PROFESSIONI

Commercialisti, sciopero a settembre contro la mancata proroga dei versamenti

Tra le richieste avanzate la sospensione dei versamenti delle imposte fino al 30 settembre, le semplificazioni fiscali e il rispetto dello Statuto del contribuente

di Federica Micardi

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(andreapesce - stock.adobe.com)

Tra le richieste avanzate la sospensione dei versamenti delle imposte fino al 30 settembre, le semplificazioni fiscali e il rispetto dello Statuto del contribuente


2' di lettura

I commercialisti hanno proclamato oggi otto giorni di sciopero. La categoria dal 14 settembre (ore 24) al 22 settembre (ore 24) si asterrà dall'invio dell'Iva trimestrale (Lipe) e dal presenziare nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali.
Le nove sigle sindacali dei commercialisti Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec e Unico, nella comunicazione inviata a ministeri e procure, hanno sintetizzato in cinque punti le loro richieste.

Le richieste

La prima, più urgente, è la sospensione dei versamenti delle imposte fino al 30 settembre, una richiesta avanzata in più occasioni anche dal Consiglio nazionale della categoria, ma che fino ad ora è caduta nel vuoto. I sindacati parlano di un «pervicace e immotivato rifiuto» che danneggia la categoria, le aziende e i contribuenti.I commercialisti chiedono inoltre la sistematica e formale consultazione preventiva della categoria (Consiglio nazionale e sindacati) nella stesura delle norme e degli adempimenti sulle materie di loro competenza. Ovviamente non poteva mancare la richiesta di semplificazione fiscale con riformulazione del calendario e riduzione degli adempimenti, Le ultime due richieste riguardano il rispetto dello Statuto del contribuente e l'estensione anche ai professionisti degli aiuti riconosciuti alle imprese, in primis il contributo a fondo perduto. In queste ore sono partite le comunicazioni obbligatorie a istituzioni e ministeri, tra cui la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Le sigle sindacali concludono la lettera di proclamazione dandosi disponibili a un confronto volto a fornire le risposte alle richieste formulate.

Le proteste precedenti

Si tratta del terzo sciopero annunciato dalla categoria da quando, nel 2014, è stato predisposto il regolamento che consente ai commercialisti di utilizzare questa forma di protesta, all’interno però di una serie di paletti. Per esempio, non possono indire uno sciopero immediato, per loro è infatti obbligatoria la comunicazione preventiva a una serie di soggetti istituzionali che deve arrivare almeno 15 giorni prima dell’astensione. L’astensione deve anche essere comunicata ai clienti almeno 10 giorni prima, e va comunque garantita la presenza in studio tutti i giorni per almeno due ore.

Quindi con quello appena proclamato siamo a due scioperi indetti uno, quello dal 30 settembro all’8 ottobre 2019 portato a termine. Si era parlato con insistenza di sciopero anche nel febbraio 2017 , in quel caso però l’allora il ministro Casero aveva adottato la via del dialogo e scongiurato la protesta.

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