DOPO «che tempo che fa»

I sindacati dei commercialisti querelano Roberto Saviano

Querelato lo scrittore che durante la trasmissione di Rai Due ha indicato i professionisti come una delle strade attraverso cui la criminalità organizzata viene a conoscenza delle aziende o delle persone in difficoltà. Miani: «Frasi offensive rivolte ad una categoria tutti i giorni in campo per la legalità e al fianco di cittadini e imprese».

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Querelato lo scrittore che durante la trasmissione di Rai Due ha indicato i professionisti come una delle strade attraverso cui la criminalità organizzata viene a conoscenza delle aziende o delle persone in difficoltà. Miani: «Frasi offensive rivolte ad una categoria tutti i giorni in campo per la legalità e al fianco di cittadini e imprese».


4' di lettura

I sindacati dei commercialisti hanno querelato lo scrittore Roberto Saviano per quanto ha detto il 24 maggio durante la trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio. Attraverso un comunicato congiunto le associazioni di categoria Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec e Unico hanno fatto sapere di aver presentato venerdì scorso, per il tramite di un legale, la loro denuncia querela.
«Un atto a cui le associazioni nazionali hanno deciso di dare seguito - si legge nel comunicato - per tutelare opportunamente la categoria e la sua immagine».

Il fatto
Durante la trasmissione di Rai Due “Che tempo che fa”, alla domanda del conduttore, che gli chiedeva, a proposito di usura, come fa la criminalità organizzata a trovare i propri “clienti”, lo scrittore ha risposto: «Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice “c’è quella società, c’è quella persona che è interessata”. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro».

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Il botta e risposta

La prima replica del programma è stata affidata ad una nota in cui c’è scritto che l’intervento di Saviano non contiene alcuna delle affermazioni contestate e che al contrario sottolinea, letteralmente, che «quando si ha la fortuna di avere dei professionisti seri l’usura può cercare anche altre strade, come le banche, i consulenti».

Tra lo scrittore e la categoria nei giorni successivi all’intervento “incriminato” si è assistito a un botta e risposta fatto attraverso i media e i social: sono stati fatti diversi interventi da parte di rappresentanti dei commercialisti per chiedere a Saviano di fare i dovuti distinguo e di rettificare le proprie affermazioni; Saviano ha affidato le sue risposte prima a un video poi a un articolo uscito su Repubblica . La posizione dei due fronti, però, è rimasta distante.

La reazione del Consiglio nazionale della categoria

«Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese». Così Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, reagisce alle affermazioni fatte ieri sera da Roberto Saviano nel corso della trasmissione di Rai Due Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, giudicate da Miani «di una gravità assoluta».

Benetti: post-Covid, aiuti a fondo perduto anche a professionisti

«Siamo letteralmente travolti - dice Miani - da migliaia di mail e messaggi di colleghi indignati per le dichiarazioni di Saviano. Una indignazione che sta inondando chat e social. Affermazioni tanto generiche e irresponsabili non sono tollerabili. Se Saviano è a conoscenza di casi specifici siamo certi non esiterà a segnalarli immediatamente alla magistratura. Per il momento non possiamo non ricordargli che le aziende sequestrate alle mafie sono gestite praticamente in esclusiva dai commercialisti, che per questa scelta di campo sono esposti e spesso indifesi, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà. Impossibile non ricordare inoltre che i commercialisti sono anche destinatari della normativa antiriciclaggio che impone loro, tra le altre cose, di segnalare alle autorità di vigilanza le operazioni sospette compiute dai loro clienti».
«Per quanto detto – conclude Miani – ci aspettiamo che il Dottor Saviano rettifichi le sue affermazioni. Siamo perfettamente consapevoli che anche la nostra realtà, come tutte le realtà, ha a volte al suo interno qualche mela marcia. Ma non siamo più disposti a tollerare offese generiche che risultano ancor più incredibili in mesi come questi drammaticamente segnati dall'emergenza economica legata alla pandemia, nei quali la nostra professione, giudicata “essenziale” dal Governo, non ha mai sospeso la sua attività, fornendo ad imprese e contribuenti il suo insostituibile contributo».

Le voci a difesa dei commercialisti

Politici e associazioni hanno preso parte alla querelle a difesa dei commercialisti. AssoSoftware, l’Associazione delle società di software parla di «accuse gratuite che lasciano interdetti» ed esprime ai commercialisti italiani e ai loro rappresentanti istituzionali la propria solidarietà e la stima per il servizio che garantiscono alle imprese e per il ruolo che svolgono a sostegno e a supporto dell'economia italiana e del sistema produttivo del Paese. «Consideriamo le parole dello scrittore inaccettabili, parole che, alla fine, coinvolgono ciascuno di noi», ha dichiarato il presidente di AssoSoftware, Bonfiglio Mariotti. «I commercialisti sono un aiuto insostituibile per le nostre imprese. Gli amministratori, i manager, i soci delle aziende, piccole e grandi, tutte le Pmi e le microimprese ripongono grande fiducia nella figura dei loro professionisti. Dichiarare, come fa Saviano, che i commercialisti sono collusi con la criminalità organizzata e ne favoriscono l’azione di sciacallaggio, nei momenti di crisi, significa anche dire che tutti noi siamo incapaci di scegliere collaboratori onesti e validi professionalmente».

Anche la politica si è mossa contro le affermazioni di Saviano. «Le parole ingiuriose pronunciate a “Che tempo che fa” da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole».

I deputati e senatori della Lega in commissione di Vigilanza Rai annunciano un’interrogazione parlamentare «poiché è inaudito che un ospite della tv di Stato offenda pubblicamente e gratuitamente una categoria di professionisti e onesti lavoratori».

In un’interrogazione presentata in commissione parlamentare di Vigilanza i senatori di Forza Italia e membri della commissione, Alessandra Gallone e Maurizio Gasparri parlano di affermazioni di una gravità assoluta e chiedono alla Rai «quali iniziative si intendano assumere nei confronti del dottor Saviano e quali iniziative nei confronti del conduttore, dei produttori e dei referenti Rai addetti alla trasmissione Che tempo che fa».

Contro le affermazioni di Saviano e a difesa dei commercialisti si sono espressi anche Fabio Rampelli e Andrea de Bertoldi (Fratelli d’Italia) Mara Carfagna, Mariastella Gelmini , Gilberto Pichetto Fratin e Giorgio Mulé (Forza Italia).

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