non c’è nessuna verifica. Se dovesse arrivare una rogatoria internazionale le autorità non saprebbero quali sono le società che mettono a disposizione queste cassette. Si è creata un’isola di immunità. A questo problema se ne aggiunge un altro. Vicino a Lugano si è verificato un caso in cui i clienti hanno trovato le cassette vuote. Un impiegato le aveva svuotate e c’è un procedimento penale al Ministero pubblico di Lugano. Sarà molto difficile trovare il responsabile perché quando si lavora in una zona grigia il grigio è per tutti.

Le autorità non hanno nessun potere di controllo?

In base alle norme sullo scambio automatico di informazioni, l’Agenzia delle entrate italiana riceverà dalla Svizzera e dagli altri Paesi l’informazione secondo cui un determinato contribuente è titolare o è avente diritto economico di un conto bancario. L’Agenzia può fare domanda al fisco svizzero per sapere se il contribuente in questione dispone anche di una cassetta di sicurezza. Se la cassetta è in una banca l’informazione può essere fornita. Ma se la cassetta è fuori da una banca e non è legata a un conto, allora il discorso cambia. Ecco perché le società che offrono questo servizio sono spuntate come funghi. Sono dei santuari.

E in Italia i controlli funzionano?

Il sistema dell’anagrafe tributaria italiana si è sviluppato molto più che in altri Paesi negli ultimi anni. Le agenzie regionali delle entrate sono rigorose ed efficienti nel chiedere spiegazioni sui contanti depositati all’estero. Se l’autorità fiscale ha dei dubbi sull’origine dei soldi allora trasmette i dati alla Guardia di Finanza e alle procure. Questo sistema, per quello che ho potuto verificare, sta funzionando.

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