assemblea generale

Commercialisti, rispunta lo sciopero

di Maria Carla De Cesari e Federica Micardi


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Massimo Miani

3' di lettura

Si torna a parlare di sciopero dei commercialisti. A farlo, però, questa volta è Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale, durante l’assemblea generale dei vertici della categoria che si è svolta ieri a Roma, alla Nuvola di Fuksas. I presenti erano oltre 1.200.

Miani dà voce al disagio dei professionisti. «Nessun argomento contrario può essere opposto a colleghi che invitano a uno sciopero degli intermediari fiscali». Il presidente chiede all’agenzia delle Entrate, alla vigilia del passaggio di consegne da Rossella Orlandi a Enrico Maria Ruffini, un «cambio di registro e un dialogo vero: quello che è avvenuto in questi ultimi mesi è stato talmente sorprendente che è necessario ripartire da zero».

Il viceministro all’Economia, Luigi Casero, ha cercato di dare qualche segnale di disgelo. Per esempio, sull’antiriciclaggio, visto che la riforma ancora non è stata pubblicata in Gazzetta. «Secondo gli esperti degli uffici legislativi gli obblighi antiriciclaggio – annuncia Casero – non coinvolgono sindaci e revisori. È vero che esiste un’interpretazione che estende a loro questo compito ma è data dal fatto che non è prevista espressamente la loro esclusione. Va quindi specificato – aggiunge il vice ministro – che non spetta a loro svolgere quegli adempimenti formali previsti dalle norme antiriciclaggio; resta ovviamente l’obbligo di fare le segnalazioni qualora vengano a conoscenza di fatti rilevanti». Il chiarimento potrebbe essere contenuto, secondo Casero, in una circolare.

Sull’adempimento del 30 settembre, lo spesometro, quando dovranno essere inviate le fatture per circa due miliardi, Casero auspica «un confronto serrato tra agenzia delle Entrate ed esperti dei commercialisti per prevenire i problemi e risolvere quelli che già si stanno manifestando». E in tema di fatturazione elettronica, «la vera partita del fisco digitale sul futuro – afferma Casero –, è necessario introdurre degli strumenti che favoriscano la sua diffusione, come è stato fatto in altri campi, e penso all’industria 4.0». Insomma occorre creare una sorta di Pa 4.0.

La politica ha dato alcune risposte su tre temi: riforma fiscale, eccesso di indebitamento per famiglie e imprese, equo compenso per i professionisti. «Non dobbiamo avere paura di parlare di equo compenso - ha detto in un messaggio il ministro della Giustizia Andrea Orlando - ho presentato un disegno di legge per porre rimedio agli squilibri nei rapporti tra professionisti e clienti “forti”».

Durante l’intervento del presidente dei commercialisti Massimo Miani sono state trasmesse le risposte di Silvio Berlusconi (Forza Italia), Luigi Di Maio (5 Stelle), Matteo Richetti (Pd), Matteo Salvini (Lega). Tra le proposte fiscali c’è la tassa piatta di Berlusconi, lo sfoltimento delle norme e lo statuto del contribuente elevato a rango costituzionale per Di Maio, il ripensamento del sistema dell’Irpef che ha più di 40 anni per Richetti, e sempre una tassa piatta, ma del 15%, per Salvini. Tutti d’accordo poi sull’equo compenso che però nel Jobs act autonomi non è stato inserito.

A questo proposito il presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi ricorda la sua proposta legislativa:«Suggerisco di prendere come riferimento i parametri a cui oggi la magistratura si deve attenere quando è chiamata a decidere in merito al valore dell’attività professionale». Sacconi rivendica il merito e l’ostinazione per aver previsto nel Jobs act degli autonomi la possibilità di delegare funzioni pubbliche agli iscritti agli Ordini. I commercialisti propongono il rilascio di un Durc fiscale sulla regolarità del pagamento delle imposte,attraverso l’accesso all’anagrafe tributaria. Il documento potrebbe essere spendibile per esempio nell’accesso al credito. Ancora, il Consiglio nazionale sollecita la gestione del Registro revisori (su questo si è appena aperto un confronto). I commercialisti potrebbero poi attestare gli adempimenti anticorruzione e certificare i finanziamenti comunitari.

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