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Tim, scenario da fine impero

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Tim, scenario da fine impero

Tutti contro tutti. Lo scenario che abbiamo raccontato negli ultimi giorni anticipando ai lettori le vicende di Tim è da fine dell’impero. Scontri tra azionisti, consigli di amministrazione all’arma bianca, trattative dietro le quinte senza esclusione di colpi. Peccato che l’oggetto del contendere sia ormai ben poca cosa: fatturati in forte calo, investimenti bloccati nel tentativo di mantenere accettabile la redditività aziendale, bilanci discutibili.

Il che significa emergenza occupazione con 22 mila posti di lavoro a rischio che, come abbiamo scritto nell'inchiesta pubblicata sul giornale in edicola domenica scorsa, diventeranno 30 mila nel prossimo biennio. Un epilogo davvero triste per un gruppo che, in un passato neppure troppo lontano, ha rappresentato uno dei punti di forza dell'industria italiana. All'epoca si chiamava Stet, era leader sui mercati internazionali delle telecomunicazioni, esprimeva tecnologie avanzate, capacità innovative d'avanguardia e una classe manageriale di primo livello.

La storia di come è stato distrutto il gruppo Stet a partire dalla privatizzazione merita riflessioni critiche perché è una sconfitta pesante per l'intero Paese. All'epoca la privatizzazione fu il prezzo pagato dal governo ai diktat dell'Europa. Oggi, di passaggio in passaggio della proprietà, sono rimasti solo brandelli. Il marchio resta glorioso, ma lo spezzatino che si sta delineando rappresenterà l'ultimo atto di una dispersione di valore clamorosa. Certo gli azionisti attuali riusciranno a ridurre le perdite o perfino a guadagnarci. Per quanto riguarda l'Italia significa che, unico Paese tra i principali d'Europa, perderà definitivamente il controllo della società italiana delle telecomunicazioni. La Germania ha Deutsche Telekom, la Francia conta su Orange, la Spagna può vantarsi di un motore di sviluppo come Telefonica. Nessun governo è intervenuto nella difesa del campione nazionale. Così, senza troppi turbamenti, è andato in liquidazione un grande patrimonio industriale e tecnologico.

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