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Commercio: servono nuove regole per riequilibrare il mercato tra on e offline

Patrizia De Luise, presidente Confesercenti: «L’unico dato certo è la ricchezza che emigra dall’Italia attraverso le grandi piattaforme internazionali di e-commerce con cui i piccoli negozi non riescono a competere»

di Enrico Netti

(ArtBackground - stock.adobe.com)

2' di lettura

Regole per riequilibrare il mercato perché nessuno può competere con le piattaforme di e-commerce. «L’unico dato certo, ad oggi, è la ricchezza che emigra dall’Italia attraverso le grandi piattaforme internazionali di e-commerce, con cui i piccoli negozi non riescono a competere. Le promozioni del Black Friday e di novembre in generale stanno anticipando il Natale e dirottandolo verso il web» premette Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti, prima di presentare il report elaborato dall’associazione sul black friday. «È lecito chiedersi se occorre garantire maggiore equilibrio di mercato, invece che lasciare tutto così com’è, assistendo, senza intervenire, alla trasformazione e desertificazione delle nostre città, con le vetrine dei negozi oscurate da cartelli affittasi. È un tema che, come Confesercenti, vogliamo porre con forza. In alcune regioni vige il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni che precedono il Natale. Un divieto forse discutibile; ma è invece possibile che a novembre si possa fare di tutto? Vogliamo un mercato che tuteli davvero la concorrenza, o preferiamo lasciare che i giganti del web diventino monopolisti? Abbiamo finalmente un ministero delle imprese e del Made in Italy, di cui fa parte anche la rete dei negozi di prossimità, un patrimonio e una caratteristica della nostra economia, che va tutelata come i nostri prodotti». Secondo il report di Confesercenti quest’anno in occasione del black friday gli italiani spenderanno 3,3 miliardi con un budget di 261 euro procapite a disposizione di quei 12,7 milioni di consumatori che hanno già deciso di fare almeno un acquisto nella settimana del black friday. Acquisti che nella stragrande maggioranza dei casi saranno fatti online perché solo il 29% acquisterà in un negozio di vicinato, di cui il 15% in un negozio di vicinato multimarca, il 14% in un negozio monomarca. Il resto degli acquisti sarà ad appannaggio dell’online diviso tra i siti delle catene multimarca (43%) e l’acquisto direttamente sul sito web dei produttori (29%). Un ulteriore 40% acquisterà anche presso i punti vendita fisici delle grandi catene e il 19% presso supermercati e ipermercati. Insomma si consolida il travaso degli acquisti a favore delle piattaforme mentre al retail fisico resta poco, una frazione. Eppure nel 2022 le famiglie prevedono di acquistare prodotti che 10 o 20 anni fa si acquistavano proprio nei negozi. Quest’anno in vetta alle intenzione d’acquisto con il 64% ci sono abbigliamento, calzature e accessori. Seguono con il 57% i prodotti di elettronica di consumo e l’informatica mentre gli elettrodomestici sono al 41%. Circa un terzo sceglierà i prodotti per la casa e il 9% a giocattoli, libri, cosmetici e profumi. In poco più di un caso su due queste spese sono fatte per approfittare degli sconti ma si tratta di regali di Natale. Secondo i calcoli di Confesercenti nei prossimi sette giorni per questi acquisti natalizi verranno spesi circa 1,9 miliardi. Del resto è difficile resistere alle massicce campagne pubblicitarie che dal 1° novembre accompagnano all’appuntamento del black friday che di fatto dura tutto il mese. Un diluvio di pubblicità e sconti anticipati fatti dalle piattaforme che ha portato 9,7 milioni di italiani, il 31% di chi ha ricevuto un'offerta, ad effettuare già un acquisto.

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