PROFESSIONI

Commercialisti, Miani presidente

di Federica Micardi

2' di lettura

Massimo Miani è il nuovo presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

Così hanno deciso ieri gli Ordini territoriali della categoria, che hanno quindi scelto per il “cambio della guardia”. L’altra lista candidata, infatti, era quella guidata dall’attuale presidente, Gerardo Longobardi, che inizialmente aveva escluso una sua partecipazione alla competizione elettorale per poi decidere, a settembre, di ricandidarsi.

Loading...

I risultati ufficiali saranno comunicati dal ministero della Giustizia tra qualche giorno: deve prima essere convocata la commissione elettorale che dovrà contare i voti e ufficializzare i risultati. Solo dopo questi passaggi si potrà insediare il nuovo Consiglio. Già ora, però, in via ufficiosa si sa che Miani ha vinto con più di due terzi dei voti (che dovrebbero essere, in totale, intorno ai 690).

Vicintore e perdente al momento non rilasciano dichiarazioni, aspettando l’ufficializzazione dei risultati da pare della Giustizia. Meno “prudente” Enrico Zanetti, ex vice ministro all’Economia e segretario generale di Scelta civica che su Facebook si congratula con Miani per «l’avvenuta elezione e l’ampissimo consenso elettorale che l’ha determinata»; Zanetti non solo parla in quanto commercialista perché, in passato, all’epoca della presidenza Siciliotti, è stato coordinatore dell’Ufficio studi del Consiglio nazionale.

Il programma della lista vincente «Professione verso il futuro – Qualità e partecipazione» (disponibile sul sito www.listamiani.it) ha quattro direttrici fondamentali:

rafforzamento dei contenuti specifici della professione;

riforma dell’ordinamento e riorganizzazione della struttura del Consiglio nazionale;

miglioramento dei servizi agli Ordini e agli iscritti;

sviluppo e tutela della professione.

Massimo Miani è il primo presidente eletto dopo il periodo transitorio - scaduto il 31 dicembre 2016 - introdotto con la riforma del 2005, che ha visto la fusione tra l’Albo dei dottori commercialisti e quello dei ragionieri. In questi dieci anni l’organismo di riferimento della categoria ha attraversato momenti non facili, che hanno visto il loro apice con l’anno e mezzo di commissariamento - deciso dal ministero della Giustizia il 12 dicembre 2012 e conclusosi nel luglio 2014 - che ha di fatto ridotto a soli due anni e mezzo il tempo della presidenza Longobardi.
Il 2017 può rivelarsi un anno di svolta per una categoria che nel frattempo si sta trasformando non senza difficoltà: la crisi ha visto aumentare gli over 40 che decidono di intraprendere la libera professione. Di contro stanno diminuendo i giovani che decidono fare il commercialista. Un altro fenomeno da non sottovalutare è la femminilizzazione della professione: oggi le donne rappresentano il 32% degli iscritti, ma tra gli under 30 praticamente maschi e femmine si equiparano. C’è poi l’estrema difficoltà che si registra a modificare il modus operandi, caratterizzato da piccoli, piccolissimi studi: le società tra professionisti che dovevano essere, sulla carta, la risposta a un sistema sempre più globalizzato dove “l’unione fa la forza” si sono, nei fatti, rivelate un flop: possibili dal 2015 oggi sono in tutto 323.

Il primo atto di Miani (si veda Il Sole 24 Ore del 5 gennaio), sarà quello di sostenere lo sciopero proclamato per il 14 febbraio, come protesta per la mancata semplificazione. Tra le priorità ci sono poi il riconoscimento delle specializzazioni - con modifica dell’ordinamento - e il potenziamento dell’attività scientifica e di ricerca.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti