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La fine del Madoff dei manoscritti

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Cultura & Società

La fine del Madoff dei manoscritti

Lotto numero 39, in un freddo (ed esaltante, per alcuni versi) pomeriggio prenatalizio a Parigi, domani, sale 1-7 dell’Hotel Drouot, la pi prestigiosa casa d’aste francese: cos, sotto il martelletto di un integerrimo battitore come Claude Aguttes, titolare a sua volta dell’omonima casa d’aste, finir l’ambizioso sogno di Grard Lhritier, quello di costruire (e mantenere) la pi bella collezione di manoscritti al mondo. E si riprenderanno, per converso, le non molte speranze di oltre 18 mila piccoli risparmiatori, finiti per essere truffati nel miraggio di diventare proprietari di importanti manoscritti, ma pi che altro, di ottenere dei forti guadagni sul loro investimento cos atipico. Al fatidico aggiudicato, dunque, il rotolo, datato 1785, del manoscritto de “Le 120 giornate di Sodoma” del divino e diabolico marchese de Sade, passer ancora di mano, partendo da una valutazione di base di 4-6 miloni di euro: il pezzo pi celebre e mediaticamente pi fruttuoso di Lhritier, che lo aveva comprato nel 2014 (per i festeggiamenti del centenario di de Sade) e riportato a Parigi, con volo privato da Ginevra, in pompa magna: aveva speso 7 milioni di euro e ne aveva fatto una star da copertina, anche per i giornali cosidetti popolari.

La collezione pi importante del mondo

Alla fama e alla bella gente, a quel punto, Lhritier si era quasi abituato. Di origini modeste, 69 anni, figlio di un idraulico lorenese e totalmente autodidatta, il re dei manoscritti era arrivato alla sua passione partendo dai francobolli e poi sviluppando una passione per le lettere. Nel 1990 aveva creato una piccola impresa per rivendere lettere autografe, poi scoppia l’amore per i manoscritti, ne compra di sempre pi importanti, di sempre pi costosi, fino a scuotere questo delicato mercato dalle fondamenta. Una sorta di “re mida” dell’antiquariato: le Tout-Paris arrivava alle sue feste e cocktail, ministri, sottosegretari, politici, giornalisti, intellettuali (alcuni dei quali finiti anch’essi tra i raggirati) e, all’apice della potenza, aveva inaugurato un sontuoso museo dei manoscritti con sede in un elegante palazzo di boulevard Saint-Germain. La sua societ, Aristophil, non aveva rivali nel mercato antiquario. In pochi anni Lhritier compra il meglio che si trova in giro e mette su la pi importante collezione al mondo: 500 lettere di Napoleone, il testamento di Luigi XVI, i celebri e stupendi manifesti del Surrealismo di Breton, con annessi quaderni, gli archivi di Victor Hugo e di Romain Gary, spartiti autografi di Mozart e Ravel, lettere di van Gogh, trattati pre-relativit di Einstein, e poi Verlaine, Cocteau, Monet e cos via: spesso con oggetti classificati “patrimonio nazionale”, la collezione di Lhritier era valutata almeno 500 milioni di dollari, se si d credito alla polizza d’assicurazione stipulata a suo tempo con i Lloyd’s di Londra. Un mercato totalmente in suo possesso, sotto il consiglio di un libraio antiquario di lungo corso come Jean-Claude Vrain, anch’egli finito sotto indagine, ma gi riapparso sotto i riflettori (nel dicembre 2015 ha staccato un assegno a Sotheby’s di 1,8 milioni di euro per comprare dei libri della collezione di Pierre Berg).

Il sistema a piramide di Ponzi

L’idea di Lhritier, a un certo punto, diventa perversa. E un’indagine della magistratura parigina (ancora da concludere) stabilir se questo fosse il piano fin dall’inizio. La certezza che Aristophil “trasforma” i manoscritti e i pezzi di cui in possesso in prodotti finanziari. Lo schema adottato da questo Bernie Madoff dei manoscritti non altro che una piramide di Ponzi, dagli effetti tristi per i risparmiatori coinvolti. Lhritier promette ai clienti alti profitti: i risparmiatori (e il nostro “eroe” ne coinvolger ben 18 mila!), comprano porzioni di manoscritti o piccole collezioni, con un ticket d’entrata di soli 2.500 euro, ma spesso investendo molto di pi. L’investitore compra per 5 anni (tra l’altro approfittando di una fiscalit vantaggiosa riservata alle opere d’arte), Aristophil si impegna a ricomprarli al termine del periodo (remunerandoli con i nuovi entrati) e promette profitti dell’8% l’anno in cambio della custodia e valorizzazione nel Museo dei Manoscritti. L’altra parte dell’astuto giochino quello di sovrastimare, altamente sovrastimare, il valore dei manoscritti. Una corrispondenza tra Einstein e Michele Besso, per dire, acquisita per mezzo milione di dollari, venne valorizzata per 28,5 milioni (!), un prezzo del tutto fuori dalla realt. L’epilogo si avvicina con la denuncia prima di qualche giornale poi del Syndicat national de la librairie ancienne et moderne (SLAM) e della direzione per la concorrenza parigina, che aveva gi messo in guardia i risparmiatori della natura molto ambigua dell’investimento. Nel 2014 la societ messa in liquidazione, i beni congelati, l’inchiesta avviata. Il tribunale di Parigi ordina anche la dispersione della collezione – l’ultima pagina, che inizier appunto domani all’Hotel Drouot – per cercare di indenizzare i truffati.

Non sar semplice. Perch i 190 lotti in vendita sono solo i primi e ci vorranno almeno sei anni (se non dieci: non si pu saturare il mercato per non far crollare i prezzi) per esaurire le 300 tornate d’asta che permetteranno di vendere i 130 mila pezzi della collezione. E poi perch il mercato cinico e difficilmente i prezzi (tranne alcuni casi; per esempio i manifesti surrealisti partono da 4-5 milioni di euro di valutazione, ma furono pagati “solo” 3,6) assomiglieranno a quelli sborsati da Aristophil. Per i risparmiatori coinvolti le perdite stimate vanno dall’80 al 90% dell’investimento.

A differenza di Madoff, c’ da dire che, se non altro, Lhritier “vendeva” il valore di oggetti reali, i quali resteranno, ancora per molti anni, e nonostante le recenti vicissitudini, nel patrimonio collettivo di tutti gli amanti dell’arte. Per chi ha incautamente creduto e investito, invece, la metafora del castello di carte che crolla rovinosamente sar la pi efficace e tristemente veridica descrizione di una storia poco edificante per il collezionismo ma altamente istruttiva sui suoi meccanismi.

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