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Commercio estero, Aice chiede un taglio temporaneo ai dazi sull’import nella Ue

di Vincenzo Chierchia

(IMAGOECONOMICA)

I punti chiave

  • Dazi
  • Aice
  • Le imprese

2' di lettura

Ridurre temporaneamente i dazi sull'import nella Ue di prodotti provenienti dai Paesi Extra Ue, per contrastare le criticità legate all'interruzione delle catene di fornitura e all'aumento dei costi, di energia e materie prime, per favorire la ripartenza e la crescita delle imprese. Questa - come si legge in una nota - la proposta di Riccardo Garosci, Presidente di Aice – Associazione Italiana Commercio Estero e Vice Presidente nazionale di Confcommercio, in occasione della celebrazione del 75° anniversario dell'associazione.

«Anche le sanzioni in corso ad alcuni Paesi non aiutano: si pensi a quelle, recenti e legittime, alla Bielorussia, che hanno bloccato l'esportazione di potassio di cui sono il secondo paese produttore al mondo. Anche dalle sanzioni, pur corrette da un punto di vista politico, derivano gli aumenti di costo di alcune materie prime - ha dichiarato Garosci -. Un commercio internazionale aperto ma attento alla sostenibilità, rappresenta la chiave per creare sviluppo, crescita economica e benessere non solo per l'Italia, ma per tutti i Paesi del mondo» che dialogano con il nostro Paese.

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Aice è nata nel 1946 a Milano, e oggi rappresenta 900 aziende con oltre 150mila collaboratori - con un fatturato complessivo di circa 12 miliardi - che svolgono attività di commercio con l'estero. L’export italiano è tornato ai livelli pre-crisi (si veda Il Sole24ore del 21 ottobre), ma il numero di esportatori ha avuto un calo significativo nel 2020 in seguito alla crisi pandemica. Delle 130mila aziende esportatrici registrate nel 2020, quasi 100mila hanno fatturato meno di 750mila euro in export e circa 10mila di loro non hanno esportato.L'export in Italia pesa per circa il 30% del PIL nazionale. A livello globale, secondo il Wto, si prevede una ripresa consistente degli scambi di merci e servizi con una stima che per il 2021 indica un +10,8% e nel 2022 un +4,7%. Restano però i nodi dei forti rincari dei noli e i timori sull’impatto delle tensioni inflazionistiche sugli scambi internazionali.

«Il terziario di mercato non deve avere affatto paura del commercio estero. Tante giovani imprese innovative si riconoscono nelle necessità del commercio estero. Il futuro del nostro Paese dipende dalle imprese, dalle associazioni, dalle persone. Il commerciante con l’estero è un rappresentante all’estero del suo Paese» ha detto Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio intervenuto all’evento Aice.

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