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Commercio Italia-Cina, Bazzoni: «Così traineremo la ripresa nella fase 2»

Intervista a Paolo Bazzoni, manager bocconiano e neopresidente della Camera di commercio italiana a Pechino

di Rita Fatiguso

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Intervista a Paolo Bazzoni, manager bocconiano e neopresidente della Camera di commercio italiana a Pechino


3' di lettura

Il mercato cinese è troppo importante per non presidiarlo in frangenti così delicati. Aziende del calibro di Snam, Fincantieri, Bonfiglioli, Bracco, Modula, Piaggio, Nordica, Goldengoose - per citarne alcune -, sono entrate in pista in occasione del rinnovo del Consiglio direttivo della Camera di commercio italiana a Pechino.

Il neopresidente Paolo Bazzoni, manager bocconiano in Cina con Prysmian, ora con Bonfiglioli, guiderà il rinnovamento partendo dalla premessa che «la Camera è un’azienda al servizio delle nostre aziende».

Presidente Bazzoni, quanto peserà la nuova composizione del board nell’azione della Camera di Commercio?
Il nuovo direttivo è un ottimo mix delle principali componenti dell’industria italiana localizzata in Cina. É un messaggio chiaro e forte che viene dalle aziende, da chi lavora sul territorio condividendo il programma di sviluppo impostato per sfruttare al meglio tutte le opportunità per le nostre aziende in Cina e trainarne la ripresa nella fase 2.

Come intendete realizzare il programma?
Innanzitutto, focus sul territorio: copertura capillare di ciascuna area in cui operano i nostri soci in questo sterminato territorio cinese con responsabilizzazione degli uffici delle varie aree che dovranno sviluppare servizi su misura e di supporto alle aziende che creino integrazione con i referenti cinesi e le istituzioni locali. Inoltre efficienza e qualità dei servizi, inclusività di tutte le competenze per alzare il livello di visibilità e promozione del sistema di business Italia lavorando in modo sinergico con le istituzioni tutte. Collaborazione e collegamento, infine, con le associazioni industriali e di categoria in Italia e in Cina.

Camera e istituzioni: quale rapporto tra questi due elementi?
Abbiamo trovato da subito un’ottima intesa con le nostre istituzioni coordinate dall’Ambasciata, fondamentale sia a livello nazionale che sui singoli territori. Sinergia che dovrà estendersi all’intero sistema camerale, alle associazioni degli industriali di categoria.

La Cina ha rallentato senza fermarsi. Quanto le imprese italiane sapranno approfittare di questo elemento?
La Cina ha subìto un forte rallentamento iniziale causa COVID19 nel primo quarto che impatterà a livello annuale con una riduzione del Pil, ma da aprile la macchina della domanda interna di beni industriali, componentistica, meccanica e progetti infrastrutturali e di energia rinnovabile ha ripreso quota grazie alle politiche del governo che stanno trainando la ripresa delle attività sia delle aziende di Stato che di quelle private dando, di conseguenza, reali opportunità alle nostre aziende localizzate in Cina di riprendere quota in modo deciso e sfruttare il loro posizionamento sui diversi mercati di riferimento supportando i quartier generali italiani.

La pandemìa ha colpito dal lato della domanda: come aiutare la ripresa dell’export?
Per l’export sarà determinante come, in questo periodo, sapremo veicolare in modo efficace la promozione e la comunicazione digitale. Questo vale per tutti i settori e tutti i prodotti anche quelli di solito più refrattari al digitale come i beni di investimento e quelli B2B. I consumatori cinesi che già erano online più di tutti gli altri ora lo sono ancora di più e bisogna adattarsi.

Certo, il 2020 sarà fortemente influenzato da vincoli logistici. Per cui, come Camera, ci muoveremo con piattaforme digitali per dare opportunità di supporto e promozione sia al business italiano in Cina sia a quello dall’Italia verso la Cina partecipando ad iniziative che le diverse municipalità cinesi stanno programmando nel secondo semestre, in sinergia con le nostre istituzioni. Chi aveva già localizzato la prima linea manageriale, la supply chain e i clienti locali ha risposto bene alle prime sollecitazioni della domanda addirittura incrementando vendite e fatturato.

La Cina ha inoltre mantenuto due Fiere importanti, quella della meccanica e quella dell’Import, la Ciie, che si terrà a Shanghai in novembre, proprio quando si compiranno i 50 anni dei rapporti diplomatici Italia-Cina.

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