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Commercio globale: chi traina la ripresa

Gli ultimi dati rilasciati dalla World Trade Organization (WTO) e da altre istituzioni internazionali certificano l’avvio di una forte fase di espansione degli scambi che ha l’aria di volere proseguire per diversi trimestri

di Marcello Minenna

(Adobe Stock)

5' di lettura

Almeno per il commercio globale, sembra che la crisi pandemica sia finalmente alle spalle. Gli ultimi dati rilasciati dalla World Trade Organization (WTO) e da altre istituzioni internazionali certificano l’avvio di una forte fase di espansione degli scambi che ha l’aria di volere proseguire per diversi trimestri. L’indice composito elaborato dagli economisti del WTO fotografa ad inizio aprile 2021 una crescita molto al di sopra del trend storico, in accelerazione. L’aumento dei volumi dei beni esportati è salita intorno al 15% annuo, un valore molto alto tipico dei periodi di sostenuta espansione dell’economia globale.

INDICE DI ANDAMENTO DEL COMMERCIO GLOBALE
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L’espansione appare robusta lungo tutta la catena del valore globale. Il settore dell’elettronica a trazione cinese (barre arancioni) – che aveva tenuto meglio di altri durante la fase di crollo del 2020 – si può definire addirittura surriscaldato con una crescita di 15 punti sopra il trend storicamente mai osservata.

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Bene anche il settore automotive (barre azzurre), con il trend che torna finalmente sopra la norma dopo il devastante declino dell’anno scorso. L’andamento degli ordini relativi alle esportazioni future (barre gialle) e al commercio aereo (barre rosse) sono tutti caratterizzati da rialzi a doppia cifra, segnaletici di un’ulteriore accelerazione nel secondo trimestre 2021. Appare più contenuta la crescita del settore marittimo (barre viola) dove pesano l’insufficiente capacità di trasporto ed i colli di bottiglia nella logistica portuale rispetto all’esplosione della domanda globale; sull’agroalimentare (barre verdi) incide il recente rally dei prezzi sui mercati internazionali e l’impatto sui raccolti del meteo molto secco nelle fasce temperate tipico dei periodi in cui predomina il fenomeno della Niña (un raffreddamento ciclico delle acque superficiali nell’oceano Pacifico).

Dove si cresce di più: la staffetta tra Cina e Usa

Studiando la decomposizione dei volumi delle esportazioni per area geografica (cfr. Figura 2), si nota un’interessante evoluzione. Dopo lo choc pandemico della primavera 2020 che ha coinvolto la totalità delle economie industrializzate ad eccezione della Cina, la prima fase di riavvio della crescita dei volumi esportati è stata trainata dall’economia cinese (barre verdi) che ha inanellato una serie di record assoluti, mentre le economie occidentali (USA ed area Euro) rimanevano ancora al palo a causa delle ondate pandemiche invernali ed del secondo round di restrizioni estese all’attività economica.

ANDAMENTO DEI VOLUMI DELLE ESPORTAZIONI

Andamento a 12 mesi % rolling - media mobile a 3 mesi

ANDAMENTO DEI VOLUMI DELLE ESPORTAZIONI

Dal mese di marzo 2021 si osserva una prima riduzione del ritmo di crescita delle esportazioni cinesi dovuta al raffreddamento del ciclo domestico di espansione del credito. Tuttavia nel complesso l’espansione dei volumi accelera di molto, soprattutto per la crescita della quota Usa (barre rosse), delle altre economie asiatiche avanzate (Giappone, Corea, Singapore, barre viola) e, in piccola parte, dell’area Euro (barre arancioni). La ripresa degli scambi internazionali di merci, incubata in Cina nel periodo più nero della crisi pandemica, si è finalmente estesa al resto del mondo

Le esportazioni dell’area Euro: un recupero a piccoli passi

Per quanto riguarda l’area Euro, la situazione di sostanziale lockdown delle grandi economie a partire dal mese di novembre 2020 fino ad aprile 2021, ha pesato sul ritmo di recupero. La variazione percentuale a 12 mesi dei volumi esportati, dopo essere finalmente tornata a gennaio 2021 intorno allo 0% dopo 15 mesi consecutivi di declino, segna ora un incoraggiante +7,3%. Non è certo un dato brillante, ma va valutato in una prospettiva temporale più ampia. Infatti nel 2020 l’area Euro ha subìto il colpo inflitto dalla pandemia in maniera più pesante rispetto al resto del mondo.

EUROZONA-ANDAMENTO DEI VOLUMI DELLE ESPORTAZIONI

Variazione % 12 mesi - media mobile 3 mesi

EUROZONA-ANDAMENTO DEI VOLUMI DELLE ESPORTAZIONI

La recrudescenza della pandemia nel continente europeo nella stagione invernale ha ovviamente influenzato in misura maggiormente negativa le esportazioni verso i Paesi europei, sia appartenenti all’Unione Europea (UE, barre viola) sia extra-UE (barre celesti), che insieme corrispondono a circa il 40% delle esportazioni totali della nostra area valutaria. Non ne hanno risentito invece le esportazioni verso la Cina (barre verde scuro), che hanno consolidato il trend positivo iniziato a luglio 2020. Finalmente a partire da febbraio 2021 si è osservata un’espansione degli scambi verso gli USA (barre rosse) e l’America Latina (barre viola). In netta controtendenza il dato delle esportazioni verso gli altri Paesi asiatici (barre gialle, -4.35% ad aprile 2021) probabilmente influenzato in maniera determinante dalla seconda grave ondata pandemica in India ed il conseguente lockdown che ha coinvolto 1,3 miliardi di persone.

Polonia, Turchia e Svizzera: le locomotive del continente europeo

All’interno delle singole macro-aree geografiche ci sono delle differenze importanti tra Paesi che è interessante analizzare. Si consideri ad esempio l’andamento del volume delle esportazioni verso i Paesi dell’UE extra Eurozona, con cui ci sono i legami più intensi dal punto di vista commerciale e che sembra ancora non avere agganciato pienamente i ritmi dell’espansione globale.


EUROZONA, ANDAMENTO DEI VOLUME DELLE ESPORTAZIONI

Variazione % 12 mesi - media mobile 3 mesi

EUROZONA, ANDAMENTO DEI VOLUME DELLE ESPORTAZIONI

I dati visualizzano ovviamente un impatto preponderante delle esportazioni verso il Regno Unito (barre rosse), che costituiscono oltre il 50% dei volumi.
A tal proposito vale la pena notare come il trend di calo degli scambi sia visibile già a partire da ottobre 2019, in concomitanza con i complicati round di negoziazione della Brexit che avevano accentuato a dismisura l’incertezza nel breve termine. Ovviamente la pandemia ha peggiorato la situazione, ma è ragionevole inferire che una parte del calo rilevato nel momento di nadir a giugno 2020 possa essere attribuibile al fattore Brexit.
Il nuovo colpo ricevuto dai volumi esportati nell’inverno 2021 plausibilmente è invece attribuibile al duro lockdown dell’economia britannica a seguito della forte onda pandemica che ha interessato il Paese. Con le riaperture disposte a marzo 2021 ed una ritrovata stabilità delle regole di ingaggio, si presume che il trend di recupero possa consolidarsi, riportando i valori in crescita dopo anni di contrazione degli scambi.
Spiccano invece in positivo le esportazioni verso la Polonia, tornate in crescita tendenziale già da diversi mesi (barre gialle). Ad aprile 2021 il ciclo appare tornato in espansione anche per quanto riguarda gli altri Paesi UE, a conferma di una crescente resilienza ed adattamento delle economie europee al mutato contesto.
Parimenti importante è la decomposizione relativa ai Paesi europei extra-UE, altro sbocco fondamentale per l’export dell’area Euro.

EUROZONA, ANDAMENTO DEI VOLUME DELLE ESPORTAZIONI

Variazione % 12 mesi - media mobile 3 mesi

EUROZONA, ANDAMENTO DEI VOLUME DELLE ESPORTAZIONI

In questo caso l’indice rappresentativo è in forte salita negli ultimi mesi, principalmente per via dell’impatto molto positivo del recupero degli scambi commerciali con la Svizzera, che erano stati severamente colpiti dalle restrizioni all’attività economica imposte nei principali Paesi dell’area Euro confinanti (Germania, Francia, Italia).
Inoltre le esportazioni verso la Turchia continuano a mostrare un andamento molto positivo, con una crescita tendenziale sui 12 mesi del +5,36% (dato aprile 2021). L’economia turca è risultata tra le più dinamiche negli ultimi 3 trimestri (+5,3%, +6,9, +7% rispettivamente), principalmente per via dell’entità degli stimoli fiscale e monetario. La crescita è stata trainata da un imponente ripresa dei consumi (+7,4% annuo) e degli investimenti domestici (+11,4% annuo), ed incentivata dal costo del credito al netto dell’inflazione più basso del mondo. Naturalmente questo stimolo monstre ha avuto importanti effetti collaterali, con ricadute negative sul tasso di cambio della lira turca e sul tasso di inflazione; il risultato netto di questa policy resta al momento comunque positivo.
In definitiva, gran parte dell’economia globale si è rimessa in moto ed il trend è in evidente accelerazione grazie ai progressi delle campagne vaccinali e di contenimento della pandemia. Potrebbero esserci certamente ulteriori stop, soprattutto nelle grandi economie caratterizzate da una bassa penetrazione dei vaccini, ma non in grado di alterare la ritrovata corsa degli scambi internazionali.

Marcello Minenna, Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli
@MarcelloMinenna
Le opinioni espresse sono strettamente personali

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