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Commercialisti oggi al voto fra effetto crisi e sciopero

di Federica Micardi

(Fotolia)

3' di lettura

Il 2017 comincia con due importanti avvenimenti per i 117mila commercialisti iscritti all’Ordine. Oggi si vota per il rinnovo dei vertici - l’elettorato attivo è composto dagli Ordini territoriali - mentre a febbraio ci sarà il primo sciopero della categoria.

Sul fronte elettorale a decidere chi prevarrà tra le due liste contendenti - una guidata dall’attuale presidente G erardo Longobardi e l’altra dal consigliere Massimo Miani - saranno gli Ordini territoriali, rinnovati a novembre scorso.

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I voti in palio nelle elezioni saranno calcolabili solo quando tutti gli Ordini territoriali avranno comunicato, entro oggi, il numero esatto degli iscritti ai propri Albi.

I voti dovrebbe comunque essere circa 690 (erano 741 nel 2014 ma alcuni Ordini sono stati nel frattempo accorpati in base alla nuova geografia giudiziaria).

I risultati saranno comunicati dal ministero della Giustizia, ma “ufficiosamente” in serata (alle 19 devono concludersi le operazioni di voto) si dovrebbe già sapere chi ha vinto.

Il neo eletto Consiglio nazionale si troverà a dover fare i conti con il primo sciopero nazionale indetto dalla categoria.

Lo sciopero è stato deciso il 14 dicembre per dare voce a un crescente disagio legato soprattutto agli obblighi burocratici, che negli anni sono cresciuti nonostante le promesse di semplificazione. Ma la crescente burocrazia, che svilisce l’attività senza avere neppure un ritorno economico, non è l’unico problema della categoria. C’è anche una crescente disparità di reddito tra vecchi e giovani, tra uomini e donne e tra Nord e Sud che si affianca alla necessità di trovare nuovi sbocchi professionali.

In base ai dati medi rilevati dalla Fondazione nazionale commercialisti in questi anni la categoria nel complesso ha “tenuto botta”, registrando dei cali dei redditi piuttosto contenuti: dal 2007 al 2016 meno 4,2% in termini nominali e meno 12,4% in termini reali.

In valori assoluti il reddito medio dei commercialisti nel 2014 (dichiarazioni 2015) è stato di 57.340 euro, frutto della media del reddito degli iscritti alla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri (48.811 in calo dell’1%) e degli iscritti alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti (61.534 in calo dell’1,9%).

Le medie statistiche però, si sa, non colgono la situazione reale. E infatti i dati rilevati dalla Fondazione a livello geografico evidenziano enormi differenze. Se si considerano i due estremi della penisola si scopre che in Trentino si guadagnano di media 103mila euro, cioè quattro volte di più che in Calabria dove il reddito Irpef dichiarato scende a 23mila euro. Se poi si guarda la differenza tra maschi e femmine i primi guadagnano di norma il doppio rispetto alle colleghe.

Che le nuove leve stiano arrancando è sottolineato dal fatto che calano giovani e praticanti

Che le nuove leve stiano arrancando è sottolineato dal fatto che calano giovani e praticanti : al 1° gennaio 2016 i praticanti iscritti all’Ordine sono stati 13.111 con una contrazione del 4% sull’anno precedente - concentrata soprattutto nel Centro Italia - e del 40% rispetto al 2009.

Anche gli under 40 stanno diminuendo e sono passati dal 21,2% al 17,1%; il calo dei giovani tra il 2014 e il 2015 è stato del 16,2 per cento.

Sono invece cresciuti gli iscritti, perché la crisi ha portato molti “ex dipendenti”a intraprendere la strada della libera professione.

Sono invece cresciuti gli iscritti perché la crisi ha portato molti “ex dipendenti”a intraprendere la strada della libera professione

Ampliare i settori di attività, attrarre i giovani e ridurre le differenze geografiche e di genere sono le sfide con cui dovranno confrontarsi i nuovi vertici.

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