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Sorpresa: anche le Pmi prime nell’export

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Sorpresa: anche le Pmi prime nell’export

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Il dibattito economico in Italia spesso procede per contrari, per scontri accesi tra visioni opposte.

E così frequentemente produce polemiche, ma non apporta reali elementi di conoscenza di cui si avrebbe invece un gran bisogno.

Un tipico esempio è la discussione senza fine sulla dimensione delle nostre imprese: un tempo “piccolo” era considerato bello, mentre oggi “piccolo” è ritenuto brutto, superato, non competitivo. Siamo cioè passati da un opposto all’altro.

In realtà, se si escludono le molte microimprese di cui è popolata l’Italia, le piccole e medie aziende restano un pilastro del nostro sistema produttivo che gli altri Paesi ci invidiano. E sono la base da cui partire per accrescere la dimensione media e la competitività dei nostri operatori all’export. I nuovi dati dell’Ocse e di Eurostat sull’export dei vari Paesi per caratteristiche di impresa lo dimostrano chiaramente.

Le statistiche dell’Ocse sono meno aggiornate di quelle di Eurostat e si riferiscono al 2015. Ma ci permettono di considerare anche gli Stati Uniti, il Canada e il Messico, per cui cominceremo da esse. Anche escludendo le micro-realtà con meno di 10 addetti, l’Italia è l’economia con il maggior numero di piccole imprese manifatturiere esportatrici (da 10 a 49 addetti). Il nostro Paese ne conta 33.840, gli Stati Uniti 24.474, la Germania 23.540. Più distaccate Spagna (13.470) e Polonia (10.953). L’Italia è anche il Paese Ocse con il più elevato export generato dalle piccole imprese manifatturiere (55,7 miliardi di dollari), davanti a Germania (28,2 miliardi) e Spagna (20,7). Non solo, l’export medio delle nostre piccole imprese manifatturiere è tra i più alti in assoluto (1,65 milioni di dollari) ed è significativamente maggiore di quello tedesco (1,2 milioni) e americano (0,7 milioni).

Ma sono soprattutto le medie imprese manifatturiere (da 50 a 249 addetti) a colpire per il loro contributo all’export italiano. Per numero di medie imprese manifatturiere esportatrici l’Italia è terza tra i Paesi Ocse (con 7.456 aziende) dietro Stati Uniti (14.437) e Germania (11.977). Ma il nostro Paese è primo per valore dell’export delle medie imprese manifatturiere (114,5 miliardi di dollari), davanti a Germania (111,4) e Stati Uniti (58,2). Inoltre il valore medio esportato dalle nostre medie imprese (15,2 milioni di dollari) è di gran lunga più alto di quello delle altre principali economie, con la Germania (9,3) e gli Stati Uniti (4) che seguono molto dietro di noi.

I dati Eurostat aggiornati al 2016 aggiungono ulteriori elementi che permettono di evidenziare l’importante ruolo che le Pmi, microimprese incluse, rivestono nel nostro export. Nella graduatoria delle esportazioni europee per nazioni/classi di impresa, il manifatturiero è dominato dalle grandi imprese (Gi) tedesche (667,6 miliardi di euro) seguite dalle Gi francesi (236,3) e dalle Gi italiane (166,3). Ma al quarto posto seguono le Pmi italiane (160,9) davanti alle Gi britanniche (143,2), alle Pmi tedesche (126,4), alle Gi spagnole (96,5) e alle Gi polacche (86,7). Sia le Gi sia le Pmi italiane singolarmente prese esportano di più dell’intera industria manifatturiera spagnola (159,1).

Se poi guardiamo alle graduatorie europee dei vari settori manifatturieri distinti per classi di impresa, rileviamo che le nostre Pmi sono prime per export nel tessile, nell’abbigliamento, nelle pelli-calzature e nei mobili; seconde nei prodotti a base di minerali non metalliferi, nei prodotti in metallo e nelle macchine e apparecchi meccanici; terze nei prodotti in gomma e plastica; quarte nei metalli, negli apparecchi elettrici e negli altri settori manifatturieri.

Senza considerare i noti settori tradizionali della moda e dei mobili, in cui l’Italia è leader e in cui le nostre Pmi da sole esportano, a seconda dei casi, di più o all’incirca come le seconde nazioni esportatrici dell’Ue, il ruolo delle nostre Pmi è evidente anche in altri ambiti. Nel settore delle macchine e degli apparecchi meccanici le Pmi italiane sono seconde per export nell’Ue (37,1 miliardi, di cui solo 1,5 miliardi di competenza delle microimprese) dietro le Gi tedesche (103,8), ma precedono le Pmi tedesche (26,4), le Gi italiane (23,4) e le Gi britanniche (16,8). In questo settore strategico le sole medie imprese italiane (con 50-249 addetti) esportano 24,5 miliardi, cioè di più dell’intera industria meccanica del Regno Unito (22,6 miliardi) o di quella della Francia (20,5). Mentre le Piccole imprese italiane (con 10-49 addetti, escluse le microimprese con meno di 10 addetti) esportano 11,2 miliardi, cioè di più dell’intera industria meccanica della Spagna (8,4).

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