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Manovra, il disarmo bilaterale tra Lega e 5 Stelle

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contratto di governo

Manovra, il disarmo bilaterale tra Lega e 5 Stelle

«In caso di avversa congiuntura economica non prevista, i contraenti si impegnano a diminuire gli impatti delle riforme in modo equivalente e simultaneo». Non c'è scritto nel Contratto del Governo del cambiamento ma è come se lo fosse. Fallito il bluff dell'Italia in guerra con l'Unione europea, torna il dialogo. Il 18 contro 1 induce più miti consigli quell'Italia del popolo che nel frattempo rischia di aver perso la sua arma di deterrenza più forte, vale a dire la sua debolezza, il suo potenziale di contagio. Con la fuga degli investitori esteri dal debito pubblico della Repubblica italiana (ormai ridotti al 24% del totale dei sottoscrittori) l'Italia è sterilizzata e non può più infettare i bilanci dei partner. E quindi, nel caso dello scenario peggiore, può anche essere lasciata al suo destino senza particolari contraccolpi per l'Unione.

Ora è il momento del disarmo bilaterale, quindi. Quello tra Lega e 5 Stelle che non deve danneggiare nessuno in vista della delicata campagna elettorale per le europee, orizzonte per il quale la manovra del popolo è stata ossessivamente pensata, disegnata e sostenuta in ogni sede fino al prezzo dell'isolamento più sprezzante.

L'importante a questo punto è che le bandiere dei due partiti al governo siano strappate in ugual misura e nello stesso tempo. Reddito di cittadinanza e quota 100 (perché nel frattempo l'abile narrazione ha fatto sparire dal tavolo la flat tax, vera e unica proposta rivoluzionaria) dovranno lasciare sul campo tra i 4 e i 5 miliardi. Più facile per il bonus anti povertà che sembra destinato a assumere i connotati di un più normale strumento di incentivazione all'occupazione (da girare alle imprese) meno per quota 100 che dovrà rimandare l'uscita dal lavoro di una buona parte di quanti hanno già maturato aspettative verso questo “liberi tutti” previdenziale. Il disarmo è cominciato ma la trattativa sarà ancora lunga. L'Europa ci ha concesso proprio quel tempo necessario a evitare che Lega e 5 Stelle “scoprano” quanto sono profondamente diversi.

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