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Lettera dei commercialisti al Mef: scadenza del 16 marzo da rinviare subito

Il presidente Massimo Miani scrive a Roberto Gualtieri: operatività a rischio per l’80% degli studi professionali

di Giuseppe Latour

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(Imagoeconomica)

Il presidente Massimo Miani scrive a Roberto Gualtieri: operatività a rischio per l’80% degli studi professionali


3' di lettura

Gli studi non possono garantire, per la quasi totalità, l’operatività dei loro servizi. Per questo bisogna sospendere immediatamente tutti gli adempimenti e i versamenti in scadenza il 16 marzo prossimo. L’appello arriva dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani che, dopo avere già chiesto il rinvio nei giorni scorsi, torna a sollecitare il Governo con una lettera al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Operatività a rischio
«Sulla base delle segnalazioni che riceviamo, riteniamo che almeno l'80% dei nostri studi professionali non sia in grado di garantire, in questi giorni, l'operatività». Parte da qui la lettera inviata al ministro da Massimo Miani.

«Non possiamo non sottolineare - scrive Miani - come l'estensione a tutto il territorio nazionale delle pesanti limitazioni agli spostamenti e delle prescrizioni per evitare la diffusione del contagio anche in relazione ad attività, come quelle professionali, che devono comunque garantire i loro servizi, stanno mettendo in ginocchio gli studi dei commercialisti e i loro centri di elaborazione dati per l'impossibilità in moltissimi casi di attivare, in così breve tempo, lo smart working con i propri dipendenti e collaboratori e la condivisione dell'uso dei software gestionali presso le loro abitazioni».

Il disagio dei dipendenti
Miani sottolinea anche «la situazione di estremo disagio di dipendenti e collaboratori degli studi che si trovano, a differenza di altri lavoratori, costretti a raggiungere il proprio posto di lavoro, cosa che sta generando grande tensione». Almeno l'80% degli studi professionali - aggiunge - «non è in grado di garantire, in questi giorni, l'operatività come richiesto dalle misure previste dai recenti decreti tra cui, a titolo esemplificativo, il rispetto della distanza minima di un metro tra le presone nei luoghi di lavoro».

Nuova richiesta di sospensione
Miani ribadisce dunque la richiesta più volte avanzata in questi giorni «di una sospensione generalizzata per tutto il territorio nazionale e per tutti i contribuenti dei versamenti e degli adempimenti in scadenza, anche per le ulteriori difficoltà che deriverebbero da eventuali novità normative che prevedano modalità di adempimento diversificate e più complesse da gestire».

«In questa situazione emergenziale – aggiunge - è assolutamente indispensabile ad horas un comunicato del Ministero dell'economia che faccia chiarezza, anticipando i provvedimenti che saranno adottati in relazione alle scadenze di lunedì 16 marzo prossimo, considerato che oggi è venerdì«.

Congelamento dei termini processuali
Altrettanto urgente, secondo il presidente dei commercialisti, «è l'immediata sospensione di tutti i termini processuali tributari e dei termini d'impugnazione degli atti impositivi che continuano irrimediabilmente a decorrere, senza alcuna possibilità di ravvedimento, con grave pregiudizio del diritto di difesa dei contribuenti».

«Valuteremo i provvedimenti che il Governo metterà in campo, ma per adesso, visto il già grave ritardo accumulato – conclude Miani - è imprescindibile che nelle prossime ore si faccia definitivamente chiarezza per rassicurare contribuenti e professionisti sulle scadenze di lunedì prossimo e sui termini procedimentali e processuali ancora pendenti».

Anedda: preoccupazioni condivise

«Condivido appieno le preoccupazioni espresse dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Massimo Miani». Lo dice il presidente della Cassa nazionale di previdenza dei dottori commercialisti Walter Anedda. «La realtà è che, in questo momento, gli studi non sono in condizione di operare in sicurezza, nel rispetto di quanto previsto dalle misure governative finalizzate al contenimento del Covid-19, o di farlo con l'efficienza che ha reso sempre possibile far fronte alle scadenze ordinarie. In questa situazione di emergenza, bisogna salvaguardare in primis la salute dei colleghi e dei loro collaboratori».

«La necessità di incassare gli oneri tributari, assolutamente condivisibile - conclude il vertice della Cnpadc - oggi si scontrerebbe, però, con una impossibilità oggettiva per gli studi professionali di affiancare le imprese negli adempimenti, come sempre hanno fatto. E per questo ci auguriamo che si vada verso l'immediata sospensione della scadenza ormai prossima».

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