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Commercio, vendite al dettaglio in calo dell’1,1% a giugno

Istat: nel secondo trimestre 2022, in termini congiunturali, sono cresciute invece in valore (+1,1%) e calate in volume (-0,3%), un andamento che si giustifica con l’aumento dei prezzi

(Art Allianz - Fotolia)

3' di lettura

Commercio: le vendite al dettaglio a giugno, stima l’Istat, sono calate dell’1,1% in valore e dell’1,8% in volume. Nel secondo trimestre 2022, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio sono cresciute invece in valore (+1,1%) e calate leggermente in volume (-0,3%). L’accelerazione della crescita congiunturale del trimestre, commenta l’Istat è «in buona parte attribuibile all'incremento dei prezzi. I volumi, infatti, sono in calo sia nel primo sia nel secondo trimestre di quest'anno». A giugno, su base tendenziale, le vendite al dettaglio sono aumentate dell'1,4% in valore e diminuite del 3,8% in volume.

Aumento del valore dei beni alimentari

Sono in calo le vendite dei beni non alimentari (-0,8% in valore e -3,3% in volume) mentre quelle dei beni alimentari registrano un aumento in valore (+4,5%) e una diminuzione in volume (-4,4%). Gli aumenti maggiori riguardano prodotti di profumeria, cura della persona (+3,2%) e prodotti farmaceutici (+2,5%), mentre le flessioni più marcate si evidenziano per elettrodomestici, radio, tv e registratori (-8,3%) e dotazioni per l'informatica, telecomunicazioni, telefonia (-7,5%).

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Rispetto a giugno 2021, Istat certifica che il valore delle vendite al dettaglio cresce per la grande distribuzione (+4,6%) e diminuisce per le imprese operanti su piccole superfici (-0,9%). Le vendite al di fuori dei negozi aumentano lievemente (+0,1%) mentre si registra un calo per il commercio elettronico (-6,8%).

Confcommercio: «Si moltiplicano segnali negativi»

«Si addensano le nubi sull'economia italiana. Dopo gli ottimi risultati conseguiti dall'inizio del 2021 fino ai primi mesi dell'anno in corso, si moltiplicano i segni negativi nei principali indicatori congiunturali». È quanto scrive in una nota l'Ufficio Studi di Confcommercio, a commento dei dati sulle vendite al dettaglio a giugno diffusi oggi dall'Istat. «La stessa crescita del secondo trimestre del Pil è verosimilmente dovuta a un effetto trascinamento che sta scomparendo con l'inizio dell'estate. Il dato di oggi conferma che i consumi, nonostante la forte crescita dei servizi legati al turismo e alla socialità, sono in fase di rallentamento. La fiducia delle imprese - si legge - è stata in calo a luglio, quella delle famiglie flette già da giugno. L'inflazione non dà tregua. Malgrado sostegni e aiuti stiano risultando molto efficaci, le probabilità di una brusca frenata dell'attività nei mesi finali dell'anno sono in decisa crescita», conclude Confcommercio.

Coldiretti: si spende di più per acquistare meno

Si svuota il carrello della spesa degli italiani. È l’analisi di Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio al dettaglio nel primo semestre 2022 che su base annua fanno registrare una diminuzione delle quantità di beni alimentari acquistate per il sesto mese consecutivo. L’associazione degli agricoltori sottolinea come gli italiani siano costretti a spendere di più per acquistare meno prodotti per effetto dei prezzi che hanno fatto segnare per gli alimentari un aumento record complessivo del +9,6% tra prodotti freschi e lavorati nel luglio 2022 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Sempre secondo Coldiretti, l'aumento dei prezzi scatenato dal mix esplosivo dell'aumento dei costi energetici e del taglio dei raccolti a causa del clima costerà nel 2022 alle famiglie italiane quasi 9 miliardi di euro soltanto per la spesa alimentare.

Federdistribuzione: forte effetto dell’inflazione

«Assistiamo ad una contrazione generale e ad un aumento molto contenuto delle vendite in valore dei beni alimentari per il forte effetto dell’inflazione, ma a livello tendenziale si accentua l’andamento negativo delle vendite in volume del comparto food (-4,4%) e del comparto non food (-3,3%) per effetto del clima d’incertezza economica, in peggioramento, che grava sulle famiglie», commenta Carlo Alberto Buttarelli, direttore Ufficio Studi e relazioni con la filiera di Federdistribuzione.

«Istat registra a luglio un calo sensibile della fiducia dei consumatori, che tocca un minimo che non si registrava da maggio 2020, le diminuzioni più marcate sono quelle relative al clima economico e a quello futuro. È un dato che preoccupa in vista dei prossimi mesi: in autunno potrebbe accentuarsi una contrazione dei consumi, potrebbero essere penalizzate le filiere produttive italiane di eccellenza», conclude Buttarelli.


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