RAPPORTO UIF-BANCA D’ITALIA

Commercio, edilizia e agricoltura: ecco dove «corre» il contante

di Marco Mobili e Giovanni Parente

2' di lettura

Addio al contante? È quasi una chimera per gli italiani, che continuano a subire il fascino della filigrana rispetto alla plastica di carte di credito o bancomat. A certificare la passione è l’ ultimo rapporto statistico dell’Uif (l’unità di informazione finanziaria) presso la Banca d’Italia , che ha colto l’occasione anche per fare il punto sulle segnalazioni di riciclaggio relative al primo rientro dei capitali.

I settori dove il contante «corre» di più
Analizzando le operazioni di versamento e accredito per attività del cliente, che emergono dalle segnalazioni antiriciclaggio aggregate, i commercianti non rinunciano certo all’uso di banconote e monete. Sono 50,5 i miliardi transitati passati dalle mani dei clienti agli sportelli bancari o postali. Una somma pari al 49% del totale che nel 2016, secondo quanto emerge dai dati Uif, si attesta a oltre 103 miliardi di euro.

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Considerando poi gli importi medi emerge anche che ogni commreciante ha versato o accreditato sui propri conti 11.745 euro. Ma il contante non piace solo ai commercianti. Tra imprenditori, agrigoltori e costruttori sono circa 4,5 i miliardi trattati tra banche e uffici postali. In questo l’importo medio si attesta sugli 8.470 euro.

Dalla voluntary il 21% delle segnalazioni di riciclaggio
La voluntary disclosure si rivela un potente fonte d’innesco relativa all’antiriciclaggio. Su 100.435 segnalazioni di operazioni sospette arrivate all’Uif nel 2016 ben il 21% (quindi una su cinque) riguardano contribuenti che hanno aderito alla sanatoria per regolarizzare i capitali esportati o detenuti illecitamente all’estero. La maggior parte delle segnalazioni si è concentrata nel primo semestre (13.621). Le segnalazioni effettuate da commercialisti e avvocati, sia singoli che associati, sono passate - come fa notare l’Uif - dalle 2.542 e dalle 3.453, rispettivamente del secondo semestre del 2015 e del primo del 2016, alle 1.685 dell'ultimo semestre del 2016.

A livello territoriale, la spinta si registra soprattutto nelle regioni del Nord, in particolare in Lombardia (+25,1%). Ma «la crescita è stata sostenuta anche in Emilia Romagna (22,3%), Veneto (16,2%), Piemonte (13,8%)». Tutto da analizzare l’aumento di segnalazioni provenienti dalla Campania (30,5%) rispetto al secondo semestre 2015) che secondo l’Uif potrebbe non essere «riconducibile all'effetto della voluntary disclosure».

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