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Commercio estero, record nei primi 6 mesi Metalli di Brescia al top

Il monitor di Intesa Sanpaolo certifica un buon inizio di 2022 Germania, Francia e Usa i mercati principali: in crescita anche il Messico

di Sara Deganello

I campioni. In crescita 21 su 23 distretti analizzati: tra i campioni si trovano il comparto dei metalli di Brescia e il settore del legno e arredamento della Brianza

3' di lettura

In Lombardia nel primo semestre 2022 l’export ha continuato a crescere: +22,1% a prezzi correnti rispetto allo stesso periodo del 2021, per 19 miliardi di euro di valore, prima regione in Italia. Lo certifica l’ultimo Monitor territoriale dei distretti industriali a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Le aziende della regione fanno meglio del risultato nazionale, che pur registra una crescita del 17,7% rispetto ai primi sei mesi 2021 (oltre i livelli 2019), prima del rallentamento atteso prossimamente.

«L’export dei distretti lombardi si conferma anche per il primo semestre 2022 un traino prezioso per la nostra economia. La filiera distrettuale della metalmeccanica e quella della gomma-plastica si collocano nei primi posti della classifica regionale (entrambe con +21,5% rispetto al primo semestre 2021), seguite dal sistema casa (+18,7%). Bene il sistema moda (+35,9%) con il comparto tessile della seta di Como che ha saputo reagire e raggiungere i livelli pre-Covid: +42% sul primo semestre 2021 e +2,3% sullo stesso periodo 2019», commenta Gianluigi Venturini, direttore regionale Lombardia Nord di Intesa Sanpaolo. «Nonostante gli elementi di stress e l’incertezza geopolitica, l’internazionalizzazione si dimostra leva fondamentale di sviluppo e rilancio per le pmi lombarde. Intesa Sanpaolo sarà anche in futuro al loro fianco nella ricerca di nuovi mercati anche grazie al presidio estero del gruppo presente in circa 40 Paesi», aggiunge Venturini.

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Per valore, i campioni di export del primo semestre, nello specifico, a livello regionale, sono il comparto dei metalli di Brescia (3,6 miliardi di euro a prezzi correnti: +44% rispetto ai primi sei mesi 2021), quello della meccanica strumentale di Milano e Monza (2,7 miliardi: +10,2%), il distretto di rubinetti, valvole e pentolame di Lumezzane (2,2 miliardi: +16,9%), e il settore del legno e arredamento della Brianza (1,4 miliardi: +19,3%). Sono in crescita 21 dei 23 distretti monitorati. In contrazione solo il comparto di carni e salumi di Cremona e Mantova (144 milioni: -0,4%), e quello delle macchine per la produzione di calzature di Vigevano (100 milioni: -1,7%).

Per quanto riguarda le destinazioni delle esportazioni lombarde, al primo posto si conferma la Germania (3,2 miliardi di euro: +27,3%), seguita da Francia (2,1 miliardi: +21,6%), Stati Uniti (1,4 miliardi: +32%) e Spagna (918 milioni: +23,7%). Spicca l’aumento del 73,5% delle esportazioni verso il Messico (per 246 milioni).

Sui risultati dell’export regionale influisce anche una dinamica di rialzo dei prezzi alla produzione: sul mercato estero, per le attività manifatturiere, nel primo semestre 2022 hanno registrato «una crescita del 12,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente», si legge sempre nel Monitor, con un balzo dei prezzi accentuato per metallurgia (+44,4% rispetto allo stesso periodo 2021), legno (+16%), gomma e plastica (+15,7%), prodotti in metallo (+13,1%), prodotti a base di carne (15,4%), riso e farine (+12,8%).

«I dati del Monitor dei distretti lombardi ci mostrano un tessuto imprenditoriale resiliente che ha saputo reagire alle sfide di questi ultimi anni», spiega Marco Franco Nava, direttore regionale Lombardia Sud di Intesa Sanpaolo: «È importante continuare a porre una maggiore attenzione all’ambiente e alla digitalizzazione, due fattori chiave per preservare la competitività delle aziende lombarde. Le iniziative di Intesa Sanpaolo in tema di sostenibilità, contenimento degli effetti del cambiamento climatico e responsabilità sociale delle pmi sono numerose e declinate sulle peculiarità delle diverse esigenze dei territori. Attraverso i nostri Laboratori Esg e con la messa a disposizione di un plafond di 500 milioni di euro per progetti di economia sostenibile e circolare vogliamo favorire le imprese nel cogliere le opportunità del Pnrr e rafforzare il nostro sostegno all’economia reale dei territori in cui operiamo», conclude Nava.

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